Il senatore Andrea Marcucci firma per il referendum per l’eutanasia legale

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BARGA – Stamani all’ufficio anagrafe del comune di Barga anche il senatore Andrea Marcucci si è recato a firmare per il referendum per l’eutanasia che punta ad abolire parzialmente il reato di omicidio del consenziente (art. 59 del c.p. del 1930), che proibisce l’eutanasia. Un referendum insomma per l’introduzione dell’eutanasia legale in Italia.

Oggi ho firmato il referendum sull’eutanasia legale nel mio Comune. Nel 2019 presentai il primo disegno di legge sul fine vita, da allora ad oggi non è cambiato nulla. Se la politica non riesce a decidere, la parola passi ai cittadini” – ha dichiarato Marcucci

Il referendum vuole abrogare parzialmente la norma penale che impedisce l’introduzione dell’Eutanasia legale in Italia. L’omicidio del consenziente, infatti, viene considerato da chi vuole modificare la legge un reato speciale (rispetto a quello di portata generale di cui all’art. 575 cp sull’omicidio) inserito nell’ordinamento per punire l’eutanasia.

Con questo intervento referendario l’eutanasia attiva sarebbe consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla Sentenza della Consulta sul “Caso Cappato”, ma rimarrebbe punita se il fatto è commesso contro una persona incapace o contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni.

Per quanto riguarda, invece, condotte realizzate al di fuori delle forme previste dall’ordinamento sarebbe applicabile il reato di omicidio doloso (art. 575 cp).

L’eutanasia attiva è vietata dal nostro ordinamento sia nella versione diretta, in cui è il medico a somministrare il farmaco eutanasico alla persona che ne faccia richiesta (art. 579 cp omicidio del consenziente), sia nella versione indiretta, in cui il soggetto agente prepara il farmaco eutanasico che viene assunto in modo autonomo dalla persona (art. 580 c.p. istigazione e aiuto al suicidio), fatte salve le scriminanti procedurali introdotte dalla Consulta con la Sentenza Cappato.

 

 

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