Area vasta e riorganizzazione sanitaria in Valle del Serchio: “Eliminare intanto i doppioni”

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La riforma del sistema sanitario regionale e la riorganizzazione dei servizi sul territorio dell’Azienda USL 2 sono state al centro della Conferenza dei Sindaci dell’Azienda USL 2 di Lucca che si è svolta oggi (23 marzo 2015) nella sede direzionale dell’Azienda sanitaria a Monte San Quirico, alla presenza dell’Assessore Regionale al Diritto alla Salute Luigi Marroni.

La seduta è stata aperta da una relazione del Direttore Generale Joseph Polimeni sul piano di riorganizzazione elaborato dall’Azienda USL 2 per ridurre i costi in questo 2015:

Polimeni ha parlato anche della riorganizzazione dei servizi in Valle del Serchio e fanno riflettere soprattutto le sue ultime parole: “Noi vogliamo investire, ma eliminando i doppioni e garantendo più sicurezza e qualità ai cittadini”.

 

“Con un gruppo ristretto di sindac i– aveva in precedenza spiegato .- abbiamo già discusso nel corso di un incontro che si è svolto nei giorni scorsi di altri interventi, che permetteranno un risparmio ma mantenendo e in alcuni casi migliorando i servizi per i cittadini.

In Valle del Serchio, nello stabilimento ospedaliero di Barga è previsto il completamento dell’edificio C (quello in cui si trovano il Laboratorio Analisi e il Centro Trasfusionale) per realizzare un nuovo centro dialitico da oltre 20 posti (quasi il doppio di quelli attuali), che sarà all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e rappresenterà un punto di riferimento importante per i cittadini di tutta la Valle.

Nello stabilimento ospedaliero di Castelnuovo Garfagnana è previsto il potenziamento e la rimodulazione del Day Hospital Oncologico, anche in questo caso a disposizione di tutta la Valle del Serchio e con la presenza di uno specialista oncologico su 5 giorni (adesso questa figura è presente complessivamente su 3 giorni, tra Barga e Castelnuovo)”.

Viste le parole che riportavamo in apertura è abbastanza chiaro che intanto dovrebbero saltare i due “doppioni” relativi al day hospital oncologico ed alla dialisi, presenti adesso nei due ospedali. Quello che già da un anno in tanti pensano.

Polimeni ha aggiunto che nel piano di riorganizzazione è inoltre previsto che i 23 ospiti dell’ RSA Villetta 1 a San Romano Garfagnana, che presenta dei limiti strutturali e funzionali, possano essere ripartiti in altre strutture limitrofe.

“Si tratta – ha concluso – di misure di rimodulazione che non andranno a impattare sui livelli essenziali di assistenza per la cittadinanza”.

I sindaci della Piana di Lucca e della Valle del Serchio, è stato sottolineato nella riunione,  vogliono svolgere un ruolo di primo piano nell’elaborazione dei servizi ospedalieri e territoriali, soprattutto in prospettiva di un quadro di grande mutamento come quello che sta interessando la regione Toscana.

Di fronte alla previsione di una razionalizzazione dei servizi da parte della Regione, la Conferenza dei Sindaci ha scelto di approfondire la questione, con attenzione particolare alla sanità ospedaliera e territoriale della Piana e della Valle del Serchio, perché non solo continui a garantire prestazioni appropriate e servizi adeguati, ma trasformi queste decisioni in opportunità per uno sviluppo sostenibile, certo e funzionale dell’intero sistema.

L’Assessore al Diritto alla Salute Marroni ha quindi illustrato le caratteristiche della riforma del Sistema Sanitario Regionale e le ricadute sui singoli territori:

“I nostri 41 ospedali possono vantare il livello di complessità più alto d’Italia, siamo passati dal sesto al primo posto nel punteggio Lea, siamo in posizione di eccellenza nel piano nazionale esiti che misura i livelli di qualità delle cure, investiamo ogni anno 150 milioni di euro (un terzo del bilancio di un’Azienda sanitaria come Lucca) in extra-Lea come trasporti, vita indipendente, non autosufficienza, malattie rare, parrucche per pazienti oncologici).

Sono numeri importati che dimostrano che i nostri professionisti, che ringrazio, ottengono risultati che ci pongono ai vertici nazionali.

Perché allora abbiamo deciso di attuare questa riforma, a cui in realtà si pensava da tempo? Una crisi ampia e profonda ci ha spinto ad accelerare la riflessione su come costruire il futuro dell’assistenza sanitaria e ad operare delle scelte per concorrere a una sanità pubblica sostenibile ed equa, capace di tener conto dei cambiamenti demografici, socioeconomici, epidemiologici e tecnologici in atto.

I costi dei servizi offerti ai cittadini toscani e il loro livello di qualità non sono compatibili con la manovra prevista dal disegno di Legge di Stabilità 2015 e dai successivi accordi. Questa manovra nazionale per la Toscana significa complessivamente circa 441 milioni di risorse in meno; per la Sanità, in particolare, la manovra vale 210 milioni che diventano circa 250 milioni tenuto conto che dovrà coprire ulteriori costi crescenti, ad esempio per farmaci anti epatite, stimati in circa 40 milioni, per il 2015. Non solo: occorre tener conto della naturale lievitazione dei costi, stimata in 100 milioni di euro, quindi dobbiamo confrontarci con una contrazione reale da circa 350 milioni di euro”.

“La dimensione di area vasta – ha spiegato ancora Marroni – è il naturale bacino di fruizione dei servizi, anche perché solo il 5-6 per cento della popolazione toscana si rivolge ad altre aree vaste diverse da quella del territorio di residenza o ad altre Regioni. L’idea è quella di perseguire un’unitarietà funzionale del sistema sanitario di area vasta, capace di raggiungere gli stessi obiettivi mediante una programmazione unitaria della Azienda ospedaliero-universitaria e con l’unica Azienda sanitaria locale di Area vasta, risultante dalla fusione delle preesistenti aziende sanitarie locali.

Dal primo luglio, questo è il nostro obiettivo, le Aziende saranno commissariate. Nell’area vasta nord ovest ci sarà cioè un commissario a capo delle 5 Aziende territoriali e un vice commissario per gestire l’operatività di ogni singola Azienda. Sarà inoltre presente la nuova figura del direttore della programmazione di area vasta, che avrà il supporto essenziale dei Dipartimenti interaziendali per la programmazione.

Questa riforma rappresenta una garanzia per il futuro del nostro servizio sanitario e una grande opportunità per una sanità che sia di tutti, di qualità, pubblica e attenta al cittadino, alla prevenzione, alla innovazione e alle persone che ci lavorano”.

Di fronte ai dubbi espressi da alcuni sindaci sulla rappresentatività che potranno avere nella nuova maxi-USL, l’Assessore regionale ha assicurato che la nuova organizzazione troverà un equilibrio nella rinnovata importanza della Conferenza dei Sindaci ai vari livelli.

Marroni ha anche evidenziato che il ruolo di Lucca nella nuova dimensione di area vasta sarà fondamentale e che la presenza di dipartimenti interaziendali per la programmazione – con una visione complessiva di tutti i processi – consentirà di attivare sinergie e potenziare le eccellenze presenti sui singoli territori.

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