“Per asequirsi la sentenza di morte”: celebrata la Festa della Toscana alla Fondazione Ricci

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Sabato scorso nella suggestiva cornice del giardino della Fondazione Ricci si è tenuto un interessante pomeriggio inserito nel calendario degli eventi dedicati alla Festa della Toscana 2020. La Festa della Toscana, attiva sul territorio regionale già da un paio di decenni, ricorda l’abolizione della pena di morte nel Granducato di Toscana da parte del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena: nel 1786 la Toscana divenne il primo Stato al mondo a cassare dal codice penale questa punizione.

Ogni anno numerosi eventi ed iniziative vogliono celebrare questa data, e così è stato anche a Barga, dove si è tenuto un momento di approfondimento dedicato alla storia della pena di morte e della sua applicazione sul territorio barghigiano. Ha aperto la conversazione il direttore dell’Istituto Storico di Barga Sara Moscardini che ha parlato dei casi di pena di morte previsti dallo Statuto barghigiano del 1360, seguita da Pier Giuliano Cecchi e Cristian Tognarelli che hanno trattato dell’ultimo caso di applicazione della pena capitale a Barga nel XVIII secolo (un lavoro da loro approfondito e presentato nel 2011). A concludere è stato Leonardo Umberto Conti Marchetti con una dissertazione dedicata alle vicende di Capitan Galletto e Sommocolonia e ad alcuni esempi artistici conservati presso il Duomo di Barga.

L’evento è stato organizzato da Comune di Barga, Unitre Barga, Fondazione Ricci, Istituto Storico Lucchese sez. Barga, Pro Loco Barga e Cento Lumi e ha ottenuto il patrocinio e un contributo dal Consiglio Regionale della Toscana.

 

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