Vedere al buio: una lezione davvero speciale

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Protagonisti di questa interessante e formativa esperienza sono gli alunni della classe Prima della scuola Primaria di Fornaci di Barga che passando, in questo loro anno scolastico, dai libri e i quaderni alla LIM e ai tablet si sono cimentati in una lezione di scienze a dir poco unica. L’idea è stata dell’insegnante Giuliana Nardini ed è scaturita dal fatto che parlando di tatto i bambini hanno sostenuto ed argomentato che era impossibile leggere con le mani, che nessuno lo può fare perché solo con gli occhi si può leggere.

Così ne è nata questa esperienza: un incontro dei bambini con una loro coetanea o poco più, non vedente. E questo è il loro racconto:

“Venerdì 20 febbraio alle 14, quando dovevamo iniziare a lavorare – raccontano in un resoconto gli alunni della classe 1 A della Primaria di Fornaci – è entrata in classe una bambina bionda e più grande di noi; a dire il vero qualcosa ci sembrava strano… E’ bastato poco per capire cosa perché ci ha detto subito che si chiamava Giada e che era una bambina non vedente e ci ha spiegato perché non vedeva. Ci siamo azzittiti; lei ha girato tra i nostri banchi, guidata dalla voce della maestra, e toccandoci il viso ha saputo dire se eravamo maschi o femmine senza sapere il nostro nome; ed ha sempre indovinato. Che forza!
Giada ci ha fatto vedere e toccare un “sacco di cose”, i suoi libri, i suoi quaderni, alcuni giochi … eravamo molto attenti e molto interessati a quello che ci diceva. I suoi disegni erano bellissimi perché erano fatti con tanti materiali diversi messi insieme con la colla. Lei ci ha spiegato e ci ha fatto vedere come fa a leggere con le mani. Ci ha fatto conoscere il suo alfabeto, il Braille, fatto solo di puntini. Per scrivere usa una macchina speciale che si chiama dattilo braille. Abbiamo scritto con lei le iniziali del nostro nome e cognome e abbiamo provato anche a riconoscere, al buio senza usare gli occhi, delle forme, delle immagini, ma nessuno di noi è riuscito a indovinare.
Era veramente difficile perché noi siamo abituati a vedere con gli occhi e non con le mani. Giada ha detto che tornerà e ci farà giocare con la sua palla sonora… ma come sarà fatta una palla sonora? Sicuramente è una palla che suona ma come farà a suonare? Aspettiamo Giada per scoprirlo insieme a lei”.

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