La firma del 1944 del Sgt. Davidson sulle campane del Duomo. Ecco chi era

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Grazie al fotografo barghigiano Tommaso Giannini di cui riproponiamo l’immagine, sianmo tornati indietro nel tempo, a più di 80 anni fa, leggendo quella firma scritta su una delle campane del millenario Duomo di Barga. Ci è subito venuta la curiosità di scoprire chi era quel Sergente Davidson che aveva lasciato la sua firma ed in nostro aiuto, come sempre quando si tratta di storie militari dove è sicuramente un grande esperto, è venuto il Col. (ris.) Vittorio Lino Biondi, peraltro profondo conoscitore della storia del passaggio del fronte da Barga e della Battaglia di Sommocolonia.

Biondi ha dato un volto ed una storia a quella firma che volentieri proponiamo per i lettori del giornale di Barga.

 

Il Sergente Elvyn V. Davidson nasce nel 1923 a Rockaway Beach, Long Island.

Presta servizio come paramedico afroamericano con la “F” Coy, la Compagnia “Foxtrot”, del 370 reggimento (impegnato presso la nostra zona) della 92° “Buffalo” Division.

Successivamente terminerà gli studi e sarà impegnato come attivista afro e medico negli Stati Uniti, inizialmente presso l’Harlem Hospital di N.Y , dove, tra l’altro  il 20 settembre 1958 presterà i primi soccorsi al noto leader afroamericano Martin Luther King ferita da una coltellata infertagli da una donna afroamericana disturbata mentalmente. 

La data dell’Oct 44, sulla campana, è effettivamente foriera del momento preciso, nella quale i soldati brasiliani della FEB, primi ad entrare a metà ottobre del ’44  stavano andando via per essere sostituiti dei “Buffalo Soldier” verso la fine del mese.  Successivamente farà servizio nelle Filippine e in Giappone.

E’ morto a Knoxville (Tennessee)nel 2010 a 86 anni, stimato da tutti tanto che nel 2005 gli hanno dedicato una struttura sanitaria ricreativa, il “Dr. E.V. Davidson Community Center”, una antica struttura sociale del “Y.M.C.A.”

 Vittorio Lino Biondi

Commenti

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  1. Ancora Complimenti a Vittorio Lino Biondi di cui spero tutti i suoi articoli ed esperienze lavorative non comuni trovino spazio anche in un libro…….

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