Barga Jazz e Paolo Fresu. Un’amicizia che dura dal 1986

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Siamo alla ventisettesima edizione per il BargaJazz Festival nato nel 1986 come concorso di composizione e arrangiamento per orchestra jazz. Il c oncorso rimane uno dei punti focalid ella manifestazione e così sarà anche quest’anno nelle sere del 22 e 23 agosto, presso il teatro dei Differenti. Ospite speciale del concorso, a lui dedicato, il grande Paolo Fresu (nella foto di apertura di Mariano Moriconi al Barga Jazz festival nel 1990).

Se nelle prime edizioni la sezione “A” del concorso (arrangiamento) è stata dedicata alle composizioni di un musicista particolarmente significativo nella storia della musica jazz (Coltrane, Mingus, Davis, Monk ecc), dal 2000 è nata una nuova formula che prevede la partecipazione di un musicista ancora in attività che viene invitato al Festival a suonare con la BargaJazz Orchestra gli arrangiamenti scritti dai concorrenti appositamente per lui.
Trovesi, Rava, Gaslini, Konitz, Swallow sono stati i primi che hanno accettato la sfida contribuendo a far crescere il nostro Festival.”

Così Giancarlo Rizzardi, anima e cuore del Barga Jazz Festival, vero patron della manifestazione affiancato negli ultimi anni dalla direzione artistica sicuramente più che competente del figlio Alessandro Rizzardi.
Dice ancora Giancarlo, al secolo Jack:

Per il 2014 abbiamo deciso di dedicare il concorso alle composizioni di Paolo Fresu, uno dei jazzisti italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo. La collaborazione, e l’amicizia, di Paolo con BargaJazz non nasce certo oggi ma risale proprio al 1986 quando Bruno Tommaso propose di affidare la parte di tromba solista a un giovane più o meno sconosciuto con cui aveva avuto occasione di lavorare a SienaJazz.
Paolo si fece subito notare ricevendo i complimenti anche da un notorio scorbutico come Lee Konitz che fu ospite nella serata conclusiva. Nel 1987 poi l’Orchestra di Barga venne invitata al Festival del Jazz di Parigi con ospiti due dei più promettenti musicisti italiani dell’epoca: Pietro Tonolo e Paolo Fresu.
Insomma ci piace pensare che alla fantastica carriera di Paolo abbia contribuito in qualche modo anche Bargajazz e ci ha fatto particolarmente piacere che abbia accettato il nostro invito. Paolo, oltre a suonare con la BargaJazz Orchestra, presenterà a Barga, nell’ambito del progetto trasfrontaliero “Sonata di Mare”, il suo lavoro “Mistico Mediterraneo” (21 agosto teatro dei differenti ore 21,30) con Daniele Di Bonaventura e il coro polifonico corso A Filetta”.

PAOLO FRESU – ALTERNATIVE BIO
La banda del paese e i maggiori premi internazionali, la campagna sarda e i dischi, la scoperta del jazz e le mille collaborazioni, l’amore per le piccole cose e Parigi.
Esiste davvero poca gente capace di mettere insieme un tale abbecedario di elementi e trasformarlo in un’incredibile e veloce crescita stilistica.
Paolo Fresu c’è riuscito proprio in un paese come l’Italia dove – per troppo tempo – la cultura jazz era conosciuta quanto Shakespeare o le tele di Matisse, dove Louis Armstrong è stato poco più che fenomeno da baraccone di insane vetrine sanremesi e Miles Davis scoperto “nero” e bravo ben dopo gli anni di massima creatività.
La “magia” sta nell’immensa naturalezza di un uomo che, come pochi altri, è riuscito a trasportare il più profondo significato della sua appunto magica terra nella più preziosa e libera delle arti.
A questo punto della sua fortunata e lunga carriera, non serve più enumerare incisioni, premi ed esperienze varie che lo hanno imposto a livello internazionale e che fanno sistematicamente ed ecumenicamente amare la sua musica: dentro al
suono della sua tromba c’è la linfa che ha dato lustro alla nouvelle vague del jazz europeo, la profondità di un pensiero non solo musicale, la generosità che lo vuole “naturalmente” nel posto giusto al momento giusto ma, soprattutto, l’enorme ed inesauribile passione che lo sorregge da sempre.
Il presente di Paolo è – come al solito – turbinoso, degno dell’artista onnivoro e creativo che tutti riconoscono in lui. Oggi (a parte un sorprendente lato letterario che è sfociato nella pubblicazioni di alcuni interessanti lavori editoriali) è fatto del suo storico quintetto che sta per girare la boa dei 3 decenni di piena collaborazione e stima reciproca, ma è anche quello del quartetto “Devil”, che riscatta a pieno merito i successi del celebrato
“Angel” che impose Paolo all’attenzione europea qualche lustro fa.
Crescono poi le importanti realtà contemporanee: il duo con Uri Caine,la collaborazione con Carla Bley e Steve Swallow e il fortunato incontro con Ralph Towner che ha fatto da ponte all’ingresso del nome di Paolo nell’entourage della
celebrata e nobile etichetta ECM, che ha poi pubblicato il bellissimo lavoro Mistico Mediterraneo con Daniele Di Bonaventura e il coro polifonico corso A Filetta, sono soltanto alcune di queste.
Il suo presente più attuale lo vede attivo, in ottica più esterofila, in trio con Richard Galliano e il pianista svedese Jan Lundgren (“Mare Nostrum”) e in diverse nuove avventure con nuovi importanti nomi dell’entourage jazzistico contemporaneo quali Omar Sosa, Gianluca Petrella e – ancora – con Manu Katché, Eivind Aarset, Dave Douglas. Interessanti sono poi i progetti con alcuni grandi nomi del mondo letterario e teatrale italiano (Ascanio Celestini, Lella Costa, Stefano Benni, Milena Vukotic) oltre, infine, a una nuova serie di piccole ma importanti collaborazioni con la musica “intelligente” delle frange popolari italiane. Musica per il Cinema e “progetti speciali” come il suo straordinario “a solo” teatrale che ha paralizzato 3.000 spettatori all’Auditorium di Roma o un incantato teatro Metastasio a Prato
chiudono il cerchio insieme alla piccola grande e folle avventura che lo ha portato a festeggiare nel 2011 i suoi 50 anni con 50 concerti, in 50 giorni consecutivi, con 50 formazioni e progetti diversi di giorno in giorno in 50 capolavori paesaggistici della sua Sardegna.
E sarebbe certamente un errore dimenticare le strizzatine d’occhio verso il mondo “classico” che potrebbero presto riservare sorprese con lavori ad hoc in cui possono venire coinvolti quartetti d’archi che guardano avanti e grandi eroi dell’avantgarde music oppure, infine, il bellissimo nuovo lavoro di “promozione” cha Paolo sta portando avanti nei confronti di molti giovani leoni dell’entourage jazzistico contemporaneo attraverso le possibilità offerte loro grazie alla sua nuova etichetta Tuk Music costruita appositamente per guardare al futuro.

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