Il Comune di Barga all’inizio della Guerra 1915-18. Socialità, commerci e professioni. (Quinta e ultima parte)

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Iniziamo quest’ultimo articolo cercando di capire cosa e come si muovesse a Barga in questo 1916. Per farlo sfogliamo qualche numero del giornale locale La Corsonna.

 

È un’estate molto calorosa questa del 1916 La stagione continua a farci arsire dal sole. L’aria brucia giorno e notte, però lo è non solo per il tempo ma anche per la guerra che fiammeggia lassù a nord est dello stivale italico. Ecco allora che seppur arrivino a Barga notizie più che tristi, il continuo stillicidio dei suoi giovani che imbracciato il fucile a baionetta aperta e ora sono lì sul giornale commemorati con parole di patriottico elogio, nonostante ciò, lo spirito dei conterranei cerca di farsi coraggio e vuole anche timidamente svagarsi. Infatti, non perdono occasione, chi può economicamente, di frequentare i due locali che già abbiamo visto, dove si proiettano in continuazione dei film muti di grande attrazione. Ora è il caso di vedere quello realizzato dalla Milano Film nel precedente 1915, La doppia ferita, interpretato da un’attrice che solletica specialmente gli uomini, la francese Mistinguett, al secolo Jeanne Bourgeois. Il locale è il Cinema Italiano di Giuseppe Capretz che ha il suo ingresso, come oggi, sotto la loggia del Mercato.

Tutti sanno, specialmente le mogli di quegli uomini, che l’attrice è magnetica nei suoi sguardi e seppur non parla, ma solo accenni nel labiale, riesca a trapassare lo schermo e allora aspetteranno con ansia che si arrivi alla pellicola finale che prevede una scena comica e così sorridere con il loro caro. Loro, i mariti, per ora sono presi da uno strano moto perché sanno, l’hanno letto in qualche nota sui giornali nazionali e conoscono la fama delle cattive abitudini dell’attrice che hanno infiammato tutta la Francia. Sanno ancora che a soli venti anni esordì come cantante al Casino di Paris, luogo di sogni, come lo è e di più il saputo delle sue esibizioni in altri locali parigini, con i frequentatori estasiati e affascinati dalla sua magica arte, soprattutto dalle sue gambe, e questa volta, specialmente in quel 1916, il sogno ha del proibito.

Ecco allora, che dopo aver goduto dalla terrazza della vista delle Apuane avvolte nella luce calda del tramonto, tutti e tutte, ora sono in sala per Mistinguett dallo sguardo che trafigge nei suoi primi piani sapientemente voluti dal regista Genina. È quello uno sguardo che anche noi abbiamo ammirato curiosi in odierne riproposizioni.

Comunque le cose torneranno amorosamente dolci quando si proietteranno altri film muti, come una delle storie raccontate da Edmondo De Amicis nel libro Cuore, Dagli Appennini alle Ande, oppure andando al Giardino Eden de La Pergola a vedere Storia Eterna, detto Colossal in tre parti da non perdere.

Sfogliando ancora il giornale vediamo che molte sono le note dei furti attuati in Barga e nel Comune, probabilmente suggeriti da un vivere molto grame condizioni di vita: polli, conigli, candele in chiesa per illuminare certamente le case nella notte, seppur sia arrivata la corrente elettrica … ma costa. In Barga, come in altri paesi, manca lo zucchero e così si nota ma specificando “Tanto per ridere”, che un possidente andava a consumare nei caffè del paese una bibita e con la scusa che non era sufficientemente dolce, si faceva portare la zucchero che poi intascava, ma fu scoperto e il gioco finì. Intanto, perché non manchi altra pena a quanta già se ne vive, il 27 luglio arriva una forte scossa di terremoto che abbatte, per fortuna, solo alcuni comignoli.

Nei passati articoli ci siamo scordati di censire che in Barga c’è anche l’Asilo Donnini, una benefica istituzione, voluta per lascito testamentario del defunto vescovo originario di Barga che ebbe la sede in Arezzo, Donnino Donnini, morto nel 1904 e attuato dalla sorella Maria l’anno 1912. L’Asilo è retto dalle suore Giuseppine che furono inviate quassù a Barga proprio per disimpegnare l’ufficio e qui svolgere la loro missione. Anche Maria Donnini da poco ci ha lasciati e così le suore hanno scritto il loro cordoglio, che poi è di tutta Barga, e di lei in una bella lastra con foto al cimitero urbano, che ancora esiste.

Il dì 3 febbraio 1915 / salì all’eterna pace / Maria Donnini / vissuta 72 anni / donna esemplare divota / fondatrice dell’asilo / pei bambini poveri / della diletta Barga / o buona e in / eterno / cara benefattrice / proteggi dal cielo le suore / che sempre ti ricorderanno / e i cari fiori / del tuo amato giardino.

L’Asilo Donnini ora si sta prodigando per alleviare i disagi delle famiglie in questo periodo di guerra e per ordine del Ministero si sta anche apprestando ad accogliere in scuole all’aperto i figli dei richiamati da sei a dodici anni, che avranno anche la refezione del mezzogiorno. Di questa iniziativa ne dà l’annuncio Cola Alfredo presidente del Patronato Scolastico.

Degli odierni barghigiani forse in pochi lo sanno che anche Alfredo Stefani, condirettore del giornale La Corsonna con il fratello Italo, era stato richiamato alle armi, quindi fu al fronte, nel Reggimento Artiglieria da Campagnana, ma ora è a casa in attesa della decisione della sua riforma per l’infermità contratta nelle giornate dell’Isonzo per Gorizia di questo agosto 1916. Altra figura di soldato, questa volta un artista in erba della pittura, Bruno Cordati, che è stato qui a Barga in licenza per l’esame di diploma al Passaglia di Lucca, che superato, è poi di nuovo al fronte.

Tra queste note ce ne sono altre costanti nel tempo e riguardano chi fa richiesta del passaporto per emigrare, prediligendo la Scozia, come gli USA, qualcuno nel sud dell’America e in Europa, che poi rimetteranno delle cospicue somme di denaro che rendono molto alle banche locali. Queste sono la Banca Commerciale Italiana, che ha per agente Jacopetti Giuseppe. La Cassa di Risparmio di Firenze in piazza Angelio, succursale Piccolo Credito Toscano, con agente Equi Antonio e Stefani Alfredo che da poco è rientrato dalla guerra e una succursale del Banco di Roma, di cui l’Annuario 1916 non fornisce chi ne sia l’agente in loco.

L’illuminazione pubblica elettrica di Barga è gestita dalla Società Ligure Toscana di Odero e Orlando che ha la SMI, la fabbrica militarizzata a Fornaci di Barga. I due hanno costruito impianti di generazione nella Valle del Serchio.

Nella pratica forense sono operanti due notai: Antonini Nicolao e Del Rosso Francesco. Quest’ultimo si fa anche reclame su La Corsonna con quest’annuncio: Il Procuratore Legale Francesco Del Rosso, Regio Notaro di Barga, si trova a Barga a disposizione del pubblico, nel suo studio legale e notarile, traslocato in Piazza Angelio. Egli sarà molto lieto se nell’esercizio della sua professione, e particolarmente nella trattazione di affari civili, commerciali, amministrativi e penali, e nella stipulazione di qualsiasi atto e contratto notarile, potrà dar prova, in favore di chi lo onorerà della propria fiducia, della maggiore esattezza, celerità ed economia. Tre sono invece gli avvocati in Barga, tra cui il fratello del notaio Antonini, ossia Alfa Antonini, Bertacchi Filippo e Agostini Augusto.

Gli ingegneri presenti in Barga sono tre, Cantella Raffaello, Biondi Giulio e Adami Adamo, ma non si capisce se siano tutti liberi professionisti o qualcuno sia anche dipendente del Comune così come si crede. Mentre i medici-chirurghi con la pensata condotta sono sei, nei nomi di Carradini Eliodoro, Caproni Cav. Alfredo, Lazzaroni Domenico (ex sindaco), Salvi Alessandro, Lucignani Ezio e Sacchi Ettore, che operano anche su tutto il territorio. Veterinario il dott. Casci Luigi. Levatrici, gli aiuti a far nascere i figli, di cui resta difficile capire dove abitano, sono Baldassarri Maria, Cardosi E., Moscardini Marianna e Fiacchini Ernesta. I farmacisti sono tre dottori, Castelli Vincenzo che ha il negozio in piazza Angelio a Barga, Chiappa Amedeo nel sobborgo del Giardino e Giannini Celestino nella frazione di Ponte all’Ania.

Sono questi gli anni, oltre che di guerra, anche della lotta politica tra Popolo (la nuova Barga) e Crema (i castellani) e le sfide si hanno anche nel campo economico, così come si sa e che si evidenzia anche nell’annuncio economico che fa la farmacia Castelli, senz’altro per contrastare la nuova che è sorta al Giardino, il centro del potere del Popolo che s’ingrandisce, a cura del dott. Chiappa. Entrando nei fatti, ecco come si presenta nei suoi prodotti la farmacia Castelli.

Il Chimico e Farmacista Castelli Vincenzo, avverte la numerosa e rispettabile sua clientela che presso la sua farmacia trovasi medicinali nazionali ed esteri, specialità proprie e la POZIONE TALLINUCCI (si pensa a un ricostituente), di cui egli solo possiede la vera e originale prescrizione. Senz’altro Chiappa aveva prodotto anch’egli la miracolosa pozione del medico e scienziato di Barga dott. Pietro Tallinucci (1820-1884), ma di sua idea, perché la ricetta l’aveva solo e unicamente Castelli, ancora oggi conservata gelosamente dal discendente e farmacista nella solita attività, il dott. Enzo Simonini.

 

Passiamo ora a vedere cosa ci presenta l’Annuario 1916 circa le altre attività artigianali e commerciali. Iniziamo con i Laterizi che fabbrica assieme alla calce la ditta dell’ing. Raffaello Cantella, come ancora Verzani Giona per i soli laterizi, attività dislocate tra Fornaci e Ponte all’Ania. I negozi di legnami li tengono Gonnella Flaminio, Rinaldi Giuseppe e Renucci Giuseppe che pensiamo siano a Catagnana; ma qui si rimette anche il carbone prodotto nelle selve e nelle macchie della montagna di Barga, che poi vende Gonnella Flaminio, Piacentini Natale e Rinaldi Saverio. Quattro sono i falegnami censiti, nei nomi dei Fratelli Colognori, di cui Luigi è intagliatore, poi Biagi Augusto, Goti Felice e Nardini Francesco; due anche i tornitori nei nomi sempre di Biagi Augusto, cui si aggiunge Salvi Luigi.

 

C’è anche un ottonaio, Marchi Angiolo, che ripara certamente anche le pentole in metallo. Inoltre in Barga in due esercitano l’arte degli orefici, Rocchiccioli Giovan Battista e Giannotti Giuseppe, che è probabile aggiustassero anche gli orologi da tasca. Due le cartiere che producono imballaggi di cartone, carta e altro e sono locate una a Castelvecchio di cui sono titolari i Fratelli Ricci, mentre l’altra è a Ponte all’Ania, gestita e curata dal proprietario Livi Salvatore. Altre attività censite sono i tre negozi di ferramenta che parrebbero essere a Ponte all’Ania e sono di Clerici Angelo, Clerici Luigi e Nardini Antonio.

 

Abbiamo detto dei negozi di ferramenta e allora crediamo sia opportuno dire che c’è un’attività di lavorazione del ferro, seppur non trascritte nell’annuario. Artigiani all’incirca tutti bravi che realizzavano i vari lavori di ferro battuto, come per esempio il “Picchietto” soprannome derivante dal continuo battere del martello sull’incandescente ferro che attuava Giuseppe Biagiotti di Barga. Questi è forse alle prime armi ma è già bravo e sappiamo che realizzerà dei veri lavori d’arte, come la balaustra di ferro battuto che è ancora oggi nella sala del Consiglio Comunale di Barga e che divide i consiglieri dal pubblico, certamente sua per la firma che ancora oggi si può leggere incisa lì sopra, e che farà da lì a poco rispetto a questo 1916, cioè nei primi anni ’20. Altre sono le opere di vero pregio ancora presenti a Barga, cancelli, ringhiere esterne e interne per i villini; lavori eseguiti con vero senso artistico dal Biagiotti, i cui disegni preparatori sono del fratello Corrado. A fianco di quest’attività c’è chi fonde i metalli e ne smercia il prodotto e questi e Ghini Pietro, probabilmente fornendo la materia prima ai fabbri ferrai or ora ricordati.

Andando avanti vediamo che c’è anche una filanda per la lana gestita da Dolfi Pietro, possibile sia a Ponte all’Ania, seppur si creda che esista ancora qualcosa nel Comune circa la lavorazione della seta. Guidugli Ernesta fabbrica o forse è meglio dire che vende cappelli. Quella dei cappelli è un’antica attività che ha prodotto anche delle locali filastrocche con cui si addormentava anche lo scrivente: Sotto Perpoli c’è Fiatton, c’è una massa di birbon, c’è chi cuce, c’è chi taglia, c’è chi fa i cappelli di paglia … ecc.

 

Tornando alle attività commerciali vediamo che il già ricordato Giuseppe Capretz con il figlio Italiano fabbricano le acque gassose, così come fa Pieri Celestino. I Capretz si fanno reclame per la già ricordata attività di pasticcieri, come letto in altro articolo: Premiato stabilimento Capretz, Barga, sotto la loggia del Mercato. Panforte di propria fabbricazione. Qualità sopraffine garantito con pure mandorle. Candito e Cioccolata. Grande assortimento in forme da £ 1- 1,50-  2-  3 e 4 lire. Questo panforte era spedito dai barghigiani anche ai parenti all’estero per le feste natalizie. Loro non lo sanno ma sino agli anni ’60 di questo Novecento, rimarrà costume in Barga di andare prima delle feste natalizie al Caffè Capretz per farsi spedire ai parenti all’estero il panforte e così far sentire ai congiunti lontani la presenza degli auguri assieme al sapore della loro terra italiana. Non sarà più quel panforte prodotto in proprio ma delle note ditte italiane, però era rimasta quest’usanza che poi pian piano si è persa.

I due Capretz tengono in deposito anche il ghiaccio, la cui storia della presenza a Barga vide in campo anche la Misericordia sin dal 1895 e leggiamo allora cosa si deliberò in seno all’Adunanza Magistrale all’importante istituzione barghigiana del 12 luglio 1895, lettura utile per capire a cosa servisse il ghiaccio e perché occorresse una sua conservazione.

Ghiacciaia. “Il Presidente fa dar lettura dal sottoscritto Segretario della lettera direttagli dal comitato per la costruzione in Barga di una Ghiacciaia, con la quale domanda all’Arciconfraternita di concorrere con quell’oblazione che sarà per stanziare alla detta costruzione. Il Consiglio, vista la detta istanza con la quale il comitato si obbliga a fornire ai poveri del paese il Ghiaccio gratis nei casi di malattia sia a domicilio che all’ospedale. Considerando che uno degli scopi della Misericordia è quello di provvedere alla cura e assistenza a domicilio degli infermi poveri. Considerando che lo scopo che si prefigge il comitato per la costruzione di detta Ghiacciaia non può essere raggiunto che col concorso di tutte le istituzioni di beneficenza paesane, tra le quali una delle principali è appunto la Confraternita di Misericordia. Visto il presagio della spesa dell’opera da costruirsi che ascende a £ 1.500. Delibera All’unanimità di concorrere con £ 100 alla spesa della costruzione della Ghiacciaia.   

Andando ancora avanti vediamo che ci sono tre negozi di pellami, pensati in Barga, e sono gestiti da Nardini Emilio, Nardini Luigi e Santi Candido. Quest’ultimo ha anche un negozio di calzature, che vedremo più avanti, dicendo per ora che è censito nell’Annuario come calzolaio, assieme Redini Cassiano, Da Prato Filippo e Lucchesi Cesare.

Ora vediamo come su La Corsonna presentava la sua attività Santi Candido.

Presso la premiata Calzoreia Candido Santi- Barga. Trovasi un grande assortimento di calzature per uomo, per signora e per bambini. Stivaletti bianchi elegantissimi – soprattacchi di gomma, calosce, ecc. Creme e vernici per calzature: Simplon, Cromolina, Ecla, Balmoral, ecc, ecc. Deposito della insuperabile crema C. Bedied.

Gli annunci pubblicitari che abbiamo visto scorrere nel racconto di quest’articolo servono per entrare nel mondo di allora, di quell’anno 1916 a Barga e del suo Comune. In finale dell’articolo scorriamo le ultime attività censite dall’Annuario, iniziando con i barbieri che loro chiamano parrucchieri e vediamo che sono Bianchini Rizieri, Colognori Umberto e Santi Alfredo. Si tenga conto che allora non molti facevano ricorso al tocco dei maestri del “pelo”, perché molti, per ragioni economiche, alla meglio facevano da sé, ricorrendovi solo nei momenti eccezionali.

Andando avanti vediamo che ci sono quattro tabaccai e sono: Turrino Carlo, Capretz Italiano, Diversi R. e Moscardini Alessandro. I negozi di tessuti li tengono Cola Federico, Jacopetti Giuseppe, Nardi R., Riani Massimo, Berti Bartolomeo e Luchini Cesare. Pensiamo che di loro alcuni siano a Ponte all’Ania. Ci sono anche negozi che vendono i cosiddetti coloniali, tipi di empori che vendono gli alimenti e altro, e sono di Casciani Arcangelo, Nardini Enrico, Marchetti Pietro e Nardini Luigi. Una drogheria che gestisce Bonaccorsi Cristoforo, mentre altri vendono principalmente la cera e questi sono Cardosi Adelasia, Simonini Pietro e figlio Ovidio e infine Stefani Alfredo, il quale ci dà l’aire per chiudere questo excursus di Barga nel 1916, che ci ha impegnato per ben cinque articoli.

Infatti, per ultimo lasciamo l’attività, di là dalle altre che aveva in testa, di Stefani Alfredo ora in una nuova veste: il fotografo, con un suo studio in via del Duomo n. 5. La storia di questo studio fotografico ci dice che prima fosse Vladimiro Bertoi, passato a Da Prato Alfredo e da questi allo Stefani proprio in questo 1916. Comunque, in questo 1916 c’è anche un altro fotografico sfuggito al censimento dell’Annuario ed è quello Jacopetti in via Giannetti, che già aveva gestito il ricordato Alfredo Da Prato e ora gestito da un Lenzi.

Per veramente finire ricordiamo anche le numerose compagnie presenti in tutte le chiese del territorio di Barga, legate alle sorti degli edifici come alla fortuna dei santi che lì si venerano. Forse la più affascinante è quella del SS. Crocifisso di Barga che nel periodo pasquale attua tutti i riti legati alla Settimana Santa, con manifestazioni che richiamano moltissimi fedeli, ora stretti tra le panche nel comune dolore di un congiunto che è lassù per fare l’Italia, sperando nel sano ritorno a casa o pregando per chi già ha dato tutto se stesso per la Patria.

Qui finisce questo lavoro che ci ha impegnati a fondo per rendere al meglio l’idea di come fosse stata disposta economicamente Barga e il suo Comune all’inizio della Grande Guerra. Speriamo si possa proseguire con gli anni a seguire sino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale e anche se l’argomento si presenti non facile da raccontarsi, con l’idea di vedere come si fosse evoluto l’intrapreso racconto e per lasciare in mano di molti una visione, seppur parziale, del loro Comune. Grazie.

 

 

(fine)

 

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