Come sempre l’emozione ed il fascino del presepe vivente di Barga

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BARGA – Un grande, magnifico presepe vivente a cielo aperto. Il più longevo di tutta la Valle con i suoi 38 annidi vita. E’ tornato, come tutti gli anni da tradizione, la sera dell’antivigilia di Natale, il 23 dicembre ed ha regalato come sempre grandi emozioni a tutti.

Per una sera Barga è tornata indietro nel passato, ha fatto rivivere i suoi antichi mestieri. Nell’antico castello non mancava proprio niente, dalla lavandaia all’arrotino, a tutto il ciclo completo della lavorazione della castagna,  lavorazione importante in tutta la montagna barghigiana.

Un bel tuffo nel passato ed una bella rievocazione del presepe baciata anche da tantissima gente, sia barghigiani che visitatori,  che non hanno mancato l’appuntamento. Il tutto in una bella serata, aiutata da un clima perfetto.

I figuranti quest’anno sono cresciuti di numero e va detto che in tutte le postazioni le scene degli antichi mestieri e dei momenti della vita di una volta sono stati proposti con grande accuratezza e serietà.

Ad aprire il percorso, dentro porta Reale, come sempre il comitato paesano di Pegnana e di altri abitanti della montagna con tutta la lavorazione legata alle castagne.

A conclusione del percorso, prima della salita in Duomo, il gruppo di Tiglio con la famiglia Balducci in testa ed atre scene della vita contadina e di una volta. Molto bella come sempre la rievocazione, nella vecchia canonica, di una classe della scuola elementare di una volta.

Tra le altre scene riproposte, la macinatura del granturco con il gruppo di Paolo Bernardi e Niccolò Riccardi, la vita di una famiglia di un tempo, grazie alla ricostruzione di Massimo Nardini di Sommocolonia e della sua famiglia, i carbonai a cura di Gabriele Luti con il nipote Lorenzo e  Mattia Lunardi, il soldato romano che non può mai mancare, proposto dal Marco Casci, la lavorazione dell’orzo, altro momento della vita contadina proposto da Mery Pieri e dalla famiglia dei “troni”, i Renucci; i pastori e venditori di frittelle di farina dolce a cura del comitato di San Pietro in Campo, le osterie proposte da numerosi gruppi di giovani, la bellissima scena delle lavandaie, anche questa nei pressi del Duomo, lo scalpellino Leo Gonnella e l’arrotino Pierangelo Carzoli. Apprezzatissima anche la riapertura delle stanze degli antichi telai barghigiani dove si tesseva la seta, con all’opera Maria Teresa Paolini. Questo e tanto abro lungo via del Pretorio.

Ad arricchire il tutto in musica, i musicanti della Filarmonica Luporini di Barga e, ad aprire la strada alla Sacra Famiglia, lo zampognaro Dario Landi.

Nella seconda parte della serata, dagli antichi mestieri la scena è passata alla sacra famiglia che ha seguito la via del presepe vivente fermandosi anche in Piazza del Comune e Piazza del Teatro prima di farlo in diversi punti del percorso fino a salire in Duomo dove poi si è svolta la scena della Natività. Il significato del Natale, tutto racchiuso in questi bei momenti.

Ad annunciare la nascita di Gesù un razzo dal campanile del Duomo, come una stella cometa ed il suono delle campane di Barga, con lo struggente doppio che incanta sempre tutti i barghigiani, eseguito dai campanari di Barga. Ad allietare la scena della natività con bellissimi canti natalizi, il coro della Community of Jesus che per l’occasione ha aperto anche le porte di questo centro ecumenico, presso Villa Via Sacra in via delle Mura.

Per la cronaca e per la storia Giuseppe era impersonato da Giorgio Cella, la madonna da Monica Simi ed i re magi quest’anno sono stati i fratelli Riccardo e Stefano Santi e la new entry Roberto Bechelli.

I coordinatori della  manifestazione, ovvero Maresa Andreotti, Filippo Lunardi e Beatrice Balducci del comune di Barga desiderano ringraziare le tante realtà paesane ed associazioni che hanno permesso di ricostruire tante postazioni del presepe vivente con i gruppi di Pegnana,  San Pietro in Campo, Tiglio, Sommocolonia, la famiglia dei Troni dei Barucci,  la Filarmonica Luporini,  Federico Biagioni per l’asinello, la Community of Jesus e tutti i figuranti che hanno partecipato e costruito queste scene in modo veramente accurato. Un grazie speciale soprattutto ai giovani che sono il futuro di questa tradizione..

Commenti

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  1. Ricostruzione Storica Antica ,ben riuscita. Non c’è male. Proprio veritiera. Marco Casci,il soldato (Legionario) del Presepe Vivente di Barga.


  2. L’ asinello è di Biagioni Federico!

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