La Grande Guerra a Barga: ricordando Leo Giuliani

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Questa è una storia eccezionale e non solo per Barga. Intanto diciamo che Leo Giuliani era figlio di Leopoldo e Da Prato Assunta, una famiglia agiata. Nato a Barga nel 1894, era di bassa statura, tanto da essere stato scartato alla visita di leva che di regola voleva il soldato italiano almeno di Mt. 154. Poi venne la guerra 1915-18 e lui volle parteciparci a ogni costo nonostante il ricevuto diniego. Perché? Perché era un fervente interventista e finanziatore di un primo giornale nazionalista, LA FIAMMA, che poi cambiò nome in IL VOLERE D’ITALIA –Organo quindicinale dei nazionalisti Toscani, che si stampava a Barga, che del precedente manteneva i soliti intenti. Il giornale aveva come direttore responsabile Alfredo Stefani, dal 1903, fondatore con il fratello Italo del giornale locale LA CORSONNA, che durante la Grande Guerra svolse un compito di formidabile raccordo tra i soldati di Barga in guerra e anche con gli emigranti che sentivano forte in sé i destini della Patria lontana.

Così è presentato dalla Redazione de’ Il Volere D’Italia il suo primo numero: La Fiamma … , diventando l’organo della gioventù nazionalista toscana, ha cambiato nome. Il Volere d’Italia proseguirà nella via già tracciata da La Fiamma e perciò ci asteniamo di proposito dal formulare programmi, tanto più inutili, quanto meno il momento attuale si presta a intavolar discussione scolastiche, a fare vane ciance. Questo è il momento d’agire!

Sul primo numero de’ Il Volere D’Italia, possiamo leggere nella testata il sommario degli articoli con le relative firme: Francesco Ercole con l’articolo “Vallona”, Ezio M. Gray con “Neutralità o viltà?”, Agostino Savelli che firma “Dubbiezze ottobrine” e infine Antonio Salandra “L’aperto nemico del come italiano”. Il comitato di redazione era composto di Leo Giuliani, Raffaello Alessandri, Mario Rivosecchi e Alfredo Stefani direttore. Il giornale si stampava nello Stabilimento Tipografico Bertagni di Barga.

Per i motivi detti, Leo Giuliani fu scartato per il militare ma essendo così impegnato politicamente sul fronte interventista, quando il Regno d’Italia scese nel conflitto mondiale, per noi, inizialmente, la Quarta Guerra per l’Indipendenza dell’Italia, secondo le sue forti e marcate posizioni, non seppe rassegnarsi all’idea di non poter dare il suo diretto contributo. Frequentava l’Università di Pisa e fece in modo e maniera di essere arruolato come volontario e ci riuscì ma ora ecco i suoi dati: Giuliani Leo di Leopoldo e Da Prato Assunta –Soldato 77° reggimento fanteria, nato il 13 gennaio 1894 a Barga, morto il 16 settembre sul Carso per ferite riportate in combattimento. 

Leo Giuliani, il suo sacrificio per la Patria, fu ricordato anche a Barga in un discorso pubblico dal barghigiano d’adozione senatore Adolfo Zerboglio, era il 31 agosto 1918. Siamo sulle alture dei prati del Fosso e durante l’applaudito discorso, incentrato su “La conquista della Pace”, ecco ricordare a tutti che Barga deve onorare i morti e tra tutti ricorda Leo Giuliani, che nonostante scartato una prima volta per la poca altezza, poi riuscì nell’intento e lo ricorda con lapidarie parole: “Forse il più piccolo, forse il più grande di tutti”.

Ora siamo all’anno 1938 e in Barga i Combattenti e Reduci, tramite il giornale La Corsonna retta dal Commissario Prefettizio Morando Stefani, sollecitando l’inaugurazione del Monumento ai Caduti, eretto sin dal 1930 in Piazza della Vittoria, inoltre fanno conoscere che hanno approvato l’idea di porre sulla casa di Giuliani una lapide, che si dice “già predisposta” ma che non ebbe seguito. Inoltre, di intitolare al suo nome la via che conduce sempre alla sua casa, che invece ebbe seguito e ancora oggi lo ricorda a tutti.

Per il 4 novembre 2018, il Gruppo Alpini di Barga porrà sotto la targa che indica la sua via, altra targa con le parole di Adolfo Zerboglio “Leo Giuliani, ecc … Forse il più piccolo, forse il più grande di tutti”.

Di Leo Giuliani ebbe a scrivere anche Ettore Cozzani in un libro dal titolo “Lettere di un Eroe – Leo Giuliani di Barga”, pubblicazione stampata a Barga presso la tipografia Bertagni nel 1917, per le edizioni L’Eroica, La Spezia. Cozzani, profondo e persuasivo estimatore di Giovanni Pascoli, ben conosceva Leo Giuliani sin dai tempi del suo impegno di “nazionalista interventista” e ora, nel libro molto sentito dall’autore e sospinto anche da Alfredo e Italo Stefani di Barga, lo celebra di par suo con parole che sembrano scritte con lo scalpello, tanto sono incisive e sentite.

Per meglio capire come trattò Cozzani la memoria di Leo Giuliani, facciamo ricorso alla pubblicazione della Misericordia di Barga “L’Arciconfraternita di Misericordia di Barga compie 200 anni”, del 2017, libro scritto dallo scrivente e Sara Moscardini. Su questo testo occorse trattare anche di Leo Giuliani nel momento in cui la prima ambulanza della benefica istituzione fu dedicata proprio alla sua memoria nei modi che vedremo:

31 gennaio 1941 XIX (venerdì) -Adunanza Magistrale o Consiglio d’Amministrazione. Benedizione e Inaugurazione dell’Autoambulanza dedicata alla memoria di Leo Giuliani.

Su proposta del Sig. Governatore viene fissato il 2 febbraio p.v. (Domenica) per la Benedizione e l’inaugurazione dell’Autoambulanza sulla piazza di S. Rocco, alle ore 10 circa e verrà dedicata alla Memoria del Concittadino Leo Giuliani, Glorioso Volontario Caduto nella Grande Guerra e alla presenza del Clero e dell’Autorità e Gerarchie del Partito a tale scopo invitate.”

A questo primo ricordo c’è il rimando a una nota sul personaggio ed è qui che si evidenzia il libro che Cozzani volle dedicargli, a seguire un sunto:

Trascrivo e sottoscrivo da testamento di Decio Raggi: Nel nome Santo di Dio e nella Speranza di una Vita Migliore, per la Grandezza, per l’Unità, per l’Onore della Patria, per la Libertà e l’Indipendenza dei Fratelli oppressi, nel nome Sacro d’Italia, nell’Amore e per l’Amore di tutto ciò che è Italiano, io muoio Beato! … LEO GIULIANI.

Decio Raggi, Tenente della Brigata Casale, simbolo dell’eroismo universitario, fu la prima Medaglia d’Oro al valore Militare nella Grande Guerra (Podgora, 19 luglio 1915).

 

Continua Cozzani: Leo Giuliani fu un volontario. Aveva l’anima ardente come un braciere, lo spirito dritto, temprato e lucido come una spada di ottimo acciaio, l’intelligenza acuta come un crinale. Vide di lungi, senti prima che sorgesse l’alba luminosa e fresca. … Di famiglia agiata, già prossimo a laurearsi, con davanti un avvenire di pace e di beatitudine – esentato dagli obblighi militari per la gracilità di costituzione e deficienza di statura, libero quindi di godere lontano dal rischio – con una madre e una famiglia che non soltanto lo adorava, ma riponeva il lui il fiore delle sue speranze – egli abbandonò la sua casa e il suo paese così bello – rinunciò all’avvenire tranquillo, – ricusò pervicacemente la libertà concessagli dalla legge. Partì. Combatté, animò i compagni, cadde gridando – Viva l’Italia – come gli eroi della leggenda. È immortale!

A seguire leggiamo cosa scrisse il suo Tenente dal fronte di guerra ricordando il suo sacrificio, parte sempre tratta da una nota al libro dell’Arciconfraternita di Misericordia di Barga circa il personaggio:

Da La Corsonna del 5 novembre 1916, Anno XV, n°22, si stralcia la lettera che il suo Tenente scrisse dal fronte e che parla di lui:

Con grande dolore dovetti partecipare loro la perdita del mio caro Soldato Leo Giuliani che da tempo conoscevo e che amavo per le sue ottime doti morali, intellettuali, pel suo elevato spirito di sacrificio, di disciplina e del dovere.

È caduto, oltre la trincea di quota 208 Sud: trincea strappata al nemico dopo una violenta battaglia quasi corpo a corpo. Testimoni oculari mi hanno confermato che il caro Giuliani è morto vicino alla sua mitragliatrice, mentre accudiva all’efficace funzionamento di questa. Sono oltremodo addolorato dovere dire loro che malgrado tentativi fatti, non fu possibile recuperare la cara salma, che rimase oltre la nostra linea di conquista. È doloroso lo so, ma è d’uopo chinare la testa dinanzi al fatto inesorabile.

I Signori Giuliani siano ben orgogliosi del caro estinto, del loro Eroe, da annoverarsi nell’Albo dei gloriosi martiri caduti per la grandezza della Terza Italia.

Ho qui presso di me alcuni indumenti e oggetti di proprietà del caro Leo, che per disposizioni vigenti non posso indirizzare loro direttamente, ma lor Signori potranno richiedere fra giorni al Deposito 77 Fanteria in Brescia. Sono state pure respinte presso detto Deposito alcune cartoline vaglia e corrispondenza ordinaria.

Di nuovo esprimo loro i sensi del più profondo dolore e mi credano loro, dev.mo Tenente Bendinelli, Comp. 244° Reparto Mitraglieri.

 

Dal Libro di Cozzani ecco lo stralcio dell’ultima lettera scritta da Leo Giuliani ai suoi cari (persone femminili) proprio il giorno del suo sacrificio, il 16 settembre 1916:

16 Sett. 1916 – 7 di g(iorno)

Carissime. Sto bene. Vi scrivo mentre per l’aria ronzano le granate e gli shrapnel e fischiano le pallottole. Se vi dico questo, è perché stiate tranquille: sono i nostri che lavorano.

Vi ricordo e bacio sempre con affetto. Vostro Aff. mo Leo.

 

Alla fine della Grande Guerra, qualche anno dopo, presso le nuove Elementari maschili di Barga al Giardino, fu istituita anche una piccola mostra permanente con gli oggetti e le memorie dal fronte di guerra di Leo Giuliani, forse giunte a Barga proprio secondo il suggerimento che dette il suo Tenente, cioè, su richiesta al Deposito 77° Fanteria in Brescia.

 

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