Peste suina, la lettera aperta del presidente Enalcaccia: “I metodi utilizzati non servono a nulla”

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“Sin dall’inizio non abbiamo condiviso i metodi messi in campo e le modalità adottate per la cerca e l’abbattimento dei selvatici ed i risultati ci danno ragione”. In una lettera aperta, lo dichiara  Francesco Feniello, presidente provinciale di Enalcaccia Lucca che aggiunge: “Ora Basta. Questi metodi utilizzati, a nostro avviso non servono a nulla, assolutamente a nulla. I cacciatori per avere notizie si rivolgono alle associazioni venatorie che sul territorio operano da anni nell’interesse di questa categoria, dell’ambiente, della fauna e del territorio stesso”.

Le associazioni venatorie infatti, spiega, “hanno organizzato in emergenza tutti i corsi richiesti e necessari. Cosa hanno fatto gli Enti preposti? Nulla. Cosa hanno fatto i nostri referenti politici regionali? Nulla. Assolutamente Nulla. Forse qualcosa hanno fatto: hanno ottenuto l’eliminazione dal piano faunistico venatorio Regionale di ogni riferimento di quanto di buono viene fatto dai cacciatori nella gestione della fauna e dell’ambiente. Roba da matti”.

a lettera aperta arriva dopo l’incontro operativo in Prefettura con il commissario nazionale Filippini, “al quale ho partecipato su delega del Presidente Nazionale”. La sintesi è che “Non condividiamo i metodi fallimentari messi in campo dal Commissario. La peste suina avanza e cosa si fa? Chiudiamo la caccia e fermiamo anche gli abbattimenti con tiro selettivo ed addirittura non si riattiva la caccia di selezione al cinghiale equivalente del tiro selettivo.Questo solo perché l’ordinanza commissariale è scaduta, ha perso la sua validità senza che nessuno si sia preoccupato di rinnovarla visto l’emergenza. Noi cacciatori sin dall’inizio abbiamo collaborato e stiamo collaborando per la ricerca delle carcasse in zone impervie dando supporto al Servizio Veterinario dell’Azienda USL e ai conduttori di cani molecolari inviati sul posto. Siamo rimasti gli unici in grado di accompagnare questi operatori nelle zone impervie e fuori dalle strade e sentieri. Tutto questo lo facciamo con spirito di sacrificio per risolvere questa emergenza o quantomeno attenuare gli effetti negativi della stessa. Sin dall’inizio abbiamo dato tanto e stiamo dando tanto. Siamo gli unici attori del complesso sistema che abbiamo investito soldi nostri (dei singoli cacciatori) rispettando alla lettera le regole imposte. Regole violate da tutti ed in primis dai Sindaci che pur avendo l’obbligo di installare l’apposita segnaletica ad oggi nulla hanno fatto.

Credo la la problematica non sia nemmeno stata affrontata nei singoli consigli comunali come se non esistesse. Tutti possono fare tutto nel bosco tranne i cacciatori di cinghiali (gare con cani – passeggiate con macchine fuoristrada – trekking – ricerca di funghi – transumanze con 400 pecore – caccia alla lepre con cane – caccia alla volpe con cane – caccia ai volatili con cane – caccia di selezione agli ungulati “caprioli-Cervi e Mufloni” – attività di esbosco ecc.ecc.) . I veri untori sono i cacciatori di cinghiale? Questi non possono fare niente?Quelli che si adoperano per risolvere il problema e che avrebbero potuto fare tanto con metodi diversi devono stare fermi. Bisogna aspettare la peste e la morte degli animali per raccogliere le carcasse con grave danno economico per l’intera comunità. Hanno preteso il pagamento della quota Atc e pretendono la presentazione delle squadre di caccia al cinghiale pur sapendo che le autorizzazioni non verranno rilasciate.

Spesso alle riunioni hanno cercato di incutere timore nei cacciatori dicendo: ‘rischiate la denuncia penale’. Questo spauracchio vale solo per i titolari di licenza di porto d’armi per uso caccia (persone perbene in possesso dei requisiti di buona condotta). La Sanzione penale è prevista anche per i Sindaci che non hanno ottemperato e non stanno ottemperando a quanto prescritto nelle ordinanze commissariali e Regionali. Loro non temono il penale perché vivono in una sorta d’immunità perché chi dovrebbe vigilare e sanzionare fino ad oggi ha chiuso gli occhi e per paura di aprirli li ha bendati. Solo i cacciatori di cinghiali sono sottoposti ai rigori di Legge. La Legge è o non è uguale per tutti?”.

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