Quando l’Arte e la Storia si incontrano a Barga: intervista a Sereni a proposito de L’Eroica

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Qui, dove Ugo Bertagni aveva impiantato una tipografia centro di vita e di cultura / nell’estate del 1914 Ettore Cozzani portò a stampare “l’Eroica” / rivista della rinascenza spirituale che restituì dignità alla xilografia / preparò e sostenne gli italiani nella suprema prova della guerra.

Con questa epigrafe da lunedì 28 luglio l’Istituto Storio Lucchese e “i barghigiani che non dimenticano” ricorderanno a cittadini e passanti la parentesi barghigiana dell’Eroica, la più autorevole rivista di xilografia esistita in Italia.

I cinque numeri dell’anno 1914 furono editi dalla Tipografia Bertagni di Barga, che al tempo si trovava in via di Borgo. Fu lo stesso direttore e fondatore Ettore Cozzani a scegliere questa sede, scoperta in virtù dell’interesse che lo legava a Giovanni Pascoli e ai suoi studi danteschi.

Promotore della riscoperta e rievocazione di questo frammento della storia di Barga è il professor Umberto Sereni che ci spiega l’importanza di questa rivista, pregevole nono solo nei contenuti – xilografie di artisti internazionali pressoché inedite – ma anche nella forma, realizzata in carta di primissima qualità e rilegata come un volume da collezione.

“L’Eroica – inizia Sereni – è senza dubbio la più importante rivista italiana di xilografia. Il fatto che cinque numeri di questa pubblicazione abbiano visto la luce a Barga colloca la nostra cittadina nella storia dell’arte internazionale. E questo è sicuramente un elemento da ricordare”.

Oggi è difficile credere che il dibattito su una questa tecnica di stampa artistica potesse toccare anche la nostra terra, ma all’inizio del secolo le cose erano diverse: “Il clima culturale all’epoca era ben diverso – continua Umberto Sereni – attorno a Giovanni Pascoli era sorto un fervore che aveva stimolato un clima magico. Basti pensare che nel 1914 il barghigiano Alberto Magri tenne la sua prima mostra al Lyceum di Firenze aprendo il dibattito sull’”arte primitiva”. Quelli sono stati i tempi di quella che io chiamo la “Barga Cruciale”.

La pubblicazione dell’Eroica e il fervore attorno ad essa, però, non smossero solo il mondo dell’arte. “Questa rivista – precisa Sereni – è tra i fogli che si impegnarono per la campagna interventista, al fine di far prendere posizione attiva all’Italia in quella che sarebbe poi stata la Prima guerra mondiale. Quindi alla celebrazione di questa rivista si intreccia anche il centenario dello scoppio del primo conflitto mondiale, che ricorre proprio nel 2014″.

Tra i numeri stampati a Barga se ne trova uno dedicato agli xilografi del Belgio e non è un caso: il Paese era stato invaso dai tedeschi ed al tempo era al centro delle tensioni che avrebbero poi dato il via al conflitto. Il numero seguente è invece dedicato agli autori della Serbia, anche questa una nazione di grande rilevanza: fu lì, infatti, che avvenne l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este innescando la dichiarazione di guerra dell’Austria verso il regno di Serbia.

Anche per questo l’Eroica continua ad essere al centro di commemorazioni, produzioni di saggi e di mostre: la sua eredità è ancora tangibile. Ma a Barga, cosa è rimasto di questa rivista?

Uno su tutti, il lavoro di Adolfo Balduini – dichiara Sereni – sicuramente sollecitato nella sua produzione dalla pubblicazione dell’Eroica. Ma resta anche il buon esempio di collaborazione tra Barga e Castelnuovo: i Bertagni venivano infatti da quella città e lavorando a Barga dimostrarono che in momenti buoni e tra persone intelligenti fu possibile creare una connessione tra i due centri”.

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