Il cosmo sul como’

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IL COSMO SUL COMO’Ita 2008di Marcello Cesena – Il trio comico di Aldo, Giovanni e Giacomo torna al cinema in occasione delle festività natalizie con un film composto di quattro episodi e diretto da Cesena, altro celebre comico televisivo lanciato dalla Gialappa’s Band. Milano Beach. Tre famiglie: quella annoiata del metodico e insopportabile Giovanni, quella cafona del misogino e nevrotico Aldo, quella in crisi del quieto e gentile Giacomo. I tre nuclei, fra tragicomiche fatiche ed equivoci, partono per le ferie ed arrivano fortuitamente a scontrarsi.
L’autobus del peccato. Siamo in una parrocchia di periferia. Giacomo è il sacerdote che supporta e sopporta i fedeli mentre la sua chiesa cade in pezzi; Giovanni è il sacrestano che fa la cresta sulle offerte e origlia le confessioni; Aldo è un parrocchiano segretamente innamorato della ragazza che legge alla messa (Isabella Ragonese). I tre si trovano a che fare con una valigetta misteriosa.
Falsi prigionieri: in una galleria di quadri simile a quelle di Harry Potter, i dipinti si animano e cercano di trasmigrare da una cornice all’altra.
Temperatura basale: Giacomo e la moglie cercano in tutti i modi di avere un bambino seguendo i consigli prima di un’acida ginecologa (Angela Finocchiaro), poi di un sedicente santone indù (Giovanni).
Le varie parti sono legate dagli stravaganti insegnamenti del maestro zen Tsu Nam (Giovanni) ai suoi due discepoli Pin e Puk (Aldo e Giacomo).
Al di là dell’aspetto puramente commerciale (lanciare un film per Natale, a prescindere dal genere e dalla qualità, assicura sempre un ritorno economico e di visibilità), la nuova pellicola di AG&G conferma il rilassamento che i comici hanno preso nei loro ultimi lavori; non scordiamo difatti che i primi film (Tre uomini e una gamba, Così è la vita, Chiedimi se sono felice) avevano maggiori ambizioni al titolo di pellicola, ed erano in questo senso discretamente riusciti.
Questo ultimo lavoro soffre visibilmente del poco impegno e della trascuratezza: assistiamo ad una serie di siparietti televisivi anonimi e completamente slegati tra loro. Le gag sanno di stantio e già sentito, e non trovano mai quella brillantezza a cui aspirerebbero. Della mancanza di idee originali soffre in primis proprio il trio comico, che si affanna a riproporre personaggi della commedia italiana che risultano però seriamente stereotipati e lontani dalle discrete capacità dei comici. Fra questi tre macchiettistici interpreti si distingue però Aldo, che sotto il dialetto siculo cela insospettate doti attoriali che vanno al di là del caratterismo (e difatti parteciperà al prossimo film di Giuseppe Tornatore, Baaria). Vanno inoltre citati i numerosi cammeo di interpreti teatrali e televisivi: Cinzia Massironi, Sergio Bustric, Victoria Cabello, Marcello Cesena, Raul Cremona, oltreché dei familiari del trio (in particolare Silvana Fallisi, moglie di Aldo, che spesso ha partecipato ai suoi film); va in particolare lodata la breve apparizione di una acidissima e presuntuosa Angela Finocchiaro nei panni di una perfida ginecologa proto femminista.
Altro merito che va riconosciuto è l’assenza di volgarità e l’esplorazione di territori estremamente diversi, che ben si esplica nel secondo episodio, che è ambientato in un ambiente lontano dalla comicità spesso surreale del trio: si tratta di un’italietta di provincia, i cui personaggi è possibile incontrare nella quotidianità di ciascuno.

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