I medici non lasciano speranze sulla sorte di Hary

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Angoscia, incredulità e tanto dolore. In tutta la comunità barghigiana e in tutta la Valle del Serchio. Sono questi i sentimenti che albergano nei cuori di tutti per Hary Marchi, di questo nostro giovane che ieri è rimasto coinvolto in un infortunio sul lavoro il loc. Fobbia. Colpito violentemente alla testa da un ramo, da subito le sue condizioni sono risultate gravissime e mano a mano che passano le ore le speranze si fanno sempre più tenui. Per lui, come da sua precisa volontà condivisa anche dai suoi genitori, è già stato deciso l’espianto degli organi quando e se il suo cuore smetterà di battere.
Purtroppo su una sua ripresa sono stati gli stessi medici fin da subito a non fornire speranze ai suoi cari. Da mercoledì pomeriggio, subito dopo l’intervento alla testa a cui è stato sottoposto all’ospedale di Cisanello a Pisa, è stata dichiarata la morte cerebrale, ma nonostante per Hary non ci siano più speranze sussistono ancora, sempre più deboli, alcuni parametri vitali e fino ad allora il giovane sarà tenuto in vita con l’ausilio delle macchine. Questione di ore, forse di giorni, ma la sua sorte è purtroppo inevitabile secondo i medici.
Hary è ricoverato in rianimazione all’Ospedale di Cisanello dove a vegliarlo c’è sempre stata la sua famiglia: babbo Gianfranco, mamma Giuliana, entrambi ex dipendenti dell’ASL 2 presso l’ospedale di Barga, la compagna Candida ed il fratello Kronos. Tutti stravolti dal dolore. Ma è come se ci fossero anche le tantissime persone che lo conoscevano e gli volevano bene sia a Barga, dove era nato, che in Garfagnana, dove abitava a Pieve Fosciana e dove lavorava con la cooperativa di Gorfigliano con la quale mercoledì è rimasto coinvolto nel tragico incidente.
Tutti sono rimasti sconvolti da quanto accaduto tanto che già dalle prime ore della serata di mercoledì a Barga gli amici ne piangevano la scomparsa, dando ormai per certa l’impossibilità di una sua ripresa.
In tanti, tanti amici sinceri di Hari, hanno espresso il proprio dolore anche sui social network, in tanti sono stati vicini alla famiglia fin dalle prime ore dopo l’accaduto. Tutta la comunità è rimasta sconvolta dall’accaduto. Per tutti la tristezza ed il dolore legato alla consapevolezza che la sorte di questo ragazzo sia ormai inevitabilmente segnata.
(continua…)
Oggi è stato lo stesso fratello di Hari, Kronos, a raccontarci con la moglie quanto è accaduto, secondo la testimonianza ascoltata degli altri operai che erano a Fobbia.
Tre erano gli operai della Fanaccia che si trovavano in quel momento al di sotto di una pianta che doveva essere tagliata. La pianta era stata assicurata con un verricello ad una fune. La corda però era troppo tesa e quando è stata allentata la pianta si è improvvisamente troncata ed a sua volta è caduto il ramo. Due degli operai della Fanaccia hanno fatto in tempo ad evitare l’impatto, mentre Hari è stato più sfortunato ed è stato colpito in pieno alla testa mentre cercava in qualche modo di ripararsi.
Intanto continuano le indagini dei Carabinieri della stazione di Gallicano e della Compagnia di Castelnuovo, coordinate dal capitano Paolo Volonté, per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Compito degli inquirenti, oltre che appurare eventuali responsabilità, anche il verificare la presenza di tutti i dispositivi di sicurezza personali nel cantiere di lavoro.
Ma al di là delle indagini in corso, nella popolazione, negli amici, e prima ancora nella sua famiglia rimane adesso solo il dolore e la grande disperazione per quello che è accaduto ad Hari. Che giace in quel letto di ospedale fino a quando le ultime forze non lo abbandoneranno per sempre.

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