Rubriche

- di Pier Giuliano Cecchi

La Grande Guerra a Barga: ricordando Leo Giuliani

Questa è una storia eccezionale e non solo per Barga. Intanto diciamo che Leo Giuliani era figlio di Leopoldo e Da Prato Assunta, una famiglia agiata. Nato a Barga nel 1894, era di bassa statura, tanto da essere stato scartato alla visita di leva che di regola voleva il soldato italiano almeno di Mt. 154. Poi venne la guerra 1915-18 e lui volle parteciparci a ogni costo nonostante il ricevuto diniego. Perché? Perché era un fervente interventista e finanziatore di un primo giornale nazionalista, LA FIAMMA, che poi cambiò nome in IL VOLERE D’ITALIA –Organo quindicinale dei nazionalisti Toscani, che si stampava a Barga, che del precedente manteneva i soliti intenti. Il giornale aveva come direttore responsabile Alfredo Stefani, dal 1903, fondatore con il fratello Italo del giornale locale LA CORSONNA, che durante la Grande Guerra svolse un compito di formidabile raccordo tra i soldati di Barga in guerra e anche con gli emigranti che sentivano forte in sé i…

- di Redazione

Al via il nuovo anno Accademico di Unitre Coreglia

COREGLIA – Martedì prossimo 6 novembre, alle ore 16, avrà inizio il nuovo anno accademico di Unitre Coreglia Antelminelli. Il programma delle lezioni, definito in tutti i suoi dettagli ad opera della Prof.sa Daniela Bonaldi Marchetti e del Presidente Guglielmo Donati prevede interventi di autorevoli relatori. Si tratta di personaggi che in modo volontario prestano la loro disponibilità e le loro conoscenze, su argomenti di storia, scienza, letteratura, musica, medicina, arte e cultura varia.

- di Redazione

Centenario Grande Guerra, omaggiata la memoria di Enzo Zerboglio

Il cammino della sezione barghigiana del Gruppo Alpini nel commemorare il centenario della conclusione della Grande Guerra è cominciato sabato pomeriggio nel cimitero di Barga. Qui è stato commemorato Vincenzo Zerboglio, figlio del barghigiano d’elezione senatore Adolfo, decorato di medaglia d’oro del valor militare dopo la morte sul Monte Solarolo, avvenuta il 26 ottobre 1918, pochi giorni prima della fine della guerra, per ferite riportate in combattimento. Sulla tomba che ospita le spoglie della famiglia Zerboglio (mentre il giovane Enzo riposa a Bassano del Grappa) gli Alpini, guidati dal capogruppo Andrea Bertolini e assieme al Sindaco Bonini, hanno deposto dei mazzi tricolori di fiori; a commemorare il giovane caduto sono stati i rappresentanti della sezione pisana e lo storico Pier Giuliano Cecchi.

- di Pier Giuliano Cecchi

Le memorie della Grande Guerra nel Comune di Barga (terza parte)

Iniziamo quest’articolo facendo un passo indietro per tornare a Barga, dove al cimitero c’è un’altra e importante testimonianza della Grande Guerra, quella di Vincenzo detto Enzo Zerboglio, figlio del Senatore Adolfo, la cui famiglia, come vedremo, ebbe un rapporto speciale con la nostra cittadina e tra loro, anche lo stesso giovane Enzo. Cimitero di Barga: ricordo dell’Alpino Enzo Zerboglio, Medaglia d’Oro al V. M. Quasi un barghigiano. Questa è la sintesi che ci sentiamo di fare circa la breve vita di (Vincenzo) Enzo Zerboglio, il cui ricordo è anche nel nostro cimitero di Barga. La memoria è sulla tomba del padre Sen. Adolfo Zerboglio (Torino 1866 – Pisa 1952) e della madre Maria Badoglio (Perugia 1873 – Pisa 1946), a loro sono vicine le tombe degli altri figli: Piero, Vera e Lina. Questo a seguire lo scritto che è sulla tomba:   “ENZO ZERBOGLIO (Pisa 1898 – Bassano del Grappa 1918) Medaglia d’Oro Guerra 15-18 Riposa a Bassano del Grappa.”…

- di Graziano Salotti

Il vescovo Benotto ha presentato a Fornaci le linee guida per l’anno pastorale 2018/29

Lunedì sera presso la sala conferenze del centro parrocchiale del Cristo redentore a Fornaci di Barga, si è svolto un incontro con l’arcivescovo della Diocesi di Pisa, mons. Giovanni paolo Benotto che ha presentato l’anno pastorale 2018/2019, cioè le linee guida per tutte le parrocchie, rilasciando un libretto dal titolo “Dalla chiesa terrena alla chiesa celeste”. L’arcivescovo, alla presenza anche del proposto di Barga don Stefano Serafini e dell’arciprete di Fornaci don Giovanni Cartoni,  si è poi confrontato con i presenti rispondendo alle varie domande.

- di Pier Giuliano Cecchi

Le memorie della Grande Guerra nel comune di Barga (seconda parte)

Continuiamo il nostro percorso alla riscoperta delle memorie della Grande Guerra che ancora oggi si possono vedere nei vari paesi del Comune di Barga. In quest’articolo si prendono in veloce esame cinque ricordi, iniziando con Renaio, poi Sommocolonia, Tiglio, Castelvecchio Pascoli e San Pietro in Campo. Prima di andare a leggere i contenuti viene spontaneo rilevare che, se non tutte, alcune memorie hanno subito nel tempo un certo deterioramento e queste avrebbero bisogno di una rivisitazione, magari nelle incise scritte, le quali hanno perso il loro colore per evidenziarle.   Renaio: Lapide di marmo. Qui i nomi ricordati e onorati sono 8. La lapide, con fregi, è alla Chiesa di San Paolino, entrando nel loggiato che sta in fronte a essa, sul muro di facciata a sinistra. La lapide è priva della data dell’apposizione. Il ricordo è introdotto dalle seguenti parole: “1915 -1918 – Il popolo di Renaio ai suoi Figli Caduti per la Patria”.          …

- 2 di Pier Giuliano Cecchi

Le memorie della Grande Guerra nel comune di Barga (prima parte)

Intanto iniziamo informando i lettori che l’elenco dei Caduti e Dispersi del Comune di Barga nella Grande Guerra, redatto dallo scrivente nel 2015 e pubblicato in due articoli sul Giornale di Barga Online, sotto il titolo: “La storia dei Caduti di Barga nella Prima Guerra Mondiale”,  il primo del 14 ottobre, l’altro del 22 ottobre 2015, oggi, sempre a cura dello stesso scrivente è stato aggiornato. Il precedente elenco, che già aveva già comportato un non indifferente lavoro di ricostruzione storica, partito dall’osservazione della lapide commemorativa di tutti i Caduti del Comune presente al Cimitero di Barga, che ne assomma 149 di cui 6 nomi erano stati inspiegabilmente doppiati, quindi 143 effettivi, allora salirono a 153. Oggi, in occasione del Centenario dalla fine di quel conflitto 1918 – 2018, dopo altra indagine, effettuata incrociando quei 153 nomi con quelli presenti sulle lapidi che a suo tempo furono messe in varie frazioni del Comune di Barga e altre osservazioni, l’elenco è…

- di Redazione

Nel ricordo di don Mario Consani, il “Grillo Moro”

Nel periodico diocesano Toscana Oggi del 9 settembre 2018, nella rubrica Chiesa e Toponomastica nella diocesi pisana, si parla di San Pietro in Campo ed in particolare si va alla scoperta del perché qui ci sia la via intitolata a don Mario Consani. “L’indirizzo ufficiale della chiesa di San Pietro in Campo è, significativamente, via don Mario Consani, 1. – scrive Toscana Oggi in un lungo servizio scritto da Antonio Gimigliano – Don Mario Consani è stato qui parroco dal 1945 al 1983. Trentotto anni che hanno profondamente e proficuamente segnato la vita sociale della comunità del paese. In precedenza, per tre anni, gli anni terribili della II guerra mondiale, era stato parroco della chiesa di San Paolino a Renaio, piccola frazione di Barga, posta a poco più di mille metri di altezza, che in passato per la sua posizione strategica costituiva un passo obbligato per quanti dal modenese si recavano nel barghigiano e i cui abitanti oggi sono ridotti…

- di Pier Giuliano Cecchi

San Cristoforo nel pulpito del duomo di Barga?

Non è una provocazione culturale, anche se potremmo definirla tale, il considerare quella figura che chiude o apre la storia religiosa raccontata dal pulpito del Duomo di Barga, come l’effige del patrono San Cristoforo. In effetti, guardandola e vedendola occupare non solo l’ultimo arco cieco ma uscendo dallo stesso, Guido di Bigarelli di Bonagiunta, detto Guido da Como (vissuto circa i primi tre quarti del secolo XIII), autore della totale scultura del pulpito, non è da considerarsi colto in un errore di proporzioni. Ciò non è da guardarsi come detto, bensì, che avesse scolpito una figura gigantesca rispetto alle altre, con il nimbo del Santo fuoriuscente dall’arco superiore e con i piedi dello stesso poggianti sotto il profilo inferiore dello stesso arco cieco, perché l’Opera del Duomo gli aveva commissionato di rappresentare San Cristoforo. Giova ricordare che il primo nucleo dell’attuale Duomo vide la sua costruzione sul finire del secolo XII, intitolata ai Santi Jacopo e Cristoforo. A tale proposito…

- di Redazione

Liberamente MaPà, bambini alla riscoperta della natura

MOLAZZANA – Si è tenuto a Cascio un laboratorio aperto dedicato ai bambini di tutte le età organizzato dall’associazione “Liberamente MaPà” che si impegna affinchè i propri figli possono crescere senza troppi condizionamenti e nella libertà di muoversi e di giocare come meglio desiderano. Magari facendo anche dei percorsi dove giocando possono imparare a riconoscere gli oggetti per mezzo del tatto – – – – riconoscere piante e fiori dal loro profumo e i prodotti dal loro sapore. Ecco le motivazioni della partecipazione di alcune mamme che hanno aderito all’iniziativa. Va detto che è ammirevole l’iniziativa di questi giovani genitori nel ricreare nei loro bimbi le condizioni un po come nel passato quandoi spesso si cresceva a diretto contatto con la natura. Ora le cose sono cambiate parecchio e non sempre in meglio, per cui questi laboratori sono particolarmente utili per la crescita e la formazione delle nuove generazioni.

- di Redazione

Il saggio finale di “Teatro Scuola”

BAGNI DI LUCCA – Si è conclusa domenica scorsa a Bagni di Lucca l’edizione 2018 della rassegna Teatro Scuola, da 25 anni uno dei progetti più importanti a livello nazionale per promuovere e avvicinare il mondo della scuola al teatro. Domenica la premiazione delle scuole vincitrici e gli spettacoli più belli preceduta dal concerto dell’orchestra giovanile “Leonardo Bernstein”diretta da Tommaso Ussardi, Era la prima di questa rassegna per l’amministrazione guidata da Michelini con un progetto che si è rinnovato nella direzione artistica e nell’organizzazione. Il sindaco Paolo Michelini ha sottolineato il successo della manifestazione.  

- di Pier Giuliano Cecchi

Il 30 aprile 1479 moriva il Beato Michele da Barga. Il culto in Barga. (Seconda e ultima parte)

Come visto nel precedente articolo, sin dalla morte la memoria del beato Michele fu soggetta a venerazione, con dei picchi particolari nei vari secoli sino a oggi e che vedremo seguire. Iniziamo con il secolo XVII, tempo in cui fu tributata dai barghigiani una particolare attenzione al Beato. Infatti, come già osservato nel precedente articolo citando dei fatti avvenuti circa l’anno 1663, abbiamo capito che in quel tempo si fece pressante qualcosa di attinente alla memoria del Beato che ancora non si è detto e allora vediamo cosa accadde ancora in quell’anno a Barga. Il giorno è martedì 15 maggio 1663 e siamo entrati ora nel Consiglio Generale della Terra di Barga, situato nella sala grande di Palazzo Pretorio, convocato nel giorno precedente su richiesta del podestà Zanobi Pauli assieme ai Consoli e ora è radunato, “more solito”, dopo il richiamo sonoro della campana del Duomo. Vediamo che sui banchi siedono ventiquattro dei trenta ufficiali, tra Consoli, Capitani di Parte…