Per i dieci anni del restauro del convento e della chiesa di San Francesco

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Dieci anni fa si concludevano a Barga i lavori per il restauro ed il recupero della chiesa e del convento di San Francesco, un complesso che in se racchiude una profonda spiritualità ed una lunga storia, ma che conserva anche le sue splendide Pale Robbiane.
La chiesa offre una produzione di terrecotte invetriate, perlopiù riconducibili ad Andrea Della Robbia e ai suoi figli. Prime ad arrivare da Firenze, attorno al 1490, dovettero essere la pala con l’Assunzione di Maria e le due statue di Sant’Andrea e Sant’Antonio. Al 1500 circa si può far risalire la magnifica pala della Natività; ad anni vicini al 1515, San Francesco che riceve le stimmate.
Il complesso versava nei decenni scorsi in cattive condizioni: infiltrazioni, problemi strutturali, mettevano a rischio anche la conservazione stessa delle Pale Robbiane. Da qui l’opera incessante di un comitato pro restauro, presieduto dal dott. Silvano Bertieri e che vide tra gli altri Moreno salvatori tra i princèpali sostenitori, che raccolse fondi e finanziamenti e con kl’aiuto della comuità porto a termine la delicata operazione.
Il prossimo 6 luglio, per iniziativa dell’Unità Pastorale di Barga, si celebrerà il decimo anniversario dalla riapertura dell’ex convento di San Francesco.
Per l’occasione alle 17 ci sarà il rosario ed alle 17,30 una Santa Messa nella chiesa di San Francesco.

La storia di questo complesso risale agli ultimi decenni del ‘400 quando Barga vide un’intensa ed efficace opera di proselitismo svolta dai beati Michele Turignoli e Gaspero da Barga. Al diretto intervento del primo si deve la riedificazione del monastero di San Francesco (iniziato nel 1471 e concluso intorno al 1490).
I frati dell´Osservanza si erano stabiliti a Barga fin dal 1434: il vasto consenso ottenuto in tutta la Lucchesia dal fondatore, Fra Ercolano, aveva motivato la concessione papale alla fondazione di due conventi in Garfagnana: il primo a Pieve Fosciana, il secondo questo di Barga, ove operarono quattro seguaci di Ercolano, di cui due destinati a divenire beati. Già nel 1471 la comunità ottenne di lasciare il piccolo convento eretto in località Nebbiana (e intitolato a S. Bernardino subito dopo la sua canonizzazione) per un sito più vicino all´abitato. Acquistato un terreno lungo la strada che da Fornaci porta a Barga e la piccola chiesa di S. Maria delle Grazie che vi si trovava, i nuovi edifici vennero ultimati entro la fine del secolo, con il concorso della popolazione locale e il contributo delle autorità comunali.
La chiesa attuale conserva l´impianto iniziale di ricordo michelozziano, a navata unica scandita da campate voltate a crociera costolonata su peducci; nel corso del Cinquecento fu presumibilmente oggetto di nuovi lavori che resero necessaria una nuova consacrazione nel 1572.
Gli ambienti conventuali annessi, che si articolavano sui tre lati del chiostro adiacente alla chiesa, furono ristrutturati più volte nel corso dei secoli, in ragione anche della soppressione del Convento intervenuta nel 1810 e della successiva istituzione di un ospedale nei locali abbandonati dello stesso, divenuti proprietà del Comune di Barga. A partire dal 1859 l´Opera Pia dell´Ospedale di S. Francesco, costituitasi nel 1848, richiese la presenza di una famiglia di frati Cappuccini per l´assistenza ai malati. Gli ambienti, ampliati nel corso del Novecento, vedono tutt´oggi la presenza di un ospedale. Alla stagione della rifondazione del convento appartiene il prezioso e ampio nucleo di terrecotte invetriate fiorentine, che arricchì la chiesa tra il 1480 e il 1515: molte delle quali vi sono ancora conservate.

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