Confronto sindacati nazionali KME. Per Braccini (FIOM) la fase rimane delicata e c’è bisogno di pensare a ulteriori ammortizzatori sociali

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Si è svolto oggi il previsto incontro di marzo tra il coordinamento nazionale sindacale e la direzione KME riguardo l’andamento aziendale e le prospettive industriali.

Degli esiti del confronto parla Massimo Braccini, coordinatore nazionale FIOM gruppo KME: “L’azienda ha messo in evidenza i dati economici e la possibilità di maturazione del premio di risultato per i lavoratori, tuttavia, abbiamo evidenziato che permangono criticità e siamo accompagnati ancora da una importante fase delicata e di crisi in tutto il gruppo – dichiara Braccini – L’azienda ha dichiarato di voler presentare in tempi brevi un piano di rilancio complessivo anche di fronte al ministero dello sviluppo economico, così come richiesto dalle organizzazioni sindacali.

Per Braccini il punto focale resta il fatto che ci sia necessità di intervenire con misure straordinarie per far fronte alla scadenza del settembre 2018 quando finiranno i termini previsti per gli ammortizzatori sociali: “Emerge la necessità di dover utilizzare ulteriori ammortizzatori sociali a seguito della prossima scadenza dell’accordo sindacale che garantiva i livelli occupazionali fino a settembre 2018, ben sapendo che la legislazione non prevede proroghe e quindi sarà necessario un intervento straordinario”.

Per Braccini, per cercare di ottenere risposte positive in merito alla possibilità di ulteriori ammortizzatori sociali, tutto dipenderà dal piano industriale e dagli investimenti che KME saprà definire: “Riteniamo che il settore della metallurgia debba avere un futuro nel nostro paese; che la KME rientri tra gli importanti conglomerati industriali nazionali e che debba risentire dell’attenzione anche da parte dello stesso governo, con tanto di supporto di ulteriori ammortizzatori sociali, al fine di garantire in Italia una prospettiva certa e le missioni produttive di tutti gli stabilimenti”.

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