Multicultum, la cultura come cura: in Valle del Serchio concluso il progetto pilota per ragazzi con disturbo dello spettro autistico – un innovativo modello di integrazione socio‑sanitaria e welfare  

-

La cultura come strumento di salute, prevenzione e benessere. È questo il cuore di “Multicultum”, progetto di welfare culturale sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca nell’ambito del programma “Bella Lì” e realizzato in rete con enti sanitari, servizi sociali, istituzioni culturali, scuole, associazioni e Terzo settore. Tra i partner anche l’Azienda USL Toscana nord ovest, che in Valle del Serchio ha sviluppato una delle esperienze più innovative dell’intero percorso.

Grazie al lavoro integrato dell’unità funzionale Salute mentale infanzia e adolescenza (UFSMIA) della Valle del Serchio, Simona Canozzi (assistente sociale) e Elisa Santocchi (neuropsichiatra infantile) hanno sperimentato un modello di presa in carico condivisa che supera la tradizionale separazione tra ambito sanitario e sociale: per ciascun minore è stato individuato, in modo congiunto, il laboratorio culturale più adatto ai bisogni emersi dalla valutazione multidisciplinare, trasformando così la cultura in un vero “farmaco sociale” a supporto dei percorsi terapeutici.

Il progetto pilota dedicato ai minori con disturbo dello spettro autistico è stato avviato nel febbraio 2026 coinvolgendo 26 ragazzi seguiti dall’UFSMIA della Valle del Serchio: 24 hanno completato il programma, mentre due famiglie hanno rinunciato per motivi organizzativi. Ogni partecipante ha seguito un ciclo di 10 incontri in piccoli gruppi, scegliendo — sulla base della valutazione condivisa — tra laboratorio teatrale (18 minori) e pet therapy (6 minori). Le attività, orientate a espressione emotiva, relazione, partecipazione e benessere, hanno risposto ai principali bisogni emersi nella fase iniziale (emotività e socializzazione).

Elemento qualificante dell’esperienza è stata la costruzione di una rete territoriale stabile: servizi sanitari e sociali dell’Azienda, enti culturali, associazioni e realtà del Terzo settore hanno lavorato insieme in un’ottica di welfare di comunità, portando la cultura nei luoghi della cura e la cura nei luoghi della cultura.

Per valutare l’efficacia dell’intervento è stato attivato un sistema di monitoraggio strutturato: questionari pre‑post compilati dai genitori e osservazioni tramite “Toolkit radar” prima e al termine di ciascuna delle dieci sedute. I dati sono in fase di elaborazione e confluiranno in un’analisi conclusiva sull’impatto in termini di benessere e competenze relazionali. Le prime evidenze, insieme ai riscontri raccolti durante i colloqui con famiglie e operatori, sono sicuramente incoraggianti e indicano miglioramenti in partecipazione, socializzazione e gestione delle emozioni. Sarà comunque la valutazione finale a fornire la misura oggettiva degli esiti.

A conferma della volontà di rendere il welfare culturale una componente strutturale della rete dei servizi territoriali, la Valle del Serchio ha individuato l’assistente sociale Simona Canozzi come referente del progetto. Questa scelta valorizza un profilo professionale ritenuto idoneo a promuovere percorsi di welfare culturale, per competenze nella lettura dei bisogni, nella presa in carico integrata, nel lavoro di comunità e nel governo delle reti interistituzionali.

L’esperienza di Multicultum dimostra che la collaborazione stabile tra assistenti sociali, neuropsichiatri infantili, operatori culturali e associazioni può generare percorsi personalizzati, innovativi ed efficaci. Se i risultati della valutazione confermeranno le attese, il modello potrà essere esteso ad altre fragilità – anziani, persone con malattie neurodegenerative, adulti con disabilità – contribuendo a diffondere una nuova idea di welfare in cui la cultura, oltre a essere un diritto, diventa risorsa concreta per salute, inclusione e qualità della vita.

L’Azienda USL Toscana nord ovest ringrazia tutti i partner del progetto “Bella Lì” e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca per il sostegno, insieme alle famiglie e agli operatori che hanno reso possibile questa innovativa esperienza in Valle del Serchio.

Per informazioni sui servizi UFSMIA in Valle del Serchio e sulle iniziative di welfare culturale attive sul territorio è possibile consultare i canali informativi dell’Azienda USL Toscana nord ovest oppure rivolgersi ai servizi territoriali di zona

Lascia per primo un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.