Bruno Tommaso: la musica come bene comune. Per BargaJazz 2021, presentato a Villa Gherardi il suo libro “La scuola che sognavo”

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Bruno Tommaso è una figura chiave della musica del nostro Paese“. Così Stefano Zenni nell’introduzione a “La scuola che sognavo“, il libro di Bruno Tommaso presentato sabato 28 agosto a Villa Gherardi dallo stesso autore in compagnia di Alessandro Rizzardi nel corso del BargaJazz Festival 2021.

Per noi barghigiani, quel “nostro Paese” assume un duplice significato: non soltanto il panorama nazionale (e non soltanto del jazz), del quale Bruno Tommaso è stato indiscusso protagonista in veste di musicista, compositore, insegnante e operatore culturale in genere, ma anche – e per noi soprattutto – Barga: in coppia con Giancarlo Rizzardi, Bruno Tommaso è stato infatti il padre del BargaJazz Festival, come ricorda nel suo libro: “nel 1986 Giancarlo Rizzardi mi propose di essere suo complice nel realizzare un concorso di arrangiamento e composizione per orchestra jazz, di mettere da parte certe posizioni di rigore anti-competitivo e di costruire, insieme a persone appassionate e competenti, una struttura in grado di stimolare e valorizzare la creatività e la professionalità di giovani musicisti di jazz“.

In “La scuola che sognavo“, a Barga è dedicata la lettera B del capitolo “L’alfabeto di Bruno Tommaso”. B come Barga Jazz: “Il patrimonio di conoscenze umane, artistiche, e professionali che ho potuto accumulare non ha eguali nella mia esperienza, anche considerando la continuità e l’evoluzione di un’iniziativa nata e cresciuta in una città così piccola territorialmente, ma ricca di un humus culturale e particolarmente musicale di rara qualità, sostenuta da generazioni di musicisti e appassionati dalle tendenze più varie, ma unite dal denominatore comune di voler dare concretezza ai sogni“.

Dai brevi brani qui riportati, emergono chiari alcuni tratti distintivi dell’incontro di sabato a Villa Gherardi, del libro e della figura del suo autore: fuori da ogni intento autocelebrativo (peccato originale di molte autobiografie), il dato personale per Bruno Tommaso è il pretesto per lasciare testimonianza di esperienze per così dire “alternative”, aventi come fine “la musica come bene comune“. Nei racconti delle battaglie per l’introduzione dell’insegnamento del jazz nei conservatori, della nascita della scuola popolare di musica di Testaccio, passando per gli anni di Siena Jazz e di Napoli, si scorge nettamente un filo conduttore: lo spazio della musica non può esaurirsi nell’esecuzione o nell’ascolto di un concerto o di un disco, ma deve essere considerato parte integrante della formazione degli individui e dei cittadini al pari delle altre discipline. Dove non arrivano le istituzioni e i programmi scolastici (in Italia storicamente carenti sul piano dell’educazione musicale), si aprono gli spazi per l’iniziativa di chi ha deciso di occuparsi di musica per professione e di quanti vorranno partecipare.

Qui a Barga abbiamo potuto toccare con mano cosa significhi questo: partendo dall’idea di Bruno Tommaso e Giancarlo Rizzardi nel 1986 e grazie al contributo dei molti che si sono ritrovati coinvolti nel corso di questi 35 anni, BargaJazz ha costruito nella nostra cittadina una cultura musicale di alto livello, alla base della nascita del Barga Jazz Club, ad esempio. Oltre ad aver regalato ai barghigiani la possibilità di assistere a concerti di livello internazionale o allo sbocciare di talenti poi diventati famosi anche al di fuori del pubblico del jazz (Paolo Fresu o Stefano Bollani, solo per citare i più noti). Il BargaJazz Festival è stato cioè non soltanto una serie di eventi “mordi e fuggi”, con la star del momento che veniva a esibirsi per poi tornarsene alle sue faccende, ma un percorso che ha fornito un apporto decisivo alla vita culturale barghigiana, oltre a regalare a giovani musicisti e arrangiatori la possibilità di “farsi le ossa” con una grande orchestra di grandi professionisti. E di ciò, della capacità “di voler dare concretezza ai sogni“, noi barghigiani dobbiamo ringraziare prima di tutti Bruno Tommaso e Giancarlo Rizzardi.

In “La scuola che sognavo. La musica come bene comune, il jazz come dialogo“, scritto da Bruno Tommaso con Alfredo Gasponi ed edito da Edi-Pan, si parla ovviamente di molto altro ed è una lettura consigliata non soltanto agli appassionati di jazz, ma anche a tutti quelli che intendono la musica – e la cultura in genere – “come bene comune”. Il libro è disponibile presso i maggiori rivenditori online.

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