Comune (o comuni) unico della Valle. Andreuccetti: in Media Valle un massimo di due grandi comuni

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Le fusioni dei comuni della Valle. C’è chi continua ad osteggiare la possibilità di fusioni più articolate ed importanti, per mettere insieme piccole realtà e c’è chi invece pensa che la strada da seguire sia quella per arrivare a pochi grandi comuni che rappresentino il territorio in una visione più ampia ed articolata. Di tutto questo se ne parlerà anche in occasione della prossima festa dell’Unità a Gallicano, il 3 agosto, con una serata organizzata dal PD alla quale sono stati invitati i sindaci; proprio per affrontare l’argomento fusioni ed in particolari anche per discutere l’opportunità di arrivare o meno a pochi, grandi comuni che mettano insieme anche grandi aree della Vallata.

A pensare a pochi, grandi comuni è senza dubbio il segretario provinciale del PD, nonché sindaco di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreucetti.

“Sul tema delle fusioni mi sono già espresso. Forse due anni fa parlai della possibilità di andare verso un comune unico della Media Valle ed uno o due comuni della Garfagnana. La questione però qual è? Passaggi come questi non sono facili e vanno condivisi con la popolazione. Ci deve essere un percorso partecipato per conoscere bene i vantaggi e gli svantaggi di una operazione come questa, con i vantaggi che secondo me sono di gran lunga superiori. Comunque sia non sono decisioni da prendere senza il consenso e l’opinione della gente. Capito la volontà della popolazione sono disposto a parlare anche di soluzioni diverse e intermedie”.

Cioè?

“Pensare per la Media Valle anche un massimo di due grandi comuni, uno per la bassa ed uno per la media Valle o anche a fusioni diverse, ma basate su una struttura che metta insieme vocazioni e territori con analogie e percorsi comuni di sviluppo. Non quindi a fusioni pensate solo per salvare le casse dei comuni per qualche anno.

Ritengo che l’idea di fondo sia quella di ragionare su fusioni di più largo respiro e di prospettiva: pochi grandi comuni della valle, ma bene strutturati. Questa l’idea. Qualsiasi passo compiuto in questo senso deve però essere un passo ragionato. I Comuni sono qualcosa di storico, di radicato nella vita di tutti noi. Ogni passo compiuto verso nuove fusioni deve essere quindi adeguato all’importanza di quello che si va a fare. Deve essere consapevole anche del mutamento storico che si va a costruire e che riguarderà il futuro di questa valle da qui ai prossimo 30 anni”.

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