Le memorie della Grande Guerra nel Comune di Barga (fine)

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Fornaci di Barga:

2) L’ex Asilo Pascoli e le sue memorie.

3) La via a Cesare Battisti e l’albergo Gorizia.

4) La Piazza 4 Novembre e il suo Monumento.

 

Siamo ancora a Fornaci di Barga, all’ultima tappa del nostro intrapreso percorso diretto alla riscoperta delle memorie che ancora oggi ci parlano della Grande Guerra nel Comune di Barga.

 2) L’ex Asilo Pascoli e le sue memorie.

La prima e più importante memoria che abbiamo all’ex Asilo Pascoli di Fornaci di Barga, oggi, in ciò che resta, gestito dal Ceser dell’Asl 2 Lucca, è proprio l’insieme della struttura, deliberata esecutivamente lunedì 4 novembre 1918, giorno dell’entrata in vigore del Bollettino firmato da Diaz, appunto, stilato il giorno 3 novembre. L’espressiva deliberazione dell’Asilo avvenne all’interno della direzione aziendale della fabbrica S. M. I., luogo solito per le riunioni del Comitato Pro-Orfani di Guerra, che era composto di varie personalità della Valle, convocato, sia per deliberare l’esecutività del progetto presentato dal presidente onorario Ing. Luigi Orlando, come per essergli divulgato il Bollettino della Vittoria, forse, nella sua prima “pubblica” lettura nella Valle del Serchio. Entrambe le cose furono accolte da scroscianti applausi, specialmente l’annuncio ufficiale che la guerra era finita. Comunque, l’Asilo, seppur deliberato per accogliere gli Orfani di guerra della Valle, ebbe il suo battesimo nel 1922 nella specifica evoluzione e denominazione “Opera Nazionale per l’Assistenza agli Orfani di guerra anormali psichici”, dal 1918, legato alla memoria di Giovanni Pascoli.

 

  1. a) Quasi certamente fu il giorno della deliberazione, il 4 novembre 1918, che decise l’apposizione all’interno dell’Istituto Pascoli del Bollettino Diaz, oggi visibile sulla facciata del Centro Diurno Disabili dell’Asl 2 Lucca.

Vicino al Bollettino della Vittoria possiamo vedere una lastra di marmo grigio azzurro che ricorda la dedicazione dell’Asilo a Giovanni Pascoli, che subito vedremo.

 

 

 

 

 

 

  1. b) Il pensiero di dedicare alla memoria di Giovanni Pascoli il progettato Asilo Pro-Orfani di Guerra era stata lanciata dall’Ing. Luigi Orlando e già da qualche tempo all’interno del Comitato Pro-Orfani; intitolazione decisa la sera di quel 4 novembre 1918.

Il ricordo dedicatorio dell’istituto a Pascoli è posto su una lastra di marmo rettangolare e sagomato nella parte che accoglie l’effige di bronzo del Poeta. Questo bronzo, è costituito da un tondo con l’effige, appunto, del Poeta, che ha sopra e sotto due rami d’alloro ed è posto su un cartiglio che si estende verso sinistra e su cui è scritto un brano da “La Poesia” raccolta nei “Canti di Castelvecchio”, l’icipit: “Io sono la lampada ch’arde soave!”, cui si aggiunse la parte finale del canto.  Nella parte di marmo altro scritto che così recita:

 

Che il Poeta della bontà

Fosse anche qui coi suoi versi presenti

Volle l’ing. Luigi Orlando

Ideatore e fondatore

Di questo Asilo per Orfani di Guerra

Giugno 1924

 

  1. c) All’interno dell’ex Asilo Pascoli c’è un altro importante ricordo che ci riporta con forza alla Grande Guerra. Si tratta di un piazzale, tra i tanti dedicati a personalità che ebbero importanza per la vita dell’Istituto, dedicato al presidente e Medaglia d’Oro al Valor Militare per i fatti che portarono l’Italia alla finale vittoria in quella guerra. Questi è il Generale Giuseppe Vaccari (Montebello Vicentino 1866 – Milano 1937); tra i motivi della massima decorazione militare la sua personale condotta nella decisiva battaglia di Vittorio Veneto.

Morto lunedì 6 settembre 1937, fu commemorato quale presidente dell’Istituto, a un mese di distanza con una messa celebrata alle ore 10,30 di lunedì 6 ottobre nella chiesina di Santa Margherita, presso lo stesso istituto. La notizia si apprende dall’invito alla commemorazione inviato a Castelvecchio Pascoli alla consigliera dell’Istituto Maria Pascoli. (3)

 

3) La via a Cesare Battisti e l’Albergo Gorizia.

  1. a) b) La Via Cesare Battisti, personaggio molto noto è legato alle gesta patriottiche della Grande Guerra e con essa, all’inizio a destra, l’Albergo Gorizia, alla via o migliore viale non si è in grado di dargli una data d’intitolazione, comunque, tutto e da riferirsi agli anni successivi la fine del conflitto. Per l’Albergo alla sua costruzione, il 1916, e come ci dice il nome, ci ricorda la prima grande vittoria italiana in quella guerra con la liberazione della città. (4)

La Via Battisti parte dal centro di Fornaci di Barga e va dritta alla stazione ferroviaria, al cui inizio è ubicata la struttura alberghiera detta Gorizia. Per Cesare Battisti, ci sono tracce che ci portano a credere che anche la piazza situata a metà della stessa via, a sinistra andando verso la stazione ferroviaria, gli fosse stato imposto il suo nome.

 

4) La Piazza 4 Novembre e il suo Monumento.

  1. a) Questa piazza, la più grande di Fornaci di Barga, da attuarsi a servizio del paese, allora detto “importante centro industriale del Comune”, nacque in seno al Comune di Barga il 21 gennaio 1939. L’intendimento con cui si mosse il Comune fu di favorire lo sviluppo del paese lungo la via provinciale diretta verso Mologno, cioè verso la S. M. I., così impedendo si ampliasse sull’altra via provinciale per Barga.

Interessante il pensiero fatto allora circa la nuova piazza, da costruirsi, consistente nell’idea che qui, oltre alla sede del Fascio, troverà “prima o poi” la sua ubicazione, la scuola elementare pubblica, ora divisa in private case del paese, mentre i figli degli impiegati della S. M. I. frequentavano quella dell’azienda.

Questa piazza, quando fu eseguita, s’intitolò dal Comune di Barga, era il 6 luglio 1940, al quadrumviro, Maresciallo dell’Aria e trasvolatore Italo Balbo, da pochi giorni, il 28 giugno, morto con il suo aereo abbattuto nel cielo di Tobruch per un errore della contraerea italiana.

Se la piazza si finì di fare nel 1940, il monumento fu eseguito solo l’anno 1958. Per il nome della piazza, quando il giorno 4 novembre 1958 s’inaugurò il monumento e la vaticinata scuola pubblica elementare progettata dall’Ing. Ildo Barsanti, questa era già intitolata “IV Novembre”.

 

 

  1. b) Come si è già capito il monumento che è nella piazza IV Novembre fu inaugurato l’anno 1958 e che per la dedica, abbia sì attinenza con la Grande Guerra, però nella generica dedicazione che dice: “Fornaci di Barga ai suoi Caduti per la Patria”, che vale a dire di tutte le guerre, compresa quella 1915 – 1918. Comunque, per la sua
  2. presenza in una piazza ben definita nella sua dedicazione, lo abbiamo censito in questo nostro articolo di memorie della Grande Guerra.

Come ognuno può vedere, si compone di un basamento quadrato di marmo bianco, cui si sale al monumento come fosse uno scalino. Al centro tre elementi aggettanti di marmo azzurro grigio con mensola di Carrara Bianco, che danno l’idea di ali rovesciate di un missile, fanno da base a un obelisco quadrato che s’innalza per nove metri, stringendosi verso l’alto e chiudendosi con un quasi cubo sovrapposto alla sommità. L’obelisco è composto di sei blocchi di travertino rosato. In precedenza, perché smontato, si accedeva al monumento tramite tre scalini.

Il progetto del monumento fu eseguito dall’Arch. Renato Barsotti, mentre i fregi di bronzo, posti sulla parte più in vista, che si compongono di una grande stella in alto e di due elmetti posti su di una baionetta, coronato il tutto dalla gloria in alloro e quercia, furono eseguiti dagli artigiani artisti di Barga Aldo Marroni e Vincenzo Gonnella.

Con questi ricordi della Grande Guerra presenti a Fornaci di Barga si chiude questo lavoro che ha comportato una certa ricerca sui documenti e visiva di attenzione critica, questo per renderlo il più possibile comprensibile a tutti. Ci preme osservare, licenziando quest’ultimo articolo, che tutto il Comune di Barga, specialmente Fornaci di Barga, dette alla Grande Guerra un grande contributo ideale e di manodopera presso la novella fabbrica per munizioni S. M. I., tanto da farci vedere la stessa Fornaci di Barga innalzata a luogo sacro della memoria italiana di questa gloriosa e triste pagina del suo cammino, con la nostra comunità che sacrificò, come tutta la Nazione, molti giovani per la finale vittoria.

 

 

(1) Don Silvio Baldisseri: “Tre –Comunità Viva –Documenti –Oltre la Memoria”, Offset Grafica di Tacchi Vinicio & C, Ospedaletto (Pi), 2000.

(2) Pier Giuliano Cecchi: “La Grande Guerra 1915-18: come nasce a Fornaci l’asilo pro-orfani Giovanni Pascoli”, dieci articoli su questo sito: il Giornale di Barga e della Valle del Serchio.

3) Notizia dal sito Internet: “Giovanni Pascoli nello specchio delle sue carte – L’archivio e la casa di Giovanni Pascoli a Castelvecchio”.

4) Ivano Stefani, in: “Urbanizzazioni della S. M. I. a Fornaci”. Articolo su questo sito.

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