“Sirio e la fabbrica dei potenti”: un’opera d’arte multidisciplinare tra cinema, fotografia, musica e territorio. Un incontro di presentazione alla Fondazione Ricci

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BARGA – Domenica 27 settembre, alle ore 17,30, la Fondazione Ricci di Barga ospiterà la presentazione di “Sirio e la fabbrica dei potenti”, progetto artistico e cinematografico ideato dal regista Marco Poma e dal produttore cinematografico Franco Serra. L’appuntamento si svolgerà nel corso della giornata conclusiva della mostra “Jazz” e vedrà la presenza del regista e degli interpreti del progetto.

Dalla scrittura all’opera d’arte  – “Sirio e la fabbrica dei potenti” nasce durante il periodo del Covid, da un racconto scritto a quattro mani da Marco Poma e Franco Serra. In un momento sospeso e difficile, la scrittura diventa uno spazio di libertà, nel quale fantasia, immaginazione e una sottile ironia si trasformano in una storia bizzarra a tratti cupa e misteriosa. Da quella prima esperienza letteraria prende forma, progressivamente, un progetto che non vuole essere soltanto un film, ma una vera costruzione artistica multidisciplinare. Cinema, scrittura, fotografia, musica e paesaggio concorrono alla realizzazione di un unico universo creativo. Ogni linguaggio conserva la propria autonomia, ma nello stesso tempo dialoga con gli altri, generando differenti forme attraverso le quali la stessa storia può essere raccontata, interpretata e percepita.

In questo senso, “Sirio e la fabbrica dei potenti” è un’opera in divenire, nella quale il cinema rappresenta uno dei linguaggi attraverso cui il progetto prende forma, insieme alla fotografia, alla musica e alla dimensione performativa.

La Valle del Serchio diventa materia dell’opera – Il progetto prevede lo sviluppo della storia in 12 puntate, girate interamente nei luoghi della Valle del Serchio, con il coinvolgimento di interpreti locali. Il viaggio narrativo parte dal lago di Gramolazzo e scende lungo la valle fino al Ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano, attraversando il territorio compreso tra Alpi Apuane e Appennino. Boschi, torrenti, laghi, mulini, antiche vie di comunicazione, rocche fortificate, abbazie, borghi abbandonati e ruderi non costituiscono una semplice scenografia. Diventano materia dell’opera.

Il paesaggio entra nella narrazione, ne determina le atmosfere e contribuisce a costruire quella dimensione fantastica nella quale realtà e immaginazione si incontrano. La Valle del Serchio viene così reinterpretata attraverso lo sguardo degli autori e degli artisti coinvolti, trasformandosi da territorio geografico in territorio narrativo e immaginario.

La fantasia come strumento per interrogare la realtà – Alla base della storia c’è una dimensione fantastica, attraversata da una sottile ironia, che permette di affrontare una questione profondamente reale: il mistero dell’infelicità umana. La vicenda mette in scena lo scontro tra la ricerca del bene e lo spirito malvagio e crudele dell’umanità, utilizzando il fantastico non come fuga dalla realtà, ma come strumento per guardarla da un’altra prospettiva. È proprio questo scarto tra immaginazione e realtà a costituire uno degli elementi caratterizzanti dell’opera.

La musica: una creazione nata dal vivo – La dimensione artistica del progetto si sviluppa anche attraverso la musica. La colonna sonora è stata registrata durante una performance di Luca Giovacchini, compositore e musicista, presso il “Barga Jazz Club”. La musica nasce quindi da un momento performativo e non viene semplicemente aggiunta alle immagini in un secondo momento. Entra nel processo creativo come materia espressiva autonoma, capace di generare atmosfere, emozioni e suggestioni. Il suono diventa così parte del linguaggio dell’opera e stabilisce un ulteriore rapporto tra la narrazione e la vita culturale del territorio.

Il fotoromanzo: la fotografia come racconto  – A completare questo percorso artistico è il fotoromanzo, stampato in edizione limitata di 200 copie, tratto dal progetto, nato dall’idea del patafisico Marco Maiocchi e realizzato con le immagini della fotografa Caterina Salvi. Durante la presentazione saranno omaggiate copie del fotoromanzo. Qui la storia cambia nuovamente linguaggio: non più soltanto cinema e movimento, ma fotografia, sequenza e immagine fissa e testo scritto. Gli scatti di Caterina Salvi restituiscono personaggi, atmosfere e luoghi, offrendo una nuova interpretazione visiva dell’universo di “Sirio”. Il fotoromanzo non è quindi un semplice prodotto derivato dal progetto cinematografico, ma un’opera parallela, con una propria identità espressiva.

Un’opera aperta e collettiva – Il carattere più originale di “Sirio e la fabbrica dei potenti” sta proprio nella sua natura aperta, plurale e multidisciplinare.

La storia nasce dalla scrittura; prende corpo attraverso il cinema; trova una seconda dimensione nella fotografia; si arricchisce attraverso la musica; e infine si radica nel paesaggio e nella cultura della Valle del Serchio. Regista, produttore, musicista, fotografa, interpreti e artisti partecipano così alla costruzione di un’opera nella quale nessun linguaggio è subordinato agli altri, ma ciascuno contribuisce alla definizione dell’universo di “Sirio”. Un progetto nato durante il Covid quasi come un esercizio di immaginazione e diventato, nel tempo, una ricerca artistica sul rapporto tra uomo, territorio, fantasia e realtà.

La presentazione alla Fondazione Ricci sarà quindi un momento per conoscere non soltanto una storia cinematografica, ma il percorso creativo di un’opera che cerca di fare del territorio un luogo dell’arte e dell’immaginazione.

 

PRESENTAZIONE
“Sirio e la fabbrica dei potenti”
Domenica 27 settembre – ore 17.30
Fondazione Ricci – Barga
L’incontro si svolgerà nel corso della giornata conclusiva della mostra “Jazz”.
Saranno presenti il regista Marco Poma e gli interpreti del progetto.
Durante la serata saranno distribuite gratuitamente copie del fotoromanzo, ideato dal patafisico Marco Maiocchi, con immagini della fotografa Caterina Salvi.
La colonna sonora del progetto è stata registrata durante una performance di Luca Giovacchini, compositore e musicista, presso il Barga Jazz Club.
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