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Quel che resta del Ciocco, aspettando le nozze d’oro

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Va agli archivi una splendida edizione del rally del Ciocco e della Valle del Serchio. Quinto sigillo di Andrea Crugnola che si pone come l’uomo da battere anche del CIAR 2026. Ma gli avversari non mancheranno, e tutti di livello, al 36enne campione varesino: Daprà, Nucita, Campedelli e Avbelj finiti nell’ordine in Valle del Serchio. Perfetta come sempre l’organizzazione di O.S.E, di Valerio Barsella che già pensa alla 50esima edizione.

 

Quel che resta dl Ciocco e di una 49esima edizione che è parsa una delle più belle degli ultimi anni. Le novità di macchine e piloti, sì come al primo giorno di di scuola, che si sono confermate belle, veloci e performanti. Prendete il quattro volte campione d’Italia Andrea Crugnola che dopo la bruciante sconfitta del 2025 ha tanta voglia di rivincita. E lo dimostra subito con la nuova fiammante Lancia Ypsilon. In elegante livrea blu, affiancato alle note da Luca Beltrame altra novità, Crugnola si esalta ed esalta con una gara di straordinaria continuità. Vince solo 4 delle 13 Ps ma è sempre lì e soprattutto mette a segno il “break” nella notte del Fabbriche di Vergemoli e del Guado in un sabato sera da febbre pura. Lì scava il solco decisivo che poi gestisce da padrone nella tappa domenicale. Dietro però gli interlocutori battagliano con livello più che buono. Daprà è il simbolo della bravura e della costanza. Lui non molla mai e non ha mai cali di tensione: pare il Balmamion moderno che nel lontano 1963 vinse un Giro d0’Italia senza aggiudicarsi mai una tappa.  Sul podio anche il siciliano Andrea Nucita che in questo Ciocco ha scoperto una nuova dimensione. Le gomme coreane Hankook hanno funzionato alla meraviglia e la PS Il Ciocco è divenuta di sua proprietà. Sarà protagonista. Come lo sarà, e non abbiamo dubbi Simone Campedelli a sua volta al debutto con la Toyota GR Yaris. Vero che il cesenate l’aveva già testata al Sanremo qualche mese fa ma qui era un’altra storia. Curiosamente ha finito ancora al quarto posto che lui non vuole diventi un’abitudine. Manca il podio stavolta lo sloveno di verde vestito Bostian Avbelj, uno che va veloce, velocissimo quando può ma non sempre. Alla tavola rotonda dei pretendenti ci può stare. Vogliamo e dobbiamo segnalare anche l’ottimo settimo posto del versiliese Gianandrea Pisani e la perfetta organizzazione della corsa curata con maestrìa dal direttore Valerio Barsella. Ah, in tal senso archiviato un Ciocco bellissimo già si pensa alla 50esima edizione, quella delle nozze d’oro. Nella gioia della premiazione in piazza Umberto si respirava un senso di storia antica e non solo per la maestosa Rocca Ariostesca: a dicembre saranno trascorsi esattamente 50 anni da quel primo rally del Ciocco, una vita fa ma che segna il confine tra storia e una corsa divenuta leggendaria.

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