A Castelvecchio, una visita guidata per le Giornate Europee del Patrimonio ha raccontato la storia della vigna del poeta e del vino tornato a essere prodotto nel 2012. A custodire il vigneto sono quattro volontari del paese, che ne tramandano la tradizione stagione dopo stagione
Nel vigneto di Casa Pascoli. Davvero interessante l’iniziativa promossa dalla Fondazione Giovanni Pascoli con una visita guidata nel vigneto custodito nel giardino della casa del poeta a Castelvecchio.
Nella vigna dove oggi, dal 2012 per l’esattezza, si è ricominciato a produrre il Flos Vineae, il Fior di Vigna, come lo chiamava Pascoli… insomma, il vino pascoliano. Realizzato con vitigni di Merlot e Sirah ed in piccola parte di ciliegiolo.
La vigna era già presente ai tempi di Pascoli. Dalle sue uve il poeta ricavava il “Flos Vineae”; nel 2012, in occasione del centenario della morte del poeta, il vigneto è tornato a essere coltivato e da allora è così; peraltro, con l’ultima raccolta a metà settembre, che fa prevedere anche la produzione di un vino di buona qualità.
La vigna di casa Pascoli è un luogo profondamente legato alla vita di Giovanni Pascoli; ed è anche un luogo magico, soprattutto in queste luminose giornate di autunno: dove la memoria del poeta si intreccia con una tradizione agricola che continua ancora oggi, grazie al lavoro portato avanti in particolare da quattro appassionati vignaioli castelvecchiesi: Maurizio Lucchesi e Gianfranco Petruzzi, che hanno parlato del lavoro svolto ai partecipanti alla mattinata, ma anche Lino Biagioni ed Alberto Ferrari.
Stagione dopo stagione, sono proprio i contadini volontari del Pascoli a prendersi cura della vigna, dedicando tempo, lavoro e passione alla conservazione di questo piccolo e prezioso patrimonio.
Oltre ali vignaioli del Flos vineae, ad illustrare la storia del vigneto di casa Pascoli la curatrice della Casa Museo Sara Moscardini. Hanno portato i saluti anche Gaetanina Napolitano per il Comune di Barga e la presidente della Fondazione Pascoli, Maria Bruna Caproni.
L’evento si è svolto in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026.
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