La Libellula: “Il patto produttivo firmato a Firenze una polpetta avvelenata per la Valle. Le istituzioni locali e non intervengano”

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“Ogni minuto di silenzio in più da parte dei rappresentanti locali in Regione e anche al Parlamento ormai non è più tollerabile, è l’ora di prendere nettamente posizione, non di tergiversare.

Ce l’hanno con Baccelli e Giovannetti (PD), ma anche con Bianchi (5 stelle) e poi con il senatrore Marcucci e l’on. Zucconi gli attivisti del movimento La Libellula che intervengono in merito alla notizia rilanciata nei giorni scorsi dal sindaco di Barga, Caterina Campani: la firma a Firenze di un patto tra la Regione Toscana e 15 associazioni del mondo produttivo e sindacale denominato “Intesa per lo sviluppo della Toscana“, in cui: “In un allegato si richiama  il sostegno ai progetti di economia circolare, un accordo in corso di definizione col distretto cartario sulla “possibilità di smaltire scarti residui per almeno 70.000 tonnellate l’anno di pulper presso un futuro impianto in corso di autorizzazione”.

“Al lettore lasciamo facilmente immaginare di quale impianto si tratti, al di là dei numeri sulle tonnellate trattate che cambiano ogni volta come una scheggia impazzita – scrive la Libellula – In poche parole si tratta dell’ennesimo tentativo, da parte di una Giunta Regionale ormai prossima alla scadenza del mandato, di cucinare e servire la polpetta avvelenata per la Valle del Serchio, sotto forma di inceneritore; tutto questo infischiandosene del parere contrario non solo della popolazione, di tutte le istituzioni locali e del Consiglio Regionale, ma anche della parte tecnica dato che le osservazioni e i pareri pervenuti dal pubblico ma anche dagli enti preposti sono in larga parte assolutamente negativi e hanno dato luogo a una mastodontica richiesta di integrazioni per le quali l’azienda stessa ha richiesto il rinvio dei termini di 6 mesi per presentarle; un patto quindi fondato, al momento, sul nulla. Bene ha fatto il sindaco di Barga a bollare questo accordo come “irricevibile“; tuttavia non possiamo non notare un assordante silenzio da parte di altri soggetti politici che dovrebbero affiancarla e farsi sentire in questa battaglia”

Come detto la Libellula si riferisce a Baccelli, Giovannetti (ai quali si chiede di valutare l’idea di provare almeno a proporre una mozione di sfiducia nei confronti della giunta) e Bianchi in consiglio regionale e di Marcucci e Zucconi a livello nazionale.

“Ogni minuto di silenzio in più da parte dei rappresentanti locali in Regione e anche al Parlamento ormai non è più tollerabile, è l’ora di prendere nettamente posizione, non di tergiversare.

Ma non è solo dai politici che ci aspettiamo delle reazioni. Leggiamo che alla firma di questo accordo, o comunque di un suo successivo supplemento, sono chiamate anche le organizzazioni del mondo agricolo come Coldiretti e CIA, che ci hanno finora affiancato in questa battaglia, presentando anche osservazioni di parere contrario al progetto in regione: una loro firma a un patto che preveda il mostro in Valle del Serchio sarebbe davvero incomprensibile a questo punto.

E per ultimo La Libellula rivolge l’invito ad una serie riflessione anche a sindacati e aziende cartarie.

“Crediamo – conclude – di essere a una svolta cruciale per questa vicenda, nella quale ogni soggetto deve assumersi consapevolmente la responsabilità delle proprie scelte, per non dovere un domani pentirsi amaramente di ciò che ha fatto (o, peggio ancora, di cosa non ha fatto) per evitare simili epiloghi”.

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