A proposito dell’antica via del Saltello

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Ieri  sono apparsi sul Giornale di Barga due interventi molto interessanti sulle viabilità antiche dei nostri territori appenninici. Tali interventi hanno riportato la giusta luce su due infrastrutture della nostra storia strettamente legate tra loro ed unite purtroppo dalla sorte dell’oblio: l’antica via del Saltello, con il suo passo appenninico ed il limitrofo hospitale di San Bartolomeo.

Come ha giustamente evidenziato Cecchi, il fatto che la Via del Saltello non abbia avuto una evoluzione stradale moderna, l’ha ingiustamente relegata nel dimenticatoio.

Mi è capitato proprio di recente di rendermi conto di tale evidenza; negli atti preparatori per la candidatura di allargamento del Mab Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano, al quale sono peraltro interessati i Comuni di Fosciandora e Barga, è data giusta evidenza a numerosi passi appenninici (Pradarena, Carpinelli, San Pellegrino, etc.), omettendo però ogni citazione del Passo del Saltello. In qualità di consigliere del Comune di Fosciandora mi sono preoccupato di inviare una formale osservazione circa la necessità di rimediare a questa mancanza. Sicuramente il Passo del Saltello non ha avuto la stessa rilevanza di quello di San Pellegrino in Alpe ma in certi periodi storici passati la sua importanza non è da sottovalutare.

 

La “Via del Saltello”, attraverso diverse diramazioni, metteva in comunicazione vari borghi del versante toscano (quali Ceserana, Lupinaia, Cascio Balbo, Sommocolonia e Barga) con Pievepelago e Roccapelago nel Frignano, quindi con Modena; era fiancheggiata da due ospizi (o hospitali), quello di S. Leonardo del Perticara sul versante modenese e quello di San Bartolomeo del Saltello nel versante Garfagnino. Molto probabilmente il fiorire di quest’ultima struttura era stato legato al periodo dei grandi pellegrinaggi del XIII e XIV secolo, ma soprattutto perse d’importanza con il crescente sviluppo del limitrofo Hospitale di San Pellegrino in Alpe.

La Via del Saltello mantenne comunque un ruolo significativo nel periodo estense fino ad arrivare alla seconda metà del XIX secolo. Nel periodo estense il Passo del Saltello fu utilizzato più volte dai vari eserciti che in quel periodo si fronteggiavano in Garfagnana; in quella zona convergevano i confini di stato: Barga territorio Fiorentino, Ceserana estense, Lupinaia e Castiglione dominazioni lucchesi. Ma la via del Saltello deve aver svolto una funzione anche nei traffici commerciali tra Garfagnana ed Emilia. Mi permetto di riportare un esempio in tal senso legato  alla produzione ed al commercio del ferro. Intorno al 1500 funzionava a Fornovolasco un’importante polo siderurgico, il maggiore dello Stato Estense, con un forno per la fusione tecnologicamente all’avanguardia e delle fabbriche per le successive lavorazioni; la parte del prodotto finito destinata a Modena, per uso proprio o per lo smistamento ad altri mercati, veniva trasportato con carovane di muli presumibilmente attraverso Ceserana e la via del Saltello. Ciò sarebbe confermato anche dal fatto che nei decenni successivi, quando cominciò a scarseggiare il combustibile (carbone da legna) nella zona di Fornovolasco, gli Estensi spostarono parte della seconda lavorazione del metallo in zone ancora ricche di boschi e legname, spesso lungo la direttrice tra i forni di fusione ed i luoghi di destinazione. In quest’ottica fu  costruita una fabbrica del ferro anche a Ceserana, che funzionò tra alti e bassi per circa un secolo dal 1497 al 1599; era posta lungo il torrente Ceserano, presumibilmente nel sito successivamente conosciuto come La Sega, in prossimità appunto  di una delle diramazioni della Via del Saltello.

Una strada attualmente dimenticata e quasi insignificante ha in realtà una storia secolare ed interessante, che meriterebbe di essere approfondita e maggiormente conosciuta.

La crescita delle attività legate al Mab Unesco Appennino Tosco Emiliano, la valorizzazione delle antiche vie storiche (vedi anche la recente adesione di Barga e Fosciandora al “Cammino di Santa Giulia”) rappresentano opportunità interessanti per la riscoperta della storia dei  nostri territori.

 

 Marco Bonini   – (Associazione “Buffardello Team” e consigliere Comune di Fosciandora)

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