Luchino Visconti e la ricerca dell’«insopprimibile bellezza»: alla Fondazione Ricci una lezione di Pier Dario Marzi

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BARGA – Sabato, alla Fondazione Ricci, si è tenuta una bella conferenza dedicata a Luchino Visconti, protagonista di un incontro dal titolo “L’insopprimibile ricerca della bellezza”, in occasione del cinquantenario della sua scomparsa, avvenuta nel 1976. A condurre il pubblico alla scoperta del grande regista è stato Pier Dario Marzi, docente, esperto di cinema e da anni impegnato in numerose iniziative di divulgazione della settima arte sul territorio lucchese.

Nel corso dell’incontro, Marzi ha ripercorso cronologicamente la filmografia di Visconti, meno folta rispetto ad altri grandi registi, giacché Visconti alternò costantemente l’attività dietro la macchina da presa con le regie teatrali, sia di prosa sia di lirica.

Il percorso è partito da “Ossessione” (1943) per arrivare a “Morte a Venezia” (1971), illustrando le innovazioni introdotte dal regista tanto sul piano visivo quanto su quello narrativo, e mostrando come nei suoi film emerga la sua vastissima formazione culturale che spaziava dalla letteratura alla pittura, dalla musica alla storia.

Un altro elemento sottolineato da Marzi è stato il tema, sempre più presente col passare del tempo nella produzione viscontiana, della decadenza e della fine del mondo al quale Visconti stesso apparteneva, quello dell’aristocrazia.

In questo senso, particolarmente significativo è il rapporto di Visconti con la politica. Per molti anni il regista, soprattutto coi suoi primi film, fu considerato un importante punto di riferimento della cultura di sinistra. Con il passare del tempo, tuttavia, e in particolare a partire da “Il Gattopardo“, emerge sempre più chiaramente un riavvicinamento alle proprie origini aristocratiche e alla malinconia decadente verso un mondo di cui egli stesso era stato parte.

A rendere la conferenza particolarmente coinvolgente ha contribuito anche l’alternanza tra la spiegazione di Marzi e la proiezione di numerose scene tratte dai film di Visconti.

I complimenti a Pier Dario Marzi per questa bella iniziativa e per il modo appassionato e coinvolgente con cui ha accompagnato il pubblico dentro l’opera di Visconti, con l’auspicio che alla Fondazione Ricci possano esserci presto altre occasioni di questo tipo.

 

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