Nel 1958 vengo a stare all’Arsenale e ci trovo un molino ed uno “stendino” per lavorare il ferro per realizzare attrezzi per l’agricoltura.
Era lo “stendino” del Giannotti che negli anni ’60 chiude. Vi subentra il Pacioni che all’Arsenale costruisce macchine per mondare le castagne. Arriva anche la Cartiera di Castelvecchio che poi fallisce e dopo la cartiera del Paltrinieri, la Cartiera delle Palme che dopo il fallimento diventa il rudere che è visibile oggi. In verità era subentrata una ditta che doveva trasformare i castagneti da selvatici in da frutto e ci doveva nascere un laboratorio per fare i marron glacé. Era un grande progetto, ma non ho mai creduto che andasse in porto e così purtroppo è stato.
Finisce in quegli anni anche l’attività del mio molino e così inizio ad allevare all’Arsenale i maiali. Con molta fortuna arrivo ad avere il verro ed una decina di scrofe e con molto lavoro arrivo ad aprire anche il macello che insieme a mia moglie tiriamo avanti con buon avvenire ed un buon nome fino al 1985 quando subentra nostro figlio cesare nella gestione del tutto. Ma l’Arsenale non si ferma ancora e vuole crescere ed andare avanti. Così vedo nascere anche un piccolo agri ristoro gestito da mio nipote Matteo e che ha un buon successo.
Con non poca soddisfazione, con i miei 92 anni, ho guardato e guardo ancora la trasformazione che avviene in questo piccolo luogo che per me è tutta la mia vita.
Ferruccio Casci


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