LAGO SANTO – Alla ricerca di una gestione per il rifugio Marchetti, al Lago Santo, in provincia di Modena ed a quanto pare i tempi sono maturi per la riapertura di questo immobile che fa parte della storia del Lago Santo ed anche della storia delle comunità di qua e di là dall’Appennino, Barga in primis. I prossimi mesi, forse entro l’anno, forse ancor prima, paiono decisivi. Sarebbe un passaggio, dopo tutto quello che è successo in questi decenni, storico e fondamentale per rilanciare il Rifugio che si trova in territorio modenese, ma è di proprietà del demanio civico di Barga.
L’ASBUC di Barga, dopo l’accordo transattivo con il vecchio gestore liquidato con una somma di 300 mila euro – accordo che di fatto ha chiuso ogni contenzioso un corso ed ha messo il Rifugio nella piena disponibilità di ASBUC – sta lavorando per l’affidamento della struttura che dopo una chiusura lunga di tanti e tanti anni, necessita di notevoli opere di ristrutturazioni interne per riaprire. Quantificate in più di 300 mila euro.
ASBUC, ha già realizzato, grazie anche gli aiuto di Fondazione CRL e Fondazione BML, importanti lavori di ristrutturazione della copertura e della terrazza, al fine di evitare ulteriori danni causati da infiltrazioni, ma ora c’è bisogno di rifare l’interno per poter affidare il tutto e l’idea sarebbe quella di affidare i lavori alla futura gestione a sconto di affitto. A fine agosto scadevano i termini per presentare una manifestazione di interesse ad ASBUC ed una realtà; si tratta di due persone, ha presentato la propria disponibilità. In realtà avevano già presentato precedentemente una propria proposta articolata per la gestione, la riqualificazione ed il rilancio della struttura, con obblighi manutentivi ordinari per tutta la durata e straordinari per poter riaprire con l’obiettivo di avviare in pieno la struttura ricettiva e di ristorazione sulle rive del lago. In una delle posizioni più pittoresche tra quelle possibili sul Lago santo.
Per farla breve ASBUC ha comunque presentato con scadenza a fine agosto un avviso pubblico esplorativo per acquisire manifestazioni di interesse e la stessa realtà avrebbe riposto presente alle richieste presentate da ASBUC: un canone annuo di 20 mila euro (da scontare sui lavori effettuati fino alla copertura dell’importo degli stessi), una durata del rapporto di venti anni; lavori di riqualificazione e ristrutturazione per un totale di 300 mila euro a carico del gestore. ASBUC si occuperebbe invece della manutenzione straordinaria circa le strutture portanti, le fondazioni, la copertura e gli elementi costruttivi originali.
Tra gli interventi previsti il rifacimento delle cucine, dei servizi igienici, delle camere per gli ospiti, l’adeguamento degli impianti, il rifacimento degli infissi esterni ed interni.
Ora è in corso la valutazione da parte di ASBUC della manifestazione di interesse e se tutto andrà in porto questo dovrà poi innescare l’eventuale iter per arrivare all’affidamento del servizio ovvero alla determinazione di ASBUC che darebbe il via libera alla nuova gestione.
I tempi? Dalle parti di ASBUC per il momento bocche cucite, ma se tutto andasse per il verso giusto a fine mese si potrebbero già avere novità importanti. Massimo entro la fine di questo anno.


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