La galleria Alberto Magri. Anni ’60 e ’70 di Barga

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Era domenica 23 dicembre 1973 quando a Barga, in Piazza del Comune, nel piano terra di palazzo Casci, s’inaugurava la Galleria d’Arte dedicata alla memoria del pittore barghigiano Alberto Magri, la prima di sempre nella nostra cittadina. La Galleria l’ha voluta il commerciante di Barga Luigi Clerici, che lì a pochi passi ha la sua bottega di ferramenta, un uomo nel cui sangue scorre impetuoso l’amore per tutte le arti, specialmente quella pittorica. Per questa prima della sua creatura ha invitato in una collettiva cinque pittori operanti a Barga: Fabrizio Gianni, Persio Da Prato, Giovanni Magri, Cesare Puccinelli e Romeo Ruggi; mentre nel successivo gennaio 1974 è la volta di altri tre pittori: Aldo Lucchesi di Fornaci di Barga, Fabio Scaparrini e Silvano Bonaldi di Castelnuovo Garfagnana. La Galleria suscita un vivo interesse e ospiterà molti altri pittori, come Swietlan Kraczyna, Wells, Colombo Da Prato e tanti altri, rimanendo aperta per altri anni a seguire.

Fu con questa importante iniziativa che Barga iniziò a riappropriarsi di quel ruolo che l’aveva contraddistinta sin dall’anteguerra, quando era definita la Città dell’Arte, grazie a quel “quartetto d’artisti” che avevano per nome: Alberto Magri, Adolfo Balduini, Umberto Vittorini e Bruno Cordati, tutti riuscendo a raggiungere l’agognato invito a esporre la loro arte alla biennale di Venezia. Una “stagione aurea” dell’arte barghigiana che Luigi Clerici intende di contribuire a rinvigorire dando l’opportunità ai nostri artisti di farsi vedere nel loro prodotto artistico in un luogo a loro espressamente dedicato, da cui ricevere lo stimolo per migliorarsi.

Clerici desidera si torni a quella Barga centro d’arte che nei ricordati artisti ebbe una sua scuola, così come disse nel 1929 l’On. Renato Macarini Carmignani di Lucca, che salito a Barga a inaugurare la Seconda Mostra d’Arte Barghigiana, così ancora ci parla. Siamo in una mostra, in questo paese che ha tradizioni d’arte … tutti gli artisti barghigiani disegnano in modo meraviglioso … gli artisti di Barga, dicevo, disegnano bene per causa del luogo ove son nati; il paese influisce sul sentimento e quindi su l’opera d’arte … come abbiamo una scuola senese e fiorentina … ecco che qui abbiamo un fenomeno di scuola barghigiana.

La Galleria Alberto Magri ebbe vita per alcuni anni e al termine della sua bellissima esperienza il Comune di Barga, capito che la Città, anche perché e in un certo senso è lanciata verso il turismo, ormai non poteva fare a meno di un simile luogo d’arte, decise di aprire una sua galleria nell’ex studio fotografico di Pietro Rigali in via di Borgo, che ancora oggi ha la sua vita d’arte. Non solo questo stimolò l’idea di Luigi Clerici, perché il suo messaggio d’arte proseguirà negli anni successivi, con l’arte della pittura che sempre più riusciva ad avere altri luoghi a lei espressamente dedicati.

Terminiamo questo doveroso ricordo con la memoria di quando la bottega di Luigi Clerici, lì a due passi dalla sua Galleria, oltre che di clienti era meta anche dei pittori locali, dove sapevano che avrebbero trovato accoglienza e anche l’opportunità di un dialogo tra loro, ovviamente sfociante sempre nel campo artistico, come accadeva con Kraczyna. Tra i frequentatori anche Bruno Cordati, che lì e più volte s’incontrava magari con Colombo Da Prato, oppure Cesare Puccinelli e allora il dialogo, seppur breve per la consueta fretta dello stesso Cordati, per la cifra artistica del Maestro, si proponesse sempre interessante da ascoltarsi. Bruno Cordati, già avanti con l’età, in genere capitava lì per ordinare dei colori a olio, i buoni prodotti della Di Volo, che però non ritirava subito, chiedendo a Luigi Clerici di portarglieli allo studio, forse per il piacere di avere con lui un dialogo d’arte nella sua casa dell’ex palazzo Bertacchi, a contatto con la sua produzione. Io, che bazzicavo quella bottega con molta frequenza, qualche volta, quando Clerici aveva da fare, lui mi chiedeva se gli avessi fatto il piacere di portare quei colori allo studio di Cordati, per me un’occasione da non lasciarmi sfuggire, perché ero attratto dall’idea di vedere i suoi quadri.

Erano due centinaia di metri di strada, poi entrato nel portone, salivo le scale per arrivare allo studio, un battito e subito la porta si apriva, perché il Maestro aveva la sua postazione pittorica proprio lì dietro a quella porta. Ah! Mi hai portato tu i colori. Bravo, vieni pura avanti e dopo avermi chiesto un parere su ciò che andava dipingendo, (parrebbe una mia esagerazione ma è vero), per ringraziarmi, mi dava l’opportunità di poter visitare la sua produzione disseminata in tutte le stanze; decine e decine di quadri ammassati lungo i muri, io perdendomi a sollevarli e a gustarmeli.

Ecco allora che veramente finendo quest’articolo, cosa stesse creando quella Galleria, certamente un interesse che andava diffondendosi in Barga circa la pittura, una sorta di rinascita dell’arte che andò pian piano aumentando, sino alla mostra storica retrospettiva di quella grande stagione aurea: Magri, Cordati, Balduini e Vittorini (tutti e tre i pittori erano scomparsi).  Questa mostra, inaugurata il 26 luglio del 1980 e voluta dall’allora Commissione Barga Castello, fu allestita nella Sala Consiliare del Comune di Barga ed ebbe un grande successo di critica e d’affetto. Finalmente, dopo tanti anni, Barga poteva riassaporare le grandi stagioni dell’arte locale che nei ricordati e ormai lontani anni ‘20 del Novecento ebbero il loro battesimo e parte del merito spetta anche all’importante ruolo svolto dalla Galleria Alberto Magri.

 

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