Il 1976 fu per l’allora Opera Barga, la scuola di canto, musica, scenografia, luci e altro, nata nell’antica cittadina medicea, un anno veramente speciale, infatti, ricorrevano i dieci anni dalla fondazione avvenuta nel 1967 grazie ai coniugi Peter Hunt e Gillian Armitage. Opera Barga fu una creatura strettamente nata con loro e legata alla memoria dei due grandi personaggi che a Barga riuscirono a dare un risveglio, forse, mai visto prima e chi scrive, è orgoglioso di aver stimolato la lapide che ricorda i due personaggi all’interno del teatro dei Differenti.
La ricorrenza di allora, il decennale, previde per quell’appuntamento un cartellone importante che ben sunteggiò il celebre critico musicale e scrittore Leonardo Pinzauti, nella pagina Spettacoli de’ La Nazione del 30 luglio 1976: “Novità per l’Italia al teatrino di Barga – la prima esecuzione dell’“Orso” di William Walton – Calorosi applausi all’illustre maestro e agli interpreti – <Le pauvre matelot> di Milhaud”.
Pinzauti, che in quell’occasione, esattamente la sera del 28 luglio, fu presente al teatro dei Differenti, inizia l’articolo ricordando che per Opera Barga erano dieci anni dalla sua fortunata nascita, avvenuta grazie ai coniugi Hunt, e ora, il Festival Lirico Internazionale di Barga stava di nuovo proponendo il miracolo della sua esistenza, con tanti mezzi fortuiti ma contando sull’entusiasmo di giovani cantanti e strumentisti ben condotti dal maestro Bruno Rigacci. Ora elogia questa piccola stagione al teatro dei Differenti di Barga dicendo quanto interesse fosse in grado di suscitare negli ambiti della critica musicale e di come e con quanta ammirazione e consenso fosse seguita dal pubblico.
Continua Pinzauti con l’osservare, con meraviglia, che Opera Barga “ha avuto il coraggio di presentare in prima esecuzione per l’Italia, la <stravaganza in un atto>, com’è stata chiamata dall’autore, l’Orso di William Walton, illustre musicista inglese, il quale ha assistito allo spettacolo, festeggiatissimo.”.
Chi scrive era presente a quel piccolo miracolo di Opera Barga, quando già nel pomeriggio si era diffusa la voce che quel musicista, sino allora sconosciuto in loco, sarebbe stato presente alla prima italiana della sua piccola opera. Ricorda ancora che nel pomeriggio di quel 28 luglio, diffusa la voce che tale musicista Walton, mossosi dalla “sua” Ischia, sarebbe venuto a Barga per la prima italiana della sua opera, in piazza del Comune, il salotto della cittadina, si era radunata assai gente e nel frattempo si era fatta sensibile l’attesa del suo arrivo. Finalmente, con il sopraggiungere nella piazza dei ragazzi ingaggiati da Opera Barga per ogni materiale bisogno del festival, la loro venuta fece chiaramente capire che stesse arrivando anche Walton, che con un portamento molto elegante si presentò con una signora (la moglie?) e altri personaggi. Appoggiato al suo bastoncino, il maestro vestiva un bel completo di lino bianco, il volto era sorridente e felice sotto il cappello panama del simile colore, guardando in ogni dove, come sorpreso dai panorami dell’antico castello mediceo e dall’accoglienza delle persone, e fu allora che si accorse che era alla fine del suo primo cammino. Il secondo arrivo sarebbe stato quello a teatro, per l’occasione completamente gremito di persone, con chi scrive presente che gli pare di ricordare che lo spettacolo si tenne nel tardo pomeriggio oppure si era ancora alle ultime prove. Comunque fosse stato, Walton, appena giunse nella platea del teatro, fu accolto da uno scrosciare di applausi che durarono più di dieci minuti e ancora applausi dopo la rappresentazione della sua creatura. Dalla prima assoluta erano passati, come per la manifestazione barghigiana, solo dieci anni e forse i due decennali, dell’opera e della manifestazione barghigiana, furono l’elemento che decise l’esecuzione, nell’idea di un omaggio all’Inghilterra sia degli Hunt come di Walton.
Pinzauti ci ricorda ancora che la serata (o pomeriggio) fu aperta da Le Pauvre Matelot di Milhaud, e chiosa nel finale del suo articolo, che sia la regia di Valoriani come la scenografia di Armitage Hunt, oltre alla passione dei giovani interpreti, di fatto l’insieme conferì al doppio spettacolo un risultato dignitoso e il successo delle due operine fu molto caloroso.
Si diceva che il 1976 fosse stato un anno importantissimo per Opera Barga e, infatti, la stagione si era aperta il 25 luglio con “La Gazzetta” di Rossini, replicata il 29 e 1 agosto, regia di Francesca Siciliani, con le scene di Armitage Hunt e costumi di Meather Webster, mentre Il 27 luglio con il concerto di musiche di Cavalli e De Falla.
Ovviamente quella stagione musicale studiata per il decennale non finì con quanto detto, perché ci fu anche un diretto coinvolgimento di gran parte del territorio barghigiano, con appuntamenti dislocati tra il capoluogo e varie frazioni. Il primo concerto, dal carattere meramente popolare, si tenne la sera di sabato dieci luglio a Barga, poi replicato a Fornaci di Barga il 12 luglio alle ore 21 all’Aia del Beniamino, con la partecipazione dei cantanti iscritti ai corsi della manifestazione musicale. Il programma previde arie da opere che spaziarono da Rossini a Verdi, a Donizetti, Bizet, Mozart, Puccini, ecc.
La sera, vigilia di San Cristoforo patrono della Città, si organizzò sempre con la partecipazione dei corsisti, un concerto di musica sacra nel millenario Duomo, con brani di Cavalieri, Mozart, Bach, Handel, Pergolesi, ecc. Nello stesso giorno, però nel pomeriggio, il concerto di Barga fu preceduto da altro tenuto a Filecchio in piazza Salvo D’Acquisto, organizzato nell’ambito degli “Incontri col Pubblico”, con musiche di Mozart, Haydin e Bach, quest’ultimo concerto replicato a Castelvecchio Pascoli la sera stessa del 24 luglio. Altri incontri furono a Barga, in piazza del Teatro nel pomeriggio del giorno 29 luglio, rispetto ai precedenti “Incontri col Pubblico”, ampliati ad altri musicisti e uno successivo il venerdì 30 luglio nel chiostro di Palazzo Balduini e in piazza Angelio il 31 luglio.
Si è detto che questo 1976 fu eccezionale per Opera Barga e questo investì anche lo stesso teatro. Infatti, va aggiunto che se ne giovò anche l’antico e magnifico teatro dei Differenti, che per l’occasione del decennale di cui stiamo parlando, affinché non sfigurasse tutta l’iniziativa, ebbe bisogno di cure immediate circa la sua stabilità (travi, sostegni di longarine e altro), questo per garantire al suo interno l’esecuzione del festival e stagione lirica, appunto, nella sua giusta sede. Infatti, la Commissione Provinciale ai Lavori Pubblici era intervenuta tassativamente circa i lavori da eseguirsi, altrimenti il teatro non avrebbe avuto la sua approvazione per l’apertura. Tutto fu portato a termine per un minimo di sicurezza seppur non fosse possibile salvare l’agibilità del secondo e terzo piano dei palchetti.
Di quell’anno ecco arrivare a noi la straordinaria notizia che Barga, proprio in occasione dei giorni di Opera Barga, fosse divenuta il set di un documentario per una rete commerciale della Gran Bretagna, l’I. TV, un Programma Acquarius della London Weekend TV. Questa dicitura, con altre che illustrano l’iniziativa della presentazione a Barga del documentario, sta scritta sul volantino che annunciò in Barga lo straordinario evento, il quale apre l’articolo. Per meglio inquadrare la cosa abbiamo fatto ricorso al Giornale di Barga dell’epoca e, in effetti, è lì che si ha la conferma a quanto abbiamo detto (1).
A un certo punto dell’articolo, firmato da un non identificabile E. T., leggiamo delle cose molte simpatiche:
“Per la serata di gala un pubblico elegante ha invaso il <Teatro>, dopo aver passeggiato per le antiche vie del Castello, dove erano state aperte le <botteghe>, trasformate in suggestive sale d’arte.”.
Ora si arriva al nocciolo del nostro dire: “Da giorni la televisione britannica, rete commerciale ITV, era presente a Barga per realizzare un servizio su <Opera Barga>, la nostra cittadina e i suoi legami con il mondo della Gran Bretagna. Molte sono state le riprese effettuate al Teatro, nelle strade di Barga, con i molti bargo-britannici in vacanza dalle nostre parti, e con la signora Gillian Armitage Hunt che nell’ormai lontano 1967, assieme al marito Peter Hunt, dette vita all’iniziativa della <musica a Barga>. Il “Differenti si presentava dopo l’opera di rifacimento, in splendida condizione, accurate le rifiniture, per le quali si era impegnato sin dalle prime luci del giorno innanzi l’infaticabile Presidente della Pro Loco (n.d.r. Pietro Marroni), che ha diretto l’allestimento degli spettacoli all’aperto.”.
La proiezione del documentario a Barga, come dal volantino che apre l’articolo, si ebbe in piazza Angelio il giorno 18 dell’anno successivo, ossia, nel 1977, con l’importante e indicativa cura del Comune di Barga, che aveva molto a cuore Opera Barga. Oggi, dopo cinquant’anni, torna alla nostra visione presso la Fondazione Ricci di Barga nel giorno di martedì 21 luglio alle ore 18,00.


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