Promemoria per il cimitero urbano di Barga

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Questo settembre è iniziato con della pioggia a rovesci e un poco di freddino, facendoci assaporare per tempo l’autunno; poi e finalmente il tempo si è rimesso assai al bello… speriamo duri. Così, come sempre accade a chi lo vuole, si è presa anche la via per il cimitero, forse, sentendo nell’aria fresca l’avvicinarsi del tempo in cui ci recheremo con più sentimento in visita ai nostri cari.

Già arrivando in vista del viale che introduce al cimitero, non è difficile esser presi da un certo sgomento nel vedere quei cipressi, piantati nel lontano 1922, uno per ogni morto del Comune di Barga nella Grande Guerra, oltre che decimati nel tempo, sempre più scheletriti. Quest’anno ricorre il Centenario di quel vittorioso ma infinitamente triste evento e qualcuno, i più anziani, avrà certamente riflettuto sull’abbandono di quel luogo cui si assegnò il nome di “Parco della Rimembranza”. Siamo consapevoli che i tempi passano ma entrati ora nel cimitero, accade di pensare a tempi migliori, quando pareva di entrare in un museo a cielo aperto, con tanti monumenti marmorei dedicati ai defunti ben tenuti, belli nella loro esecuzione artistica, ripetendo e curati nell’aspetto. Così era tenuto tutto il cimitero, cioè bene. Se allora uno avesse pensato che si poteva fare meglio, quest’osservazione trasportata all’oggi ci dà la misura del triste pensiero fatto.

Avanzando nel viale, tra due file di tombe martoriate dai venti impetuosi che hanno fatto crollare piante sui marmi del ricordo, non di rado capita di osservare la scarsa manutenzione di ciò che almeno dovrebbe essere curato nell’aspetto: come i vari camminamenti, con i lavori spesso incompleti. Si avanza ancora e si sale al piano superiore con il dubbio: cosa scelgo, le scale o il tavolato che ormai assomma molti anni? brutto nell’aspetto e mai aggiornato con una dignitosa salita ad hoc. Avanti ancora e l’occhio che gira qua e là non ha molto sollievo e se poi uno arrivasse alla Cappella dei Caduti della Grande Guerra, è meglio che non vi entri per non vivere un altro Centenario dispiacere.

Tornando indietro, sul muro che cinge il cimitero, si apre una via che conduce alla parte nuova, fresca anche di più recenti dolori, dove l’occhio un poco si rinfranca alla vista di un certo ordine nelle sepolture seppur ancora manchi una dignitosa chiusura al tutto. Qui, recentemente, l’Arciconfraternita di Misericordia di Barga, dopo aver realizzato varie edicole su concessione comunale, le ha anche abbellite con varie opere d’arte di Paolo Maiani, mentre le ultime due, con pitture realizzate dalla pittrice Lisetta Torrigiani.  Due di queste edicole, che erano separate da un anomalo spazio, recentemente sono state unite da una Cappella realizzata, sempre su concessione comunale, dall’Arciconfraternita di Misericordia di Barga che terminata proprio in questo 2018, sabato 15 settembre avrà la sua cerimonia inaugurale.

Giriamo ancora un poco in quest’ala di cimitero e nell’angolo in fondo si riapre una nuova ferita. Siamo giunti al servizio igienico e niente è più odioso di vederlo ridotto come dalla foto, tenuto in maniera veramente indecente. Speriamo che per l’inaugurazione della Cappella possa essere riportato a uno stato decente.

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