Opera Barga; un anno diverso

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BARGA – Sarà un anno diverso; indubbiamente. Non mancherà anche quest’anno il festival Opera Barga, uno dei punto fermi dell’offerta culturale e musicale barghigiana, ma oltre a questo di certezze per il momento ce ne sono poche se non che cambieranno le date della manifestazione come conferma il presidente di Opera Barga, Nicholas Hunt.

“Non sarà a luglio, ma intendiamo organizzare il festival 2020 dopo Barga Jazz e quindi fine agosto e settembre. Secondo me il mese di settembre, visto ancora le tante incertezze legate al coronavirus e l’evolversi della situazione, potrebbe essere il mese ideale, se le cose andranno per il verso giusto ed anche le restrizioni saranno minori, per organizzare un festival il più possibile vicino alla normalità.

Anche se di normalità non possiamo parlare quest’anno. Certo è che rimandare di più di un mese potrebbe aprire nuovi scenari anche per l’utilizzo possibile del teatro che al momento è totalmente impensabile di utilizzare.”.

Come sarà la programmazione? Troppo presto per parlarne. Di sicuro, dopo aver risolto i problemi logistici del distanziamento e quindi dopo aver trovato le location giuste, vorremmo fare musica da camera, piccoli concerti, ma non solo. Sarà un programma ridotto e quasi sicuramente senza la produzione operistica; avremmo avuto quest’anno anche opportunità importanti come quella di ospitare l’orchestra giovanile italiana, ma come facevamo ad accettare viste le restrizioni ed i problemi logistici di spazi?

Tra le ipotesi per i luoghi dei concerti Villa Gherardi, idea lanciata da Barga Jazz e che piace. Qui ci sono gli spazi per garantire maggiore distanziamento sia per il pubblico che per gli artisti. Ma, come detto, tutto è ancora da decidere.

“La programmazione? Troppo presto per parlarne. Di sicuro, dopo aver risolto i problemi logistici del distanziamento e quindi dopo aver trovato le location giuste, vorremmo fare musica da camera, piccoli concerti Sarà un programma ridotto e quasi sicuramente senza la produzione operistica;  avremmo avuto quest’anno anche opportunità importanti come quella di ospitare l’orchestra giovanile italiana, ma come facevamo ad accettare viste le restrizioni ed i problemi logistici di spazi?

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