BARGA – La quindicesima edizione del Premio giornalistico Arrigo Benedetti – Città di Barga 2026, è stata assegnata a Lucia Goracci e Lorenzo Tondo. La consegna dei riconoscimenti, di fronte agli studenti alle scuole superiori di Barga, nel teatro dei Differenti.
Il Premio dedicato al giornalista lucchese fondatore dell’Espresso e dell’Europeo, è organizzata dal Comune di Barga, in collaborazione con la Provincia di Lucca, la famiglia Benedetti, presente con il nipote Arrigo Juniors, e il patrocinio del Circolo della Stampa di Lucca. A consegnare il premio sul palco la sindaca Caterina Campani, Patrizio Andreuccetti per la Provincia di Lucca, il nipote dello storico giornalista e Andrea Giannasi, curatore del premio.
Lucia Goracci già corrispondente e responsabile della sede Rai di Istanbul, oggi è inviata del Tg3. Da vent’anni documenta con rigore e passione le principali guerre del Medio Oriente. Tra gli argomenti toccati pensando soprattutto ai ragazzi in sala ed all’insegnamento per le nuove generazioni, quello del ruolo che deve continuare ad avere il giornalismo, soprattutto oggi in cui si assiste al sempre maggiore mancato rispetto del diritto umanitario internazionale.
“C’è meno rispetto dei civili e della necessità di risparmiare dal conflitto i civili. Io temo che si rischi una progressione del problema, perché la tecnologia applicata alla guerra rende davvero difficile distinguere i civili, come anche le infrastrutture civili. Doppiamo però in direzione ostinata e contraria per usare le parole dei poeta De André, dobbiamo continuare a spingerci avanti per raccontare le guerre sempre dal lato dei civili e delle vittime e non dal lato di chi le guerre le fomenta, le alimenta e le provoca.”
Per Lorenzo Tondo, giornalista e corrispondente del “Guardian” per il quale si occupa di Sud Europa e di temi legati alla crisi migratoria, un insegnamento che rimane dell’esempio di Arrigo Benedetti in questo mondo dall’informazione messa in discussione dai social e non solo è di essere sempre dentro la notizia:
“Ormai l’informazione è intrattenimento. Purtroppo va alla velocità della luce, insieme ai social che spesso mettono in discussione il nostro lavoro ed è qui che il lavori dei cronista diventa ancora più importante e l’unico modo per farlo è essere vicini a dove avviene la notizia; portare il nostro sguardo dove sta la notizia”.


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