Trote autoctone della valle del Serchio. Al Rio Villese deposte circa 400 mila uova

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BARGA – Così come da 7 anni a questa parte, prosegue l’impegno per la tutela ed il ripopolamento delle trote native della Valle del Serchio, quelle cioè di esemplare di trota fario autoctone del Fiume Serchio e dei suoi affluenti.

Anche nelle settimane scorse e nelle prossime riprenderà la messa in vasca di circa 450 mila uova, presso l’area del Rio Villese, lungo la provinciale tra Barga e Castelvecchio Pascoli, nel comune di Barga , dove dal 2009 è stata aperta l’unica avannotteria attiva presente in valle del Serchio.

Le uova sono il frutto della “spremitura” di alcuni riproduttori selvatici stabulati in vasca: esemplari adulti, catturati in questi corsi d’acqua ed avviati alla carriera riproduttiva dopo comunque un ‘accurata selezione che per questo territorio si caratterizza di esemplari dalla livrea marcatamente differente rispetto alle popolazioni presenti nei torrenti tributari sia del versante appenninico che apuano. Una volta schiuse le uova messe ora a dimora nelle apposite vasche, si arriverà ad una produzione quest’anno di un contingente di circa 250/300 mila avannotti che dalla fine di maggio, saranno utilizzati per le operazioni di ripopolamento dei torrenti della Valle del Serchio, sotto diretta sovrintendenza del Servizio Pesca Regione Toscana, distaccamento di Lucca.

Dopo anni di studio e di preparazione, sono due anni che la Valle del Serchio è oggetto di questa attività di ripopolamento ora arrivata alle fasi più concrete, con un numero sempre crescente di avannotti che nel giro di qualche anno regalerà una presenza nei torrenti della zona di decine di migliaia di trote autoctone, altamente selezionate.

Il tutto fa parte di un importante progetto realizzato d’intesa dall’Unionene dei Comuni della Media Valle e dal Comune di Barga con il Servizio Pesca Regione Toscana, distaccamento di Lucca ed  in collaborazione con il Mediterranean Trout Research Group, gruppo che unisce ricercatori in campo ittiologico ed ambientale. Si tratta del “Progetto per la produzione di Trota Fario Mediterranea (Salmo trutta macrostigma) per il ripopolamento delle acqua pubbliche vocate a salmonidi della Media Valle del Serchio” per combattere il rischio di estinzione  che si era prospettato nei decenni passati

“In queste settimane – spiega l’assessore a caccia e pesca del comune di Barga, Pietro Onesti, uno dei referenti sul campo del progetto – nello stabilimento ittiogeno di Rio Villese, vengono  deposte centinaia di migliaia di uova. Il tutto con un mese di ritardo rispetto allo scorso anno a causa dell’inverno più rigido e quindi della temperatura dell’acqua più fredda.

Il passo successivo sarà la nascita degli avannotti che permetteranno di immettere poi nei corsi d’acqua della provincia una trota Fario selezionata e quindi particolarmente pregiata. Alle operazioni di ripopolamento previste alla fine di maggio sarà richiesta la partecipazione dei pescatori e delle associazioni di pescatori del territorio coordinate dal Servizio Pesca di Lucca”.

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