La Grande Guerra 1915-18: come nasce a Fornaci l’asilo pro-orfani Giovanni Pascoli (seconda parte)

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Con il precedente articolo abbiamo tracciato il cammino del Comitato Pro-Orfani di Guerra di Fornaci agli inizi del 1918, accennando alla sua nascita avvenuta nel 1917 per il forte impegno della Società Metallurgica Italiana e del suo presidente Ing. Luigi Orlando. Con il presente articolo e un altro, prima di procedere oltre sino alla fondazione dell’Asilo Pro-Orfani Giovanni Pascoli, si ritiene sia il caso di fare un passo indietro per spiegare come si sviluppò nel 1917 la patriottica e utilissima idea del Comitato Pro-Orfani, da cui nacque il ricordato Asilo.

Per fare questo ricorriamo ancora al giornale La Corsonna, precisamente al n° 19 del 23 settembre 1917, dove, accolta nella rubrica “Cronaca di Barga e delle Frazioni”, si trova la seguente cronaca: “Le corse a Fornaci di Barga –Pro orfani di guerra”. Andando a leggerla si apprende che un “anonimo” Comitato di operai della Società Metallurgica Italiana, che vedremo in seguito, essere sportivo, rinunciando al giorno di festa, aveva organizzato in un passato sabato di questo settembre che il giornale non specifica, delle corse per trovare fondi a favore degli orfani dei morti in guerra. Si tratta di tre corse podistiche: metri 100, 1° Ghilarducci, metri 1000, 1° Calloni e metri 8500, 1° Ghilarducci, poi una gara ciclistica, detta di “resistenza”, sul percorso di 45 chilometri, da Ponte all’Ania, Castelnuovo, Fornaci, Barga, Giardinetto e arrivo a Fornaci e qui vinse un Biagini. A seguire ci fu una tombola e musica con la banda della fabbrica. I vari premi furono messi a disposizione dal personale della S.M.I., primo tra tutti l’Ing. Luigi Orlando, poi i dirigenti, oltre a quelli offerti dagli ufficiali addetti al controllo della fabbrica.

Questa è la prima notizia ritrovata circa la genesi del futuro Comitato Pro-Orfani, la quale chiarisce che l’idea eminentemente patriottica è nata proprio all’interno della nuova fabbrica, insieme economico di notevole valenza e militarizzato, dove, ogni deliberata volontà che va nella direzione di un servizio alla Patria trova incitamenti, nel caso anche un vigore aggiuntivo per le già ricordate virtù italiane dell’Ing. Orlando.

Va rilevata una cosa molto importante circa la militarizzazione della fabbrica, nel senso che un tale stato, che prevede il diretto interessamento del Governo italiano, fa capire a tutti che il Comune di Barga e principalmente Fornaci, non è più una lontanissima periferia d’Italia, ma inseriti nella carta geografica italiana con un ruolo, strategicamente importante per i destini del Regno in guerra contro gli austro-tedeschi. Mai nessuno in quel tempo avrebbe potuto immaginare una tale situazione politica per il Comune di Barga, patria sì di Antonio Mordini, prodittatore di Garibaldi in Sicilia, il cui monumento dal 1905 svetta sulle gradinate del Fosso e artefice di pagine che ancora inorgogliscono i suoi conterranei e che ora si rispolvera da parte de La Corsonna per incitare tutti, soldati e popolo, a compiere il loro dovere per l’Italia. Così si fa anche per la poetica di Giovanni Pascoli che saltuariamente appare sul giornale nei suoi scritti patriottici. In altre parole qui nel Comune di Barga, e tutti lo percepiscono, si sta giocando una parte importante della futura fortuna italica e questo stato delle cose produce effetti, come nel caso Comitato Pro-Orfani di Guerra sospinto dal Governo centrale, che fanno sì che s’innalzi e si faccia grande la consapevolezza della posta in gioco per l’Italia, con straordinari benefici per l’opera ideale e materiale nel territorio.

Il giornale La Corsonna già da qualche tempo ha iniziato a dare spazio alla voce dei soldati al fronte. Gli invia direttamente soldi raccolti dai comitati, pubblica i ringraziamenti, celebra i morti, onora chi si distingue, piange lacrime amare ma piene di speranza per i tragici aventi a Caporetto di quest’Autunno 1917, ma il collegamento diretto che l’Ing. Orlando ha con chi dirige le nostre azioni di guerra, fa percepire a tutti che è ben alto il morale e che fortissimo è il desiderio del riscatto. Qui, più che in altri luoghi della Valle, si sta giocando una partita che in tutto ha un profumo di Patria da redimere, e le stesse migliaia d’operai della fabbrica sentono che il loro lavoro è sì per loro ma anche proiettato ben più in alto. Lavorano 12 ore al giorno senza riposo settimanale, e seppur lo rivendichi per rendere meglio, scendono dai paesi di pietra, dai casolari sparsi e lontani, con gran fatica che però si mitiga nella consapevolezza di un fulgido domani per l’Italia. Dire che venire qua a Fornaci, sia pure per lavorare e magari ferirsi o morire sul lavoro, così come in certi casi accadeva, fosse un poco come essere al fronte di guerra e sentirsi vicini al fratello, al parente che stava lottando. Certamente Fornaci di Barga, con la fabbrica di Orlando, per la Valle rappresentava e raffigurava l’Italia in guerra e oggi, dopo cento anni da quegli eventi, di più non si può dire, sennonché, in nome di quelle migliaia persone che vi vennero a lavorare, gli spetta un poco d’onore in ricordo di quella vittoria.

Il Comune di Barga, per questi reali fatti nella Grande Guerra, per essere stato la patria da cui mosse Mordini, per la Battaglia di Sommocolonia nella Seconda Guerra Mondiale, certamente meriterebbe gli fosse consegnato dal Presidente della Repubblica Italiana il tricolore nazionale e con tanto di motivazione scritta. In loco molti lo sanno e a loro ripetiamo: forza!

Chiusa questa parentesi e riprendendo il nostro discorso, dobbiamo dire che sospinti da ciò che andava progettandosi nella frazione delle Fornaci, anche a Barga prende campo l’idea di un soccorso ai bambini poveri che hanno il padre al fronte e al Teatro Differenti, la locale Compagnia dei Dilettanti, organizza uno spettacolo con una commedia di Niccodemi e delle “macchiette”; incasso £ 219,05. Questo per dire che siamo in anni in cui si stanno facendo gravissimi i problemi derivanti dai tanti capifamiglia al fronte e certamente l’iniziativa di Fornaci sta andando oltre ed entra in un vero ben più drammatico rispetto alla benefica e utile offerta di un contributo. In pratica si sta iniziando a pensare al soccorso di quei bambini oltre all’oggi, cioè nel loro domani, in pratica a chi è già orfano o tale potrà restarlo.

Su La Corsonna n° 21 di domenica 21 ottobre, in qualche misura si conferma il nostro assunto nell’articolo di seconda pagina dal titolo “Per gli orfani di guerra”, scritto senza firma e inviato da Fornaci di Barga il 18. 10. 1917, in cui si annuncia la costituzione di un comitato per gli orfani:

“Era noto ormai che nel nostro stabilimento della Società Metallurgica Italiana trovano pronta eco le iniziative generose, e specialmente quelle che si manifestano in una intesa beneficenza, che non è altro che la prova di un profondo senso della solidarietà umana e patriottica verso coloro che combattono … Ma la prova più luminosa di questo è data dalla notizia che ci giunge che il Comm. Grand’Uff. Ing. Luigi Orlando fecondando il volere dei suoi operai, i quali fiduciosi nel suo cuore e nella sua mente, gli avevano consegnato le somme raccolte nell’ultima riunione sportiva di Fornaci di Barga perché le destinasse a scopi umanitari di guerra, ha raccolto intorno a se alcune persone per gettare le basi di un Comitato di Patronato e di Assistenza nel nostro Comune agli Orfani dei morti in guerra.

Più nobile, più santa iniziativa, non poteva avere il Comm. Orlando e i suoi operai … non dubitiamo del successo … è preziosa azione di beneficenza, cui tutti dobbiamo cooperare come il più alto, come il più nobile dovere di cittadino italiano. Le informazioni che abbiamo ci danno imminente la costituzione del Comitato definitivo ed il principio della sua provvida azione.”

Tra questa notizia uscita su La Corsonna n° 21 di domenica 21 ottobre 1917, sino alla prossima edizione del giornale, il n° 22 che uscirà il 4 novembre, avviene la disfatta italiana a Caporetto e iniziano ad arrivare anche nel Comune di Barga le notizie sulla tragica ritirata, cui seguiranno diversi sfollati. Intanto, la prima e seconda pagina di questo n° 22 de La Corsonna è dedicata alla fondazione del Comitato Pro-Orfani di Guerra patrocinato dalla Società Metallurgica Italiana, incontro che si tenne “in un ampio locale dello stabilimento” domenica 28 ottobre. La Corsonna ne informa i lettori con un titolo a tutta pagina: “L’iniziativa della Metallurgica Italiana di Fornaci di Barga per il patronato e l’assistenza degli orfani di guerra”, cui segue il fondo del direttore “Per gli orfani di guerra”, che si apre con delle parole molto eloquenti circa l’attualità; una doppia notizia:

“Nell’ora tragica che attraversiamo, mentre il cuore è stretto dall’angoscia, ma non piegato alla tracotanza tedesca, sorge qui nel nostro territorio un Comitato per la protezione degli orfani di guerra. Ne è iniziatrice la Società Metallurgica delle Fornaci di Barga e più propriamente l’Ing. Luigi Orlando, della quale è benefico e provvido presidente.”

Continua l’articolo circa la bella idea e quanto sia utile per tutti quei poveri bimbi che la guerra lasceranno orfani, il cui pensiero deve stimolare e riguardare tutti, tanto da difenderli il più possibile, per far sentire loro minima la mancanza di un padre affettuoso e crescere senza mai maledire la Patria che di quel genitore ha chiesto il sangue, non la parola vuota di significato costruttivo:

“Per questo ogni sacrificio che noi faremo, ogni offerta che noi daremo, sarà sempre inadeguata per compensarli della mancanza dei loro padri … E nell’ora che la lotta è più intensa e più fragore di battaglia si spande dai violati confini del suolo sacro che ci appartiene, e più sacrifici si compiono e più vite si spezzano, e più bimbi guardano con occhi sbarrati attendendo il ritorno del babbo soldato, sorge qui nella valle nostra, un Comitato che è sprazzo di luce vivida, che è opera di bene, che è palpito di bellezza. Ognuno aderisca e dia quello che può, più che può … Per questi bimbi rispondiamo all’appello del cuore, per questi bimbi uniamoci ed impariamo ad amare, ad apprezzare la grandezza della Patria rinascente … Essi sono il cespite glorioso, la stirpe più pura e più santa, da cui incomincia l’avvenire d’Italia.”

Segue questa prima pagina con la cronaca dell’avvenimento: “L’adunanza di domenica alla Metallurgica”, in cui si dà spazio al lungo elenco di chi era presente. Questo si apre con Donna Irma, moglie dell’Ing. Orlando e seguita con i vari militari operanti nella fabbrica, poi con i figli Orlando e, seppur non riconosciuti, certamente con tutti i dirigenti della fabbrica e diversi operai. A parte c’è l’elenco di Barga, dove possiamo leggere il nome del proposto Della Pace, Stefani Alfredo e Italo fondatori e dirigenti La Corsonna, il Sindaco di Barga, dottori, farmacisti, il canonico Enrico Marcucci e altri. Segue ancora la cronaca con la sintesi dell’intervento dell’Ing. Luigi Orlando, che presidente la commissione organizzatrice lo stesso incontro, presentò all’assemblea degli intervenuti la bozza di Statuto del nascente Comitato di Assistenza e Patronato per gli orfani di guerra, aprendo su di esso la discussione e la successiva approvazione. Approvato lo Statuto, si raccoglieranno le libere adesioni nella categoria di soci, per arrivare nel più breve tempo possibile, all’elezione del Consiglio d’Amministrazione che sarà ufficialmente incaricata di tradurre in azioni fattive i nostri intendimenti. Così continua l’intervento dell’Ing. Orlando:

“La presenza vostra, le adesioni già sottoscritte, il fervido e spontaneo concorso della popolazione operaia della Fabbrica di Munizioni, il palese consentimento generale, danno ormai sicuro affidamento di successo. Signori, in tutti noi, in tutto il Paese, in quest’ora, un palpito solo corre, un fremito solo ci pervade. Tutti abbiamo il pensiero ed il cuore alle frontiere della Patria dove si combatte perché restino esse immacolate e sicure.

Se le vicende della guerra immane hanno permesso che per breve tratto nei primi momenti di un attacco gigante, il pesante piede tedesco gravasse sulla nostra terra, nessun dubbio che la nobile forza latina saprà rapidamente cancellare le inique orme. Noi tutti seguiamo con la fede nel cuore, con l’alito nuovo di concordia rigeneratrice, i nostri soldati, e all’unisono col loro eroismo si rinsalda la resistenza di chi è lontano dalla lotta, ed in una gara nobilissima di emulazione fraterna, ci sentiamo, o signori, pronti a sacrifici maggiori.

Con questi sentimenti, con queste visioni, con questi propositi, l’opera che stiamo per compiere per gli orfani di chi combatte per noi, si illumina della luce più nobile e diventa ancora un più santo dovere.”

Al termine dell’incontro prese la parola il dott. Carradini di Barga, presidente la Fratellanza Artigiana, proponendo che a dirigere il Comitato fosse l’Ing. Luigi Orlando, idea prontamente accettata da tutti per acclamazione e dallo stesso Ingegnere, che vivamente ringraziò per tanto onore e fiducia, subito offrendo in nome della S.M.I. £ 10.000.

Al termine dell’incontro fu dato mandato al presidente Orlando di annunziare a Roma la costituzione del comitato a Fornaci, nelle persone del Presidente il Consiglio dei Ministri Paolo Boselli e del Ministro delle Armi e Munizioni Alfredo Dallolio. Questo che segue è il testo diretto a Dallolio:

“28. 10. 1917 –Sua Eccellenza Dallolio Ministero Armi e munizioni –Roma.

A Fornaci di Barga, dove sempre ardente ferve la vita del lavoro nella compatta unione di tutti gli operai compresi dei loro doveri verso la Patria, ha trovato impulso e compimento la generosa iniziativa che muove da Vostra Eccellenza di costituire un Comitato Pro Orfani di Guerra. E oggi che l’animo di tutti si volge con incrollabile fede ai soldati d’Italia manifestazione di concordia di solidarietà di patriottismo di spirito di sacrificio è costituito il Patronato.

Compio l’incarico di partecipare sentimenti e propositi degli adunati a Vostra Eccellenza, vivo nella memoria di questi operai come ispiratore e duce del loro lavoro. Ing. Luigi Orlando.”

Questo è invece il testo del telegramma che inviò al Presidente Paolo Boselli:

“28. 10. 1917 –Sua Eccellenza Boselli Presidente Consiglio Ministri –Roma.

Cittadini di Barga, impiegati operai Stabilimento Ausiliario Metallurgica Italiana, costituendo oggi Comitato Pro Orfani di Guerra, rinsaldano, col compimento di un dovere patriottico verso chi combatte per l’integrità dei confini d’Italia e per la sua vittoria, la fede nei nostri successi.

Esprimono mio mezzo, oggi più che mai, propositi incrollabili concordia spirito di sacrificio per la partecipazione di tutti alla resistenza e contro il nemico. Ing. Luigi Orlando.”

Così rispose il Presidente Boselli, che il 30 di questo ottobre 1917 dovrà lasciare l’incarico al successore Vittorio Emanuele Orlando:

“Bene augurando alla generosa opera ad essa plaudo partecipando con tutto animo al patriottico ardore dei cittadini impiegati operai di Barga, Viva l’Italia che vincerà. Boselli.”

Nel solito numero della Corsonna si pubblica ancora un appello del neo Comitato Pro-Orfani, per ora a carattere organizzativo, nato dall’adunanza pubblica del 28 ottobre, che diretto a tutti i cittadini, tramite una scheda da diffondersi e da riconsegnarsi entro il 12 novembre, li invita a farsi soci del sodalizio “e concorrere con ogni mezzo alla vita feconda di beneficenza di questo Comitato”, iscrizione che li farà elettori del nuovo ed effettivo Consiglio d’Amministrazione. Nello stesso appello si ricorda che gli operai della Metallurgica avevano già offerto “la cospicua somma di £ 1420, 55” dirette alla costituzione del Comitato, che ora, sotto gli auspici dell’Ing. Orlando, ha preso avvio con l’approvazione dello Statuto nella ricordata pubblica adunanza.

Col prossimo articolo vedremo cosa diceva lo Statuto del Comitato Pro-Orfani di Guerra e altro.

(continua –Pier Giuliano Cecchi)

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