La Bottega del Rigo. Una storia che non può finire

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BARGA – La notizia di una probabile futura chiusura degli Alimentari Caproni di Barga proprio non riesco a digerirla, tanto meno ad immaginarla. Questa attività è stata aperta nel lontano 1913 ed è arrivata fino ad oggi ininterrottamente o quasi, a parte una chiusura durante la guerra. Per tante generazioni di barghigiani, per chi ha poi qualche anno in più sulle spalle soprattutto, questa è oggi come sempre, la Bottega del Rigo.

In questi giorni mi è arrivata alle orecchie la voce di una sua possibile chiusura. Agostino ed Enrico, i fratelli Caproni, cominciano ad essere in su con gli anni e vorrebbero farsi da parte. Per ora di chiusura vera e propria non se ne parla. Si stanno guardando intorno, alla ricerca di eventuali offerte serie. Vorrebbero lasciare questa attività in buone mani in chi ha la stessa passione. Vorrebbero trovare una soluzione che possa garantire la qualità che è sempre stata un fiore all’occhiello di questa antica attività barghigiana.

E’ una speranza per dare il seguito a questa attività, ma per il momento sono preoccupato. Non mi fa star bene sapere che Barga potrebbe perdere una delle sue attività storiche, che hanno segnato tutta la vita del secolo scorso e di quello che stiamo vivendo. E’ un pezzo di Barga, in tutto e per tutto, è un pezzo della storia della sua gente, della vita di ognuno di noi da generazioni e generazioni e pensare anche solo lontanamente che questa bottega possa abbassare le serrande mi fa venire il magone come se dovessi dire addio ad una persona a me molto cara. C’è un po’, c’è anzi tanto anche della mia vita in quel negozio. Mi ricordo con il babbo o con la mamma o con mia sorella, quando alla fine del mese, una volta riscosso lo stipendio, si andava in negozio a saldare i conti della spesa di una mesata, tutti diligentemente segnati con una bella scrittura in un libriccino. Mi ricordo ancora che nello stesso negozio di allora, poi ristrutturato nel 1993, c’era anche una piccola mescita di vino e che qui gli uomini si ritrovavano per una bevuta finita la giornata del lavoro. Certe immagini di questo negozio e di chi lo ha portato avanti sono impressi nella mia memoria come tanti momenti belli…

La sua storia parte da lontano. Nel 1913 Enrico di Giulio Caproni entrò in società con Luigi Giovannetti dando vita ad un negozio di commestibili. Nel bel libretto degli anni ’90 “Barga, arte, storia, cultura e commercio” edito da Ivo Moriconi e scritto da Antonio Nardini, si scrive che:

“Quegli alimentari furono i primi a nascere al Giardino, in una zona allora considerata ai margini della vita del paese, ma che già aveva visto sorgere da pochi anni l’Albergo Alpino ed il caffè Onesti”

Il negozio era aperto poco più in là, nei pressi dell’imbocco di Via per San Pietro in Campo, ora via Barghigiani nel mondo.

“Alla morte del Giovannetti –scrive ancora Nardini – subentrarono nell’attività la figlia Mariannina ed il genero Giuseppe Ripoli, ma l’animatore dell’attività rimase sempre Enrico Caproni, per tutti il Rigo del Giulio, uomo a volte burbero ed impulsivo ma dal cuore generoso.

Il negozio aveva una numerosa clientela costituita non solo dagli abitanti del Giardino, di Nebbiana e Canteo, ma anche dai montanari e dagli abitanti di San Pietro in Campo, Castelvecchio, Albiano e Sommocolonia, cosicché anche i figli di Enrico, Alfredo e Giorgio, si dedicarono al commercio.

Durante il periodo bellico, con le conseguenti restrizioni alimentari, il Rigo aiutò, nei limiti del possibile e senza distinzioni, i più bisognosi.

Il suo magazzino era anche il deposito della farina di castagne che, in grande quantità, veniva spedita alle industrie dell’alta Italia. Durante la battaglia di Natale 1944 il negozio fu incendiato dalle truppe tedesche in ritirata, dopo la occupazione lampo di Barga.

Nel dopoguerra la bottega riaprì dove si trova adesso, in un locale di Palazzo Braccini e con il ritiro di Giovannetti, avvenuto nel 1963, l’esercizio rimase alla famiglia Caproni”.

Dopo una intera vita dedicata al lavoro Enrico scomparve nel 1978; divenne titolare il figlio Giorgio essendo morto giovanissimo il fratello Alfredo. L’azienda è poi passata negli anni ai nipoti di Giorgio, Agostino ed Enrico che poi nel 1993 la ristrutturarono ed ampliarono puntando in particolare sulla qualità dei prodotti, degli insaccati locali, dei formaggi e di altre materie prime di qualità per gli amanti della buona cucina, come le farine,  i meli, i legumi ed anche i baccalà.

Da sempre questa è stata la bottega di alimentar più fornita del paese, e negli ultimi decenni si è specializzata appunto nella proposta di alimenti di particolare pregio divenendo una piccola, grande eccellenza del paese..

Gli alimentari Caproni con i fratelli Caproni sono stati ambasciatori e promotori di Barga, sono ancora oggi punto di riferimento irrinunciabile per tantissimi estimatori stranieri di Barga e della sua essenza più vera. Come non ricordare, tra le altre, le amicizie importanti,  come quella con il saggista e scrittore Alfred Alvarez che a Catagnana aveva una sua casa ed era assiduo cliente di questa bottega; o quella con l’artista internazionale John Bellany.

Di questa bottega negli anni hanno parlato anche diverse testate, soprattutto internazionali .

Uno degli ultimi articoli si trova sul sito CNN nella sezione viaggi ed è datato agosto 2019:

“Una testimonianza dell’attenzione della regione per il cibo, una notevole miscela di passione li trovi nel momento in cui entri negli Alimentari Caproni, una gastronomia centenaria presieduta dai fratelli Caproni, Enrico e Agostino, che mentre commerciano con i clienti distribuiscono fette sottili di prosciutto e scaglie di pecorino locale”.

In un altro sito si trova scritto:

“Gli Alimentari Caproni versione secolo XXI sono un luogo da non mancare nelle puntate a Barga, perché qui troverete solo prodotti di prima scelta. Il negozio, infatti, è un trionfo di prosciutti locali e non, di salsicce, salame, mortadelle, carni secche e affumicate; di formaggi locali e regionali, di farine di neccio e di granturco della Garfagnana. Non manca anche la gastronomia con preparazioni di piatti freschi di stagione o di delizie come il Lardo di Colonnata (quello vero, che viene dai monti di Carrara) che diventa una crema da spalmare insieme a spezie e verdure. Ma oltre al cibo, qui troverai molto di più: l’amore spassionato per Barga, la sua vita e la sua gente”

L’amore spassionato per Barga e per la sua gente. Tutto questo è la bottega del Rigo. Chiunque ami Barga non può oggi che sperare che questa storia possa ancora continuare a lungo.

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