La perdita di un padre rappresenta nella vita di una persona, non importa l’età, un avvenimento devastante che ti cambia per sempre. Il babbo o il papà a seconda di come siamo abituati a chiamarlo rappresenta il proprio eroe, colui che ti insegna ad andare in bicicletta e quando togliere le rotelle, ti accompagna mano nella mano in montagna, ti trasmette il rispetto per la natura e il prossimo, ti indica la strada e i valori giusti da seguire nella vita. Io il Giulio, l’ho chiamato sempre il mio babbo: ricordo uno dei tanti giorni in cui ero solita osservarlo mentre lavorava e di avergli chiesto come voleva che lo chiamassi se babbo o papà e lui mi disse che non importava come lo chiamassi l’importante era cercarlo. Ed era così: io ero la cicca e le mie figlie erano le cicchette e quando avevamo bisogno di lui per qualunque cosa o volevamo fare la colazione insieme bastava telefonargli e, in un batter d’occhio era lì. Il nonno con il mantello si diceva…
Ma il mantello non lo ha sempre protetto purtroppo… La malattia oncologica che lo ha afflitto è stata distruttiva sia a livello fisico che psicologico e nonostante ci si provi e si combatta non sempre si riesce a vincere. È la vita e bisogna accettarla ha sempre detto lui e durante una delle nostre bellissime e lunghe chiacchierate mi ha fatto promettere, di essere felice e serena anche dopo la sua scomparsa, di vivere una vita lunga e piena di soddisfazioni, di proteggere sempre il legame che mi unisce a mio marito e alle mie figlie, perché loro sono un dono di Dio che non tutti hanno la fortuna di avere, e di formare con i suoi nipoti, Lorenzo e Vito una famiglia grande e salda. Ma soprattutto di festeggiare l’arrivo della piccola Luna come una benedizione capace di renderci tutti felici e sereni. Le persone, come diceva lui, vanno ricordate nel cuore non con le lacrime ed è lì che io ti terrò e che quando mi mancherai di cercherò. Ti voglio bene babbo.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno dato un abbraccio , una pacca sulla spalla, una parola di conforto in questo periodo così triste della mia vita. Ringrazio la mia collega Rossana, la mia caposala Niccoletta, per la sua pazienza, nell’ascoltarmi e consolarmi sempre, mio marito che con il suo grande cuore mi ha sempre aiutato e supportato.
Ringrazio le mie splendide figlie, Simona e Francesca perché sono degli angeli, piovuti sulla terra per rendere la mia vita un’esperienza meravigliosa, solo con la loro presenza. E per ultima ma non per importanza ringrazio la mia mamma che ha seguito ed aiutato il mio babbo ogni giorno nonostante tutte le avversità che la vita ci ha riservato.
Un ringraziamento speciale alla caposala, a tutto il Personale infermieristico, medico, OSS che lavora presso il reparto di medicina di Barga perché hanno assistito mio padre e la mia famiglia con rispetto, cordialità, professionalità e umanità. Non sono mai mancati abbracci, vicinanza, sorrisi che in questi tristi momenti di perdita ti aiutano e non ti fanno sentire solo. Si sente tanto parlare di mala sanità ma a Barga; invece, ci sono persone che ogni giorno si impegnano con serietà e dedizione per assicurare cure e assistenza adeguate. Grazie mille a tutti loro. Siete speciali e meravigliosi.
Silvia Asti


Franco Reali
7 Settembre 2026 alle 13:19
Ciao Giulio
Purtroppo ci hai lasciati. Sono momenti che non credi mai che possano succedere.
Non passava giornata senza che ci sentissimo.
Voglio ricordarti insieme a Patrizio in montagna a cercar funghi e poi fare le mondine con un buon lambrusco.
Guardaci da lassù
Riposa in pace
Un abbraccio alla famiglia
Franco
Mariapia
7 Settembre 2026 alle 13:30
Un abbraccio a tutti voi
Biagi evelina
7 Settembre 2026 alle 16:25
Ci dispiace tantissimo…amico caro di mio marito..
Un grande abbraccio a tutta la famiglia
Sentite condoglianze.da Piccinini Pietro,
La moglie e il figlio…
Elena Biagiotti
7 Settembre 2026 alle 21:10
Sentite condoglianze l’ho conosciuto bene quando lavoravo a Fornaci ed era anche amico di mio marito Trento
Paolo Marroni
9 Settembre 2026 alle 19:25
MI era simpatico, anche quando giocavamo contro gli scontri Barga-Fornaci che al tempo erano sentitissimi. Era anche bravo tecnicamente, una mezzala di fantasia. Ci siamo visti tante volte in seguito ed è sempre stato piacevole conversare con lui. Mi dispiace tanto e faccio le mie più sentite condoglianze alla famiglia