FIOM, preoccupati per le conseguenze del coronavirus sul secondo semestre di produzione di KME

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LUCCA – Il Direttivo della Fiom CGIL della Provincia di Lucca, riunito il 18 settembre 2020 presso il circolo Il Fieniledi Viareggio, esprime, con un ordine del giorno approvato all’unanimità, la propria più grande preoccupazione per la situazione economica e sociale determinata dalle conseguenze del corona virus e oparla nel lungo documento anche di KME.

“Essere riusciti ad ottenere la proroga della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti fino alla fine dell’anno – è scritto nel documento – è stato un grande risultato. Senza questi provvedimenti saremmo già in una situazione estremamente drammatica. Dobbiamo prepararci a resistere e a far fronte ad una vera e propria emergenza licenziamenti, soprattutto nelle aziende di piccole e piccolissime dimensioni. Nelle principali aziende la pandemia ha semplicemente enfatizzato le condizioni preesistenti. Assistiamo e assisteremo a politiche tendenti ad accaparrarsi pezzi di mercato attraverso iniziative di concorrenza spietata, che sconterà un abbassamento dei margini di utilità con conseguenze negative per le aziende più deboli e meno strutturate. Dovremo affrontare questa situazione con nuovi parametri e nuovi strumenti. C’è necessità di una radicale riforma degli ammortizzatori sociali che punti ad una redistribuzione degli orari di lavoro, deve essere finanziata la continuità del lavoro e non la sua interruzione”.

Per quanto riguarda KME la FIOM dichiara:

Un discorso a parte deve essere invece fatto per il gruppo KME, dove le conseguenze del Coronavirus, hanno influito in maniera diversificata ma particolarmente marcata con l’inizio del secondo semestre. Qui i problemi per le due realtà produttive non sono pochi, vengono da lontano e si trascinano da oltre dieci anni, con effetti pesanti sulla vita dei lavoratori, sia in termini umani che economici. Mentre l’azienda continua a manifestare ottimismo, in KME Italy permane un uso costante della cassa integrazione, anche ai massimali, mentre è bene ricordare che prima della cassa covid-19 in E.M. Moulds si è stati costretti addirittura all’utilizzo di permessi non retribuiti, per mancanza di ammortizzatori sociali. Quello che è evidente al momento, è che la situazione non cambierà nel breve periodo, e si stima che il calo degli ordinativi rispetto alla previsione annuale possa stagnare mensilmente tra il -25% dei laminati, fino ad arrivare a -40% per le lingottiere. Se così fosse, in pratica, quest’anno si chiuderà sicuramente sotto budget, mentre se si pensa al progetto presentato al Ministero dello sviluppo economico, tre anni fa, si chiuderà su valori di poco superiori alla metà delle prvisioni. Entro poco tempo si riaprirà la possibilità di un nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali ma non è certo questo che i lavoratori si aspettavano come risposta ai loro sacrifici”.

Il Direttivo della Fiom Cgil di Lucca conclude dichiarandosi pronto ad iniziative concrete di mobilitazione e di solidarietà per le vertenze aperte sul territorio.

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