Addio, Nazareno

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Addio Nazareno. Ti abbiamo appena accompagnato nel tuo ultimo viaggio con il dolore e il rammarico di non averti più con noi. Avevi ancora molto da darci con il tuo lavoro, il tuo intelletto, la tua amicizia. Sei stato prezioso e la chiesa gremita di oggi dimostra il peso che hai avuto nella tua comunità, tra i tuoi colleghi poliziotti, tra i tuoi “compagni” di storia, arte e cultura.

Avevi molti talenti ma troppi pochi anni per privarcene. A poco servono le parole adesso: avremmo bisogno di spiegazioni, di rassicurazioni, di sapere che non è vero, se fosse possibile. Ma possiamo solo consolarci con il piacere di averti conosciuto, di aver goduto della tua mente brillante, dei tuoi scritti ricchi, dei tuoi acquerelli così evocativi, del tuo impegno sincero tra la gente. Apparivi così solido, dalla schiena dritta e lo sguardo puntato verso il futuro, senza esitazioni. Perché hai scelto di non mostrarci il peso che stavi portando in silenzio?

Nazareno, non possiamo più dire o fare niente per te. Se non farti vivere nei nostri ricordi altri cento anni dopo i tuoi trent’anni. Non ti lasceremo scivolare via. Tu guardaci ed illuminaci.

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