Voglio raccontare la mia esperienza di figlia di Mariateresa ospite presso la struttura Villa Pascoli di Barga.
Mariateresa ex insegnante elementare, donna unica, signorile, incondizionabile, dolce socievole e salottiera approda alla RSA di Barga una mattina di novembre del 2023. Decidere di appoggiare mia madre ad una struttura quale una RSA mi creava un profondo disagio facendo emergere in me il senso di colpa e di inadeguatezza ed ero distrutta dall’idea di lasciare mia madre. Mi feci coraggio e chiamai il Direttore Gabriele Giovannetti che mostrò nei miei confronti la massima comprensione rendendosi da subito disponibile a spiegarmi come funzionasse la struttura e quali fossero i punti di forza. Le sue parole furono incoraggianti e così cominciò appunto in quel novembre il nostro percorso in RSA. Pensavo di tenerla solo un mese, il tempo necessario a rimetterla in piedi e in grado di deambulare, ma gli eventi si svilupparono in modo diverso.
Fin dal suo arrivo in struttura tutto il personale presente si diede da fare per accoglierla nel migliore dei modi riservandole un’accoglienza ed un affetto come ad una persona cara. Ci fu molta cura nel prendere le sue cose, i suoi abiti anche qui sempre con molta delicatezza ed attenzione nel vero e proprio rispetto della persona e delle cose che le appartengono. L’infermiera prese in consegna le terapie e appuntò eventuali note e comportamenti da attuare con rigore e precisione. Mia madre era frastornata, attonita contenta di tutta quell’accoglienza e dispensava sorrisi a tutti ringraziando per le premure. Da subito iniziò il trattamento riabilitativo gestito da due fisioterapiste che con pazienza dedizione ed amore aiutano tutti gli ospiti a recuperare il controllo del proprio corpo e del movimento.
Con meraviglia appresi da mia madre che non voleva rientrare al proprio domicilio si trovava bene, si era fatta delle amicizie con cui scambiava parole in particolare con la compagna di camera Anna. Ricordo la festa di compleanno per i suoi 90 anni in mezzo agli ospiti tra canti e musiche sulle note del pianoforte e la bellissima torta di compleanno. Infatti, tutti i compleanni vengono festeggiati qui in struttura; nulla viene dimenticato; ogni occasione è buona per fare festa: Natale, ultimo dell’anno, Befana, carnevale, Festa della Donna, Pasqua ed in queste occasioni gli ospiti si improvvisano impastando dolci tipici di ogni festa. Anche questo è un elemento distintivo rispetto alle altre strutture: mani che impastano richiamando vecchie mansioni e sono uno stimolo importante per queste persone che serve a farle sentire ancora vive ed in grado di fare qualcosa di utile per gli altri.
Durante l’estate uscivamo in giardino insieme agli altri ospiti: un giardino curato nei minimi particolari dove i profumi dei fiori e le varie essenze degli alberi davano un senso di leggerezza e di libertà a tutti coloro che vi si intrattenevano. Il tutto sovrastato dalle bellissime montagne intorno. Purtroppo, il tempo è passato inesorabilmente, gli anni, 92, oramai diventati pesanti per mia madre che una febbre persistente ha costretto a letto, rendendola incapace di interagire ancora con gli altri. In questo tempo, quasi un mese, mia madre è stata curata, coccolata, accarezzata, confortata da mani quasi materne. Non è mai stata persa di vista neppure per un attimo; il suo corpo è stato curato, pulito, cosparso di creme per evitare che potesse cedere alle piaghe; il tutto eseguito con il massimo dell’attenzione. In più di una circostanza ho visto il personale accarezzare il suo volto, la fronte, sussurrando il suo nome quasi sperando che si risvegliasse; qualcuno mi ha anche confidato di aver pregato per lei.
Ricorderò sempre gli ospiti che incontrandomi nel corridoio mi chiedevano notizie e sempre con commozione: una vecchia signora centenaria che con me le ha fatto compagnia fino in fondo trattenendosi fino a tarda ora. Una vera Famiglia, una vera sorellanza e fratellanza di ospiti e personale direi; un abbraccio caldo che si è stretto intorno a lei e a me in quel terribile momento.
Per questo voglio esprimere la mia riconoscenza ed il mio ringraziamento a tutti voi che lavorate con amore e dedizione consapevoli di quanto sia importante la vita specialmente al suo volgere al termine nella sua fragilità ed imperfezione. E da ultimo, ma non per ultimo, al Direttore di questa struttura che riesce con maestria a far sì che tutto fili liscio che niente sia lasciato al caso che ognuno abbia diritto al rispetto che compete alla persona, che è attento ai bisogni ed alle richieste dei familiari per cercare di rendere la RSA una casa accogliente e familiare piena di amore dedizione ed affetto per tutti i propri ospiti.
Dott.ssa Monica Maestrini


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