ASBUC Barga, che cammino travagliato!

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Era l’ottobre 2017 quando si svolgevano le elezioni per il rinnovo dell’ASBUC, il comitato che gestisce i beni di uso civico del demanio di Barga. Il consiglio risultava composto da Francesco Feniello, Mario Bonuccelli, Marco Guidi, Anna Peretti e Venanzio Togneri. Le elezioni videro 1127 votanti e Feniello fu il nominativo più votato con 871 voti. La maggioranza dei voti le ottenne anche la sua lista che così ha ottenuto l’incarico di guidare l’Asbuc per i successivi cinque anni.

Da allora tante cose sono cambiate nel comitato. Dopo l’elezione a presidente di Francesco Feniello, la prima importante novità si era avuta a marzo 2019 con le sue dimissioni per la decisione di formare uno schieramento e presentarsi come candidato a sindaco alle elezioni comunali del maggio scorso. Dopo Feniello l’incarico di presidente è passato a Mario Bonuccelli, ma ci sono state rivoluzioni anche nel consiglio anche con l’uscita di altri componenti. Nel frattempo, come nuovo rimpiazzo a seguito delle dimissioni, è arrivato in consiglio anche Giuseppe Nardini. Ad agosto poi anche Bonuccelli ha deciso a sua volta di lasciare il mandato di presidente. E dal consiglio si è dimessa anche Anna Peretti.

Ai primi di settembre così il comitato di gestione ha preso atto delle dimissioni di Bonuccelli  e di Peretti ed ha provveduto a fare entrare in consiglio, come da regolamento,  i primi dei non eletti ancora restanti dopo già le sostituzioni avvenute in passato e dopo le rinunce di alcuni dei non eletti. Considerata l’indisponibilità espressa da Michele Moscardini e Dario Pierantoni è stato invece ratificato l’’ingresso di Carlo Arati e Ugo Conti.

Rispetto al consiglio iniziale del 2017 e dopo le varie dimissioni che si sono succedute ed i relativi reintegri, ora il consiglio è composto da Venanzio Togneri, unico dei primi eletti, Fabrizio Lugliani, Giuseppe Nardini, Carlo Arati e Ugo Conti.

E’ stato anche deciso nelle settimane scorse per l’incarico di presidente affidato a Giuseppe Nardini; suo vice Fabrizio Lugliani. Saranno loro adesso a guidare la travagliata storia di questo recente comitato di gestione nei prossimi impegni ed interventi, nella speranza che, con anche l’esperienza di Nardini, che fu anche nel 1999 il primo presidente eletto nell’ASBUC, si possa dare stabilità a questo organismo.

Una riflessione merita farla. E’ sotto gli occhi di tutti oggi ed assai insolito senza dubbio, che adesso a guidare l’ASBUC si sia arrivati  con un consiglio il cui presidente attualmente in carica, senza nulla togliere alle competenze ed alla passione di Nardini, ha ottenuto nelle elezioni del 2017 solo 14 voti. E che anche che nel consiglio i due nuovi ultimi subentrati abbiano ottenuto nelle scorse elezioni solo 1 voto a testa. Peraltro di margini di manovra a questo punto ne restano pochi. Per sostituire eventuali altri dimissioni rimangono ancora 2 nominativi tra i non eletti, tra quelli che almeno un voto lo hanno ottenuto. Poi non sarebbe più possibile garantire il numero minimo dei consiglieri previsti da regolamento.

Comunque sia il nuovo consiglio sembra intenzionato a fare il suo lavoro senza ulteriori scossoni: il nuovo direttivo peraltro ha già preso una prima decisione. Ha infatti affidato d un legale l’incarico  di procedere nello sfratto per morosità contro i gestori attuali del Rifugio Santi alla Vetricia.

Come si legge nella delibera i gestori del rifugio non hanno mai pagato, alla data del 12 setrtembre scorso, nessun canone per la concessione del rifugio, siglata con il primo consiglio di amministrazione ASBUC in data 20 agosto 2018 e retroattiva al giugno precedente.

In tre occasioni, due nel 2018 ed una nel giugno scorso, ASBUC ha intimato al gestore  il pagamento dei canoni insoluti comunicando nel giugno scorso che avrebbe altrimenti proceduto giudizialmente per la liberazione dell’immobile.

Da quanto si legge nella delibera l’ultimo sviluppo si è avuto nell’agosto scorso con “una soluzione transattiva manifestata dai gestori che hanno avanzato richieste risarcitorie”.

Il nuovo consiglio ASBUC ha deliberato alla fine di non accettare opzioni e richieste risarcitorie dei gestori e quindi di procedere allo sfratto per morosità nei confronti dei gestori.

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