Progetto comune: “auto celebrazioni no piro”

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Dal Gruppo consiliare Progetto Comune riceviamo e pubblichiamo.

“Finalmente è arrivato l’atteso diniego della Conferenza dei Servizi al progetto KME e con esso il cabaret tutto politico delle autocelebrazioni. Prima fra tutte l’amministrazione PDina che si compiace di aver vinto “una battaglia combattuta fin dall’inizio” immemore dei tentennamenti iniziali del PDino Sindaco precedente, con le sue posizioni attendiste e le sue mancate smentite su una sua presunta partecipazione a misteriose tavole rotonde regionali da cui avrebbe preso vita il progetto del piro; immemore delle clamorose mancanze in azioni decisive (vedi “dimenticato” ricorso al TAR) e della mancanza di celerità ed incisività in altre (demolizione casa Buglia) a seguito d’intervento effettuato su segnalazione dei cittadini. Anche il ricorso al TAR contro l’ordinanza di ricostruzione della casa del Buglia non è stato un plebiscito in quanto trattasi di vittoria a metà. Per alcune cose il Tar dà ragione a KME e per altre al Comune di Barga tant’è che il Tribunale Amministrativo applica la compensazione delle spese (ognuno paga le sue ). La vicenda non è ancora chiusa anche perché KME può ancora promuovere altre azioni. Tutti pronti ad aggiudicarsi il “San Cristoforo d’oro” per il merito nella lotta al piro. Progetto Comune celebra invece il vero vincitore della vicenda: l’INTERA COMUNITA’ che sotto la guida di un grande comitato ha reagito con prontezza e tenacia di fronte ad una politica del tutto inaffidabile, per la quale la salute dei cittadini è seconda ad interessi economici e di potere. Bravi dunque i cittadini scesi in piazza a manifestare che sono riusciti a coinvolgere anche le Autorità.. Bravi gli oltre 9000 firmatari del “No al piro” consegnato in Regione. Brava la Libellula e tutti coloro che hanno dedicato tempo ed energie alla causa. Bravi gli Avvocati Amante e Murraca che hanno dato un contributo decisivo cogliendo in pieno le criticità del progetto tanto da rivelarsi oggi i motivi del diniego della Conferenza dei servizi. Anche se probabilmente l’esito della vicenda è il risultato dell’ennesima scelta puramente economico-politica, i CITTADINI ne escono comunque vincitori perché hanno trovato la coesione per lottare in difesa di un supremo diritto umano: il DIRITTO ALLA SALUTE.”

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