Vendemmiato il vino del Pascoli

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CASTELVECCHIO PASCOLI – Settembre è il mese della vendemmia e non sfugge a questa attività anche la chiusa di Casa Pascoli dove dal  2014 si è tornati a produrre il vino pascoliano;  proprio come quello che lui stesso produceva nelle vigne del suo giardino, da lui chiamato “Flos vineae”.

Oggi con quel nome si produce, in modicissima  quantità ovviamente, sia un vino rosso (merlot, ciliegiolo e sirah le uve) che un bianco che peraltro è frutto dei vitigni di Albana, tipici dell’area romagnola da cui proviene il Pascoli, che furono donati a Casa Pascoli dal comune di San Mauro di Romagna nel 2013 in occasione del centenario pascoliano.

A pensare alla vendemmia, ed in verità a tutto quello che serve per tenere, curare, far crescere il vigneto di casa Pascoli, fino ad arrivare alla produzione finale del vino, ci pensa un gruppo di volontari che si sono presi la briga di valorizzare l’antica vigna di Casa Pascoli, curata un tempo dal poeta, con la benedizione del presidente della Fondazione Pascoli Alessandro Adami che in più occasione ha elogiato il lavoro che questo gruppo svolge sia per la vigna che per la cura della bella area a verde della casa del poeta.

Le produzioni di vino sono iniziate già prima del 2014, ma è da quel periodo che si è cominciato ad intensificare il lavoro, grazie anche alla ristrutturazione della cantina pascoliana recuperata, come altri edifici e locali, dagli investimenti concessi qualche anno fa dalla Fondazione Arcus.

Quest’anno, come ci dice Maurizio Lucchesi, uno dei volontari, c’è un po’ di scetticismo per la qualità del vino che verrà. La stagione non è stata delle migliori, per quanto riguarda il clima ideale per far crescere bene l’uva di queste parti, ed i grappoli ne hanno non poco risentito.

Si spera comunque, grazie alle tante cure di questi mesi ed anche ad un attenta selezione di quanto è stato raccolto, di arrivare ad un prodotto buono. L’uva raccolta, dopo la spremitura, è ora fermentata come avveniva ai tempi del Pascoli, nella sua cantina e qui diverrà presto vino, conservato nel tino che era presente anche ai tempi di Giovanni Pascoli. Negli anni passati soprattutto il rosso è risultato assai gradevole… vedremo come sarà il vino 2019, ma quel che conta per i volontari della vigna di Casa Pascoli è soprattutto la grande soddisfazione, e anche l’onore, di aver portato a compimento anche quest’anno l’opera e magari, tra un po’, stappare insieme qualche bottiglia di Flos Vinae… proprio come faceva il Pascoli…

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