Ci ha lasciato anche il prof. Ruggio

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Barga perde un altro pezzetto, significativo, della sua storia culturale. Sicuramente un personaggio della vita della cittadina per tanti e tanti anni. Stamani se n’è andato il prof. Gian Luigi Ruggio, il conservatore di Casa Pascoli, colui che per tanti anni ha accompagnato ed intrattenuto tutti gli studiosi alla scoperta del patrimonio pascoliano, fin dagli anni ’70. Se n’è andato da solo o quasi, con il supporto per fortuna dei nostri servizi sociali ed anche della Caritas di Barga che hanno cercato di stargli vicino in questi mesi che non sono stati facili per lui nemmeno economicamente. Ha finito una esistenza che ultimamente si era fatta difficile e penosa e tutto questo rende ancora più amara la notizia della sua scomparsa. I funerali non sono ancora stati fissati e lo saranno nei prossimi giorni.

Noi lo vogliamo ricordare da subito con affetto ed anche con tanta tristezza nel cuore per come sono andate per lui le cose.

E’ stato uno studioso autorevole, in special modo dell’opera pascoliana oltre che profondo conoscitore di tutti i tesori e la storia di Casa Pascoli; l’ultima sua fatica letteraria è stato il libro “Giovanni Pascoli!”, la prima biografia completa di Pascoli, uscito nel 1998. Di lui ricordiamo anche la passione per la meteorologia e lo studio dei terremoti, l’aver collaborato per questo all’emittente televisiva TeleCiocco prima, poi Tiesse ed infine Noi TV; ma soprattutto la grande gentilezza, la sempre concessa disponibilità a rispondere ad ogni domanda, quesito, intervista riguardante Pascoli e la sua storia a Castelvecchio.

Lo ricordiamo anche come fedele lettore ed anche estimatore del giornale di Barga che si è sempre preoccupato di ricevere ogni mese.

Ci mancherà il prof. Ruggio, che nello scorrere turbinoso della vita avevano perso, senza rendercene conto, di vista. E lo abbiamo riscoperto partito per il suo ultimo viaggio dopo grandi difficoltà. Ci dispiace non esserle stati vicino professore e ci sentiamo colpevoli di questo. Che ora la terra le sia lieve dopo tanto penare.

 

 

Nato a Barga (Lucca) l’11 maggio 1937 e compiuti gli studi a Roma, si è appena iscritto a Giurisprudenza quando decide di trasferirsi in Svizzera perché in quel momento lo attraggono di più gli studi scientifici. Là prende un diploma in fisica termodinamica e meteorologia. Ma non ha affatto dimenticato Giurisprudenza. Rientrato in Italia, riprende quegli studi e si laurea a Pisa dove frequenta pure, come uditore, la facoltà di Lettere.. Dopo la laurea collabora, scrivendo articoli di carattere culturale, con i giornali del gruppo Corriere della Sera e La Nazione. Svolge una intensa attività di divulgatore che, in anni più recenti, sviluppa anche in alcune televisioni locali. Torna  a vivere nella sua Barga ed accettao di assumere l’incarico di Conservatore dei Beni Pascoliani custoditi nella Casa Pascoli di Castelvecchio trasformata in museo e centro di studi sul poeta. Ma il primo studioso è proprio Ruggio. Ed è stato da un quarto di secolo di sue ricerche che è nata la sua biografia pascoliana poi pubblicata nel 1998..

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Commenti

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  1. Margherita Rinaldi


    Un grande dispiacere che abbia un viaggio sereno e lieve

  2. Gianfranco Almansi


    Questa mattina ho ricevuta la triste notizia. Caro Gian Luigi, amico d’infanzia, abitavamo allora a Roma nello stesso palazzo e ricordo gli stupendi pomeriggi trascorsi nei nostri giochi. Non posso fare a meno di puntualizzare che la nostra amicizia, accompagnata da quella dei nostri genitori, non si interruppe nemmeno con le leggi razziali, i Ruggio ci rimasero cari amici anche in quel periodo in cui avere un amico ebreo poteva essere pericoloso. La vita ci ha divisi, io sono rimasto a Roma e tu ti sei trasferito a Barga ma i nostri cuoiri sono rimasti sempre vicini. Ora, purtroppo, delle nostre lunghissime telefonate, si protraevano sino a notte fonda, non mi resterà che il ricordo ed un infinito rimpianto. Carissimo Giangi, ricordi, così ti chiamavamo, il mio più caro e affettuoso shalom e che la terra ti sia lieve.

  3. Pier Giuliano Cecchi


    Bellissimo e significativo il ricordo di Gianfranco Almansi, di un uomo che della più alta civiltà umana aveva i tratti indelebili. Più volte ci siamo intrattenuti assieme a parlare di cose diverse ma soprattutto di Giovanni Pascoli. Emergeva sempre dalle sue parole il suo forte attaccamento alla memoria del “nostro” Poeta, nel senso di Barga.
    Era Gianluigi Ruggio di Barga una persona speciale, molto tollerante e mai per quanto io possa dire, critico con altri se non con esempi all’inverso del loro pensiero, del loro modo di agire e mai contro la persona.
    Un esempio di vita di cui ne sentiremo sempre più la mancanza.
    Pier Giuliano Cecchi

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