Ciao, Giangio

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BARGA – Due giorni fa, il 12 maggio, ci ha lasciati all’ospedale di Lucca dove era ricoverato per alcune complicanze di salute, Gianfranco Selmi. Per tutti il “Giangio”, una istituzione, una figura che ha scritto senza dubbio tante pagine della vita di Barga. Amante del bello, anche nel vestire, con i suoi foulard e gli abiti sempre colorati, amante dell’arte, di cui era un profondo conoscitore soprattutto di quella contemporanea; amante della buona tavola, amante della vita, ma amante soprattutto di Barga dove ha deciso di riposare per sempre nel quieto prato della Misericordia, per tornare a far parte della terra di Barga che ha ospitato i suoi 82 anni di esistenza.

I funerali si sono svolti ieri in forma privata, senza fiori e senza manifesti, ma nonostante questo, nonostante la sua dipartita per suo volere sia avvenuta in modo assai riservato –  lui che invece era uno che a suo modo faceva rumore, quello dell’energia del vivere – c’erano in tanti a salutarlo ed a tributargli l’ultimo affettuoso saluto. Stretti attorno al dolore della moglie Nadia Rossi e del figlio Simone.

Come ricordo personale di Giangio io ho quello di vederlo sempre brillante ed elegante a tavola in Piazza Angelio, all’Osteria,  od in qualche altro locale del borgo, con il suo vocione profondo, ma mai sopra le righe; con la sua ironia. Me lo ricordo all’interno della sua Galleria, la Galleria Il Marzocco che per trent’anni ha mandato avanti con Nadia con la sua solita grande passione e con tanta competenza per l’arte di entrambi. Organizzando a Barga anche tante mostre di artisti di livello come Bruto Pomodoro tra gli altri. Me lo ricordo orgoglioso amico, lui come Nadia, della famiglia di Guelfo Marcucci. Me lo ricordo in giro per le carraie di Barga o a decantarmi all’Osteria o in qualche bar, questo o quell’artista che aveva nella sua galleria…

Tanti anni di passione per l’arte e per l’antiquariato di lusso, trascorsi nella sua Barga che amava oltre ogni cosa. La gente di Barga era per lui la vera gente e Nadia, in questi giorni, come ci ha raccontato, si è resa conto di quanto fosse benvoluto  dalla sua gente e per questo vuole ringraziare tutti.

Il Giangio adesso non c’è più e di sicuro una parte di quella Barga bella, allegra, vivace, brillante che ha caratterizzato gli anni 60, 70, 80, se né andata anche con lui.

Che la terra ti sia lieve, Giangio.

A Nadia, a Simone ed a tutte le persone che ti sono state vicine giungano le nostre condoglianze affettuose.

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