BARGA – Un’opera d’arte che appartiene alla storia, alla fede, all’identità di Barga torna a risplendere dopo un accurato intervento di restauro. Lunedì 20 luglio alle ore 18.30, nel Duomo di San Cristoforo sarà inaugurata la Terracotta Robbiana raffigurante la Madonna in adorazione del Bambino, attribuita alla bottega di Andrea della Robbia e databile intorno al 1490. L’evento si svolgerà alla presenza del Vescovo di Pisa, Mons. Saverio Cannistrà, insieme ai rappresentanti della Soprintendenza, delle istituzioni e dei soggetti che hanno sostenuto l’intervento.
L’iniziativa nasce dalla volontà del Lions Club Garfagnana e della Propositura San Cristoforo di Barga, che hanno promosso il progetto con l’obiettivo di salvaguardare uno dei manufatti più preziosi custoditi nel Duomo.
L’opera, originariamente collocata sul muro di cinta del Convento di San Francesco e trasferita nel Duomo nel 1879, è tornata al suo originario splendore grazie al lavoro del restauratore Massimo Moretti. Un intervento che restituisce alla collettività un bene identitario, che racconta il legame tra arte, fede e storia locale. Fondamentale è stato il sostegno di chi ha creduto concretamente nel progetto: accanto al Lions Club Garfagnana, promotore dell’iniziativa insieme alla Propositura di Barga, hanno dato il proprio contributo la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Banca Versilia Lunigiana Garfagnana Credito Cooperativo (BVLG). Alla sua realizzazione hanno inoltre contribuito Venti d’Arte APS e ANSPI Sacro Cuore. L’intervento si è svolto con il patrocinio del Comune di Barga, del Ministero della Cultura e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia.
Il progetto ha potuto contare anche sulla disponibilità di professionisti e artigiani che hanno offerto competenze tecniche e supporto operativo: l’ingegnere Camillo Poggi, l’architetto Giovanni Nieri, i geometri Marcello Bernardini e Loreno Bertolacci, la ditta Paoli di Piano di Coreglia e il fabbro Renato Togneri di Tiglio.
L’inaugurazione del 20 luglio rappresenta il momento conclusivo di un percorso condiviso che riconsegna a Barga un’opera identitaria.


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