Infortunio alla KME, la UILM: “Troppi infortuni sul lavoro, subito tavolo di confronto provinciale”

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FORNACI DI BARGA – “Possiamo forse tirare un sospiro di sollievo perché dalle ultime notizie ricevute questa mattina il lavoratore coinvolto martedì nell’incidente all’interno dello stabilimento Kme Italy, dipendente di una ditta esterna, non sarebbe in pericolo di vita. Una buona notizia ma quanto accaduto deve farci nuovamente riflettere sulla sicurezza nei posti di lavoro, sui controlli e alzare ulteriormente il livello di guardia per il futuro”.

Lo sostiene il segretario della Uilm area nord Toscana, Giacomo Saisi, che analizza così quanto accaduto martedì mattina all’interno dello stabilimento Kme di Fornaci di Barga dove un lavoratore della ditta esterna C2000, ramo edilizia, è caduto giù dal tetto, da un’altezza di 6 metri circa a causa del parziale cedimento del tetto, stando almeno alle prime ricostruzioni.

“Attendiamo che sia fatta tutta la chiarezza possibile sulla vicenda. Tuttavia partiamo proprio dal tetto per chiedere a Kme che siano fatte ulteriori e immediate verifiche all’interno del capannone per verificare lo stato della struttura. D’altronde si tratta di un capannone abbastanza ‘datato’ e crediamo sia necessario dare la massima tranquillità a chi tutti i giorni lavora lì dentro, dipendenti diretti o di ditte esterne”. Ma il nodo vero della discussione resta il problema degli incidenti sul lavoro che ad aprile di quest’anno avevano fatto registrare un aumento, seppur minimo, a Lucca e provincia, come già denunciato dalla Uilm poche settimane fa. “Questo è il problema principale su cui concentrare tutte le risorse possibili – incalza il segretario della Uilm -. Le rassicurazioni, a voce o su carta, lasciano il tempo che trovano. Bisogna invece iniziare a collaborare su questo fronte in maniera concreta e crediamo che non si possa attendere oltre. E’ necessario convocare un tavolo di confronto a livello provinciale fra organizzazioni sindacali, Asl, ispettorato del lavoro, istituzioni datoriali e politiche. Mancano i controlli da parte degli organi preposti, non si può  intervenire solo ad evento avvenuto: serve più prevenzione, più formazione e informazione. La sicurezza deve diventare una  cultura diffusa, fra lavoratori e imprenditori. E purtroppo oggi siamo ancora lontani da questi risultati. Considerata anche la situazione nazionale dove gli infortuni  nei luoghi di lavoro sono in aumento (e purtroppo anche le morti) anche i sindacati a livello nazionale devono spingere con l’attuale governo – conclude Saisi – per aumentare le risorse da investire in sicurezza sul lavoro e trovare risorse da destinare alle Asl, agli ispettorati di lavoro: questi organi vengano messi in grado di poter operare con efficienza”.

 

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