GALLICANO – “Aumenta il costo della mensa e dell’asilo nido, ma si spendono 250.000 euro nel recupero dei lavatoi. Irpef ancora al massimo dell’aliquota per tutti”. Così il gruppo consiliare Viviamo Gallicano che commenta l’approvazioen del bilancio previsionale dell’ente.
“Lo scorso 18 dicembre si è tenuto il Consiglio Comunale che aveva all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio di previsione 2026 e del documento programmazione semplificato per il triennio 2026/28, strumenti che dettano l’indirizzo politico amministrativo del nostro Comune nei prossimi anni.
Come gruppo Viviamo Gallicano non abbiamo potuto fare altro che constatare una scarsa attenzione, da parte dell’amministrazione, alla difficile situazione economica che la gente sta affrontando. Infatti non troviamo, all’interno del bilancio, delle scelte politiche a sostegno delle famiglie, anzi si va ad aumentare il costo dei buoni mensa scolastici e la retta dell’asilo nido, per fortuna,in questo caso, un supporto importante arriva dalla Regione Toscana che, con il “bonus asilo nido”, aiuta le famiglie a fare fronte all’importante esborso. Anche quest’anno è stata completamente ignorata la nostra proposta di modulare e ridurre l’addizionale IRPEF per i redditi sotto i 50000 euro.Inoltre manca l’attuazione di politiche attive volte al rilancio delle aree produttive nel nostro Comune, in modo da affrontare il problema della mancanza di posti di lavoro nel nostro territorio ed arginare lo spopolamento ed il pendolarismo che ne conseguono.
Altra carenza importante è un concreto piano di rilancio, anche turistico, delle frazioni che in molti casi versano in condizioni di manutenzione disastrose. Anche il centro di Gallicano ha bisogno di un rilancio turistico-commerciale: non è che con la manutenzione di una strada o di una piazza, anche se necessarie, si ridà vita al paese, ma sono fondamentali idee innovative che creino anche servizi ai cittadini. Insomma il nostro giudizio su questo bilancio è stato negativo, soprattutto per la scelta delle priorità. Ne è un esempio la scelta di ristrutturare i Pozzi spendendo 250.000 euro, di cui 100.000 euro di fondi comunali…era davvero necessario?”


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