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La UILM al neo sindaco Campani: “Riaprire il dialogo su KME e futuro dei lavoratori”

BARGA – Così chiede la UILM che con il segretario della Area Nord Toscana, Giacomo Saisi dice: “I lavoratori sono stati trascurati da troppo tempo. Occorre un tavolo di confronto con le istituzioni per ritrovare un clima più sereno”. Per Saisi c’è da ricucire i rapporti e ritrovare una unità di intenti che è andata persa soprattutto durante una campagna elettorale molto tesa. “Buon lavoro al nuovo sindaco del Comune di Barga, Caterina Campani, a tutta la sua squadra e anche ai consiglieri di opposizione – scrive in particolare Saisi – Per tutti loro, una delle priorità da affrontare seriamente nei prossimi mesi sarà la vicenda della Kme e auspichiamo che ci sia un riavvicinamento ai lavoratori dello stabilimento di Barga, da troppo tempo trascurati dalle istituzioni, e una riapertura al dialogo e al confronto con le organizzazioni sindacali sui temi che riguardano il lavoro”. Da troppo tempo, inclusa tutta la campagna elettorale, la  discussione si è incentrata solo ed esclusivamente…

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“In KME costretti a proroga cassa integrazione. Bisogna che l’azienda finisca l’investimento su Fornaci di Barga”. Così Giacomo Saisi (UILM area nord Toscana”

Secondo il segretario Uilm area nord Toscana, Giacomo Saisi, a commento dell’incontro della commissione economica congiunta che si è tenuta ieri tra sindacati ed azienda, la flessione di mercato a inizio 2019 ha bloccato il reintegro di 15 lavoratori ancora al massimo degli ammortizzatori sociali. La situazione desta insomma preoccupazione per Saisi, perché obbligherà  chiedere un’ulteriore proroga della Cassa integrazione ordinaria al Ministero dello sviluppo economico in attesa che l’azienda completi i progetti di investimento. La riflessione di Saisi sui dati economici prosegue: “L’anno precedente si è concluso con risultati importanti per gli stabilimenti italiani di Kme, con segnali positivi per il bilancio e per le tonnellate prodotte, in crescita rispetto al trend precedente. Purtroppo il 2019 ha fatto registrare una flessione degli ordini che ci preoccupa – prosegue Saisi – perché ci aspettavamo che l’azienda potesse dare seguito all’accordo firmato il 22 ottobre e che prevedeva di reintegrare una quindicina delle persone che ancora oggi sono al massimo degli…