La gentilezza può cambiare il cuore delle persone.
(Aung San Suu Kyi)
Ho fotografato questa nuvola dieci anni fa. La tengo stretta al cuore per la bellezza rara. Mio figlio da piccino, qualche anno fa mi chiedeva come acchiappare le nuvole, ma io non sapevo rispondere. Voglio provarci adesso, da qui. Adesso è più facile forse spiegare e lui e a me l’urgenza di seminare luce, preparare provviste di sole per l’inverno.
È tempo di raccogliere la luna e tenerla in grembo, dirle di noi, cedere al silenzio.
Fa bene vedere tutte le cose che chiedono di essere viste; chiudere gli occhi tutte le volte che piccoli misteri chiedono di non essere svelati; non dare un nome alla rosa.
Occore guardare le cose piccole; fare attenzione alle azioni minime; guardare sempre negli occhi le persone che amiamo; ringraziare sempre; chiedere scusa se abbiamo preferito la ragione alla gioia.
Ma soprattutto occorre amare.
Mi sono accorta che con gli anni la mia capacità d’amare si fa più ampia e resistente agli urti. Per esempio, gli studenti che ho adesso li amo più compiutamente rispetto ai miei primi studenti, non è un fatto di quantità, ma di maturità. E, a proposito di maturità, mi sono perdutamente innamorata anche degli studenti non miei che mi sono affidati per il tempo breve degli Esami di Stato. Mi commuovono gli zaini, i tatuaggi, i dettagli.
Sono più attenta, più curiosa, più generosa, meno pulsionale, ma più intuitiva. Accolgo in me il mondo piccolo che mi è dato abitare, lo custodisco, come fosse una coperta che dà riparo. Non so quanto amore spreco o quanto amore do, quando e quanto sia ricambiato (non me lo chiedo), non so quanto sia dimenticato o ignorato, ma io oggi mi accorgo di essere cresciuta in amore e mi pare un pensiero buono per cominciare l’estate.
E forse adesso so che le nuvole si acchiappano seminando amore, per amore si sciolgono e ci avvolgono, diventano respiro e sogno.


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